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Vaccino Covid-19 occasione di fratellanza fra religioni

fratellanza collaborazione
A Torino l’Ospedale Cottolengo vaccinerà i religiosi di tutte le confessioni.

Il presidio ospedaliero del Cottolengo di Torino, in collaborazione con l’Asl Città di Torino, é diventato un centro vaccinale anti Covid-19 per i religiosi di tutte le confessioni. Da ieri, infatti, al Cottolengo potranno vaccinarsi tutti i religiosi che rientrano nelle fasce attualmente in fase di vaccinazione secondo il Piano nazionale del Governo (ultraottantenni, soggetti vulnerabili o con disabilità, 70-79enni, persone che operano a contatto diretto con studenti, malati, e, in questo caso, fedeli). L’iniziativa, aperta a tutti i religiosi indipendentemente dalla loro confessione, vuole lanciare un messaggio di fratellanza ed essere un’occasione di condivisione tra i rappresentanti delle diverse confessioni presenti in Piemonte, cui dà voce il Coordinamento interconfessionale del Piemonte: buddista, cattolica, ebraica, islamica, valdese, e così via.

Il padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino, don Carmine Arice, ha spiegato: “il presidio ospedaliero del Cottolengo è ben lieto di poter diventare, fino a quando ci sarà bisogno, un centro vaccinale per il personale religioso di tutte le confessioni. In questo modo sarà possibile tutelare la sicurezza dei ministri del culto, che sono quotidianamente a contatto con persone fragili, e dei loro fedeli, soprattutto di quelli che vivono in condizioni di difficoltà. Saremo lieti di procedere successivamente con le vaccinazioni di coloro che ne avranno bisogno, in particolare delle fasce più indigenti della popolazione”. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi hanno espresso la loro gratitudine “per la disponibilità che la Piccola Casa della Divina Provvidenza ha voluto manifestare, nel solco della solidarietà verso tutta la popolazione che ha sempre contraddistinto la sua opera meritoria. Si tratta di un grande esempio di fratellanza e di condivisione tra le diverse confessioni religiose”.

L’iniziativa è stata accolta positivamente da tutti i massimi rappresentanti delle diverse confessioni, dall’Arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia, al presidente dell’Istituto Buddista italiano, Soka Gakkai Alberto Aprea, dal presidente del Concistoro Valdese di Torino, Patrizia Mathieu, al presidente dell’Unione della Comunità araba di Torino, Younis Tawfik, che l’ha definita “una iniziativa unica nel suo genere e nella sua umanità, in quanto non ha escluso nessuno dei ministri di culto e religiosi impegnati con le loro comunità”. Il Rabbino capo della Comunità ebraica piemontese, Rav. Ariel Di Porto ha sottolineato come questa sia una “iniziativa tanto significativa quanto utile, dal momento che i religiosi in diversi contesti – sociale, didattico, liturgico, assistenziale – operano a contatto con il pubblico e potranno in questo modo proseguire con sicurezza”.

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