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La lotta contro l’Amr rimane una priorità assoluta

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Il Centro Politiche Europee esamina la nuova “Strategia farmaceutica dell’Ue” alla luce delle carenze di antibiotici efficaci.

In tutto il mondo, più di 700.000 persone muoiono ogni anno per infezioni da batteri resistenti. Secondo l’Onu, questa cifra potrebbe salire a dieci milioni entro il 2050. In uno studio attuato dalla rete, Centre for European Policy (Cep) si chiedono misure contro un’imminente carenza di antibiotici. Il think tank di Friburgo con istituti partner a Parigi e Roma sostiene così un punto chiave della nuova strategia farmaceutica proposta dall’Ue.

“La minaccia della resistenza antimicrobica (Amr) richiede lo sviluppo di nuovi antimicrobici. La pandemia di Covid-19 ha indubbiamente spostato l’attenzione sulla salute pubblica sul fenomeno dei virus. Tuttavia, la lotta contro l’Amr rimane una priorità assoluta per la salute pubblica globale”, avverte l’esperto sulla ricerca sanitaria del Cep, Patrick Stockebrandt, che aggiunge “Gli incentivi per limitare e ottimizzare l’uso degli antimicrobici esistenti sono un contributo importante per contenere l’Amr”.

Secondo i ricercatori del Cep, la nuova Strategia farmaceutica dell’Ue (Com (2020) 761) mira giustamente a porre le basi per una politica sanitaria europea più attiva ed efficace. Essa correttamente affronta principalmente questioni che richiedono soluzioni transfrontaliere. Per quanto riguarda la promozione della concorrenza nel settore, però la Commissione Ue dovrebbe concentrarsi anche maggiormente sulla questione dell'”evergreening”. “Questo è importante, perché altrimenti si potrebbe danneggiare la concorrenza dei generici” afferma Stockebrandt.

Oltre allo scienziato di Friburgo, hanno contribuito alla nuova “cepAnalisi” l’economista Victor Warhem del Cep di Parigi e Andrea De Petris, Direttore scientifico del Cep di Roma.

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