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Covid, Medici specializzandi coinvolti nella campagna vaccinale

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È quanto prevede il protocollo firmato dalla conferenza Regioni, Ministri Messa e Speranza e rappresentati dei medici di formazione specialistica.

“I medici specializzandi parteciperanno alle attività di somministrazione dei vaccini contro il SARS-CoV-2 a partire dal primo anno di corso della scuola di specializzazione”, lo ha annunciato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini che ha firmato sabato scorso un protocollo con i Ministri Speranza e Messa e i rappresentati dei medici di formazione specialistica. “E’ una buona notizia per tutti coloro che sono impegnati nell’accelerazione della campagna vaccinale in corso che da oggi ha un prezioso strumento in più” commenta Bonaccini. “La partecipazione – spiega il presidente della Conferenza – avverrà volontariamente e non inciderà, sull’orario della formazione specialistica. Saranno le Regioni a reclutare i medici specializzandi anche attraverso le aziende e gli enti del Ssn. Tutto avverrà con incarichi a tempo determinato o di lavoro autonomo, o di collaborazione coordinata, di durata non superiore a 6 mesi, ma prorogabili in ragione dell’emergenza. Siamo di fronte – sottolinea Bonaccini – ad un esempio importante di collaborazione istituzionale fra i diversi livelli di Governo. Il costo del trattamento economico dei medici specializzandi sarà a carico delle aziende sanitarie, ma il Governo si è impegnato ad un finanziamento aggiuntivo ad integrazione del fondo sanitario nazionale, con uno o più provvedimenti di urgenza per lo stanziamento delle risorse necessarie alla copertura degli oneri derivanti dall’esecuzione della vaccinazione da parte dei medici specializzandi. Il protocollo firmato – conclude Bonaccini – è uno sprone in più ad andare avanti celermente, la fase che stiamo attraversando impone infatti il massimo impegno possibile, superando ogni stallo burocratico e senza perdere tempo”. “Grazie a tutti i medici specializzandi del nostro Paese che hanno unitariamente sottoscritto l’intesa con governo e regioni per partecipare attivamente alla nostra campagna di vaccinazione covid. È un altro passo avanti che ci rende più forti nella sfida decisiva dei prossimi mesi” ha commentato su Facebook il ministro Speranza.

Il protocollo quantifica un compenso orario di 40 euro lordi omnicomprensivi di tutti gli oneri fiscali, previdenziali e di ogni altro onere eventualmente previsto a carico dell’azienda o dell’ente che ha formalizzato l’incarico ai medici. Al contempo il Governo si impegna a promuovere gli interventi normativi necessari per rimuovere, in via del tutto eccezionale e per il solo tempo strettamente connesso allo svolgimento del piano vaccinale, le incompatibilità previste dai contratti di formazione specialistica di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368.

Anelli (Fnomceo): “Finalmente riconosciuta la dignità professionale di tutti i medici; 40mila vaccinatori in più per accelerazione campagna. Ora coinvolgere i 63600 odontoiatri italiani”

“Soddisfazione per la sottoscrizione del Protocollo di intesa che regolerà il coinvolgimento dei medici specializzandi nella campagna vaccinale”. Ad esprimerla, la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, per voce del suo Presidente Filippo Anelli. Che parla a margine del Consiglio Nazionale, in corso a Roma in modalità mista, con alcuni dei 106 presidenti degli Ordini territoriali in presenza e gli altri in collegamento.

“L’intesa raggiunta tiene conto delle giuste istanze dei medici specializzandi, che sono finalmente considerati e trattati come professionisti a tutti gli effetti – continua Anelli -. Ai colleghi saranno garantite le necessarie tutele e diritti, in primis quello alla formazione, e soprattutto una dignità professionale pari a quella di tutti gli altri medici. E di essere medici a tutti gli effetti, se non fosse stata sufficiente la legge, lo hanno dimostrato e lo stanno dimostrando sul campo, prendendosi cura, senza sosta e in prima linea, dei loro pazienti in questa pandemia”.

“Ora abbiamo circa 40000 medici in più che potranno essere coinvolti nella più grande campagna vaccinale della nostra epoca, accelerandola a tutela della salute di tutti i cittadini – prosegue Anelli -. Ringraziamo pertanto il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Ministro dell’Università e Ricerca, Maria Cristina Messa, i due Ministeri in toto, la Conferenza Stato-Regioni e le Associazioni dei Medici Specializzandi, per aver trovato questo accordo, al quale, come Fnomceo, abbiamo dato il nostro sostanziale contributo. Accordo che ha messo un punto ad alcune polemiche dei giorni scorsi, che ci hanno tanto amareggiati perché non tenevano in debito conto il lavoro e la professionalità dei medici, tra i quali i medici in specializzazione, che tanto hanno dato in questo anno di pandemia, dimostrando, una volta in più, di essere il vero tessuto connettivo che sostiene il servizio Sanitario Nazionale. Auspichiamo quindi che anche, e soprattutto, chi ha ruoli di responsabilità nelle organizzazioni dei sistemi sanitari riconosca questo ruolo che è proprio di tutti i medici. E che non accada più che si pretenda come atto dovuto quello che è invece espressione del sapere, saper fare, saper essere che definisce la Professione medica”.

“Ora, dopo gli oltre 45000 medici di medicina generale, dopo i 40000 medici specializzandi, il Governo prenda in esame le modalità per coinvolgere nella campagna vaccinale i 63600 odontoiatri italiani – conclude Anelli -, che possono mettere, da subito, a disposizione le migliori competenze e le strutture adeguate”.

 Triassi: «Grazie al ministro Speranza nessun fraintendimento sulla volontarietà e sul rispetto delle ore di formazione».

«La decisione del ministro Roberto Speranza chiarisce in via definitiva i dubbi sulla obbligatorietà del contributo degli specializzandi alla campagna vaccinale. Un chiarimento che apprezziamo molto e che aiuta a preservare il valore di una formazione preziosissima per una medicina che sia sempre all’altezza delle aspettative». Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II di Napoli commenta con favore le parole espresse su Facebook dal titolare del dicastero della Salute. Il ministro Speranza ha infatti voluto dire «grazie a tutti i medici specializzandi del nostro Paese che hanno unitariamente sottoscritto l’intesa con governo e regioni per partecipare attivamente alla nostra campagna di vaccinazione Covid. È un altro passo avanti che ci rende più forti nella sfida decisiva dei prossimi mesi». Parole che cancellano ogni dubbio sulla volontarietà dell’adesione e sul fatto che questo impegno avvenga al di là delle 38 ore settimanali di formazione. «La Scuola che ho l’onore di presiedere – conclude Triassi – ha sin dal primo momento espresso la volontà di essere parte integrante di questo sforzo collettivo di lotta al Covid, oggi e più che mai nel prossimo futuro. Andiamo avanti nella consapevolezza di un progetto che vede la partecipazione degli specializzandi come un’opportunità di esperienza e l’impegno oltre orario di servizio come garanzia per la qualità della formazione. Quella stessa formazione che è sempre più al centro del progetto della Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II e che vede negli specializzandi un punto chiave».

Gelli “Bene coinvolgimento 40mila medici specializzandi nella campagna vaccini”

“Il pieno coinvolgimento dei medici specializzandi nella campagna di vaccinazioni contro il Covid è un’ottima notizia. Parliamo di una platea di circa 40mila specializzandi. Il loro contributo potrà garantire un’ulteriore accelerazione. A loro verranno riconosciuti, oltre al trattamento economico previsto dal contratto di formazione specialistica, anche gli emolumenti per l’attività lavorativa di somministrazione vaccinale contro il Sars-CoV-2. Nelle prossime settimane si andranno così ad unire ai medici dipendenti del Ssn e ai medici di medicina generale già impegnati, in modo da garantire un numero di vaccinazioni quotidiane congrue ai milioni di dosi attese già a partire dal prossimo aprile”. Così il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli.

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