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IL NUOVO NUMERO DI PANORAMA DELLA SANITÀ

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L’EDITORIALE di Panorama della Sanità di maggio.

Vaccini, vaccini e ancora vaccini. Il tormentone sembra non avere mai fine. Dopo la vicenda di AstraZeneca, che pure ce la mette tutta per alimentare le polemiche, è il turno del vaccino della Johnson&Johnson, su cui c’erano tante aspettative, perché somministrato in una sola dose e senza i problemi logistici e di conservazione legati alle basse temperature. E di nuovo il minuetto delle dichiarazioni e degli appelli Ema e Aifa, e via di seguito, stavolta finalmente gli “scienziati” sono tutti d’accordo nel sostenere che l’incidenza dei casi avversi, semmai riconducibile alla vaccinazione, è così bassa da rendere il vaccino, se non assolutamente sicuro, indispensabile e unica arma a nostra disposizione per contrastare definitivamente l’epidemia e riprendere una vita normale.

Proprio ora che il Gen. Figliuolo, girando l’Italia in lungo e in largo, è riuscito a far decollare la campagna vaccinale un po’ dappertutto, e sta portando la soglia delle vaccinazioni verso la fatidica quota 500 mila al giorno. Sempre che i quantitativi promessi arrivino per tempo. Ed in attesa che approdino i nuovi vaccini Curevac (tedesco) e ReiThera (italiano). Mai come in questo ultimo anno l’attenzione si è focalizzata sui farmaci.

E, in un Paese che per millenni ha visto la contrapposizione delle fazioni, dove appena possibile ci si divide in guelfi e ghibellini, ecco si scatenano nuove tifoserie. Sostenitori dei vaccini a vettore virale vs vaccini a Rna modificato. Certo la facilità di accesso all’informazione su internet, non sempre corretta, ha dato una spallata alla fiducia illimitata che, solo pochi anni fa, avevano i pazienti nelle terapie prescritte dai medici.

È il trionfo del “bugiardino”. Uno strano modo di chiamare il foglio illustrativo di un farmaco che dovrebbe dire la verità sullo stesso. Al di là di questo, sono molti i problemi che investono l’universo del farmaco. Ad oggi manca ancora la cura per l’infezione da SarsCoV-2, e sugli anticorpi monoclonali (il rimedio miracoloso che ha rimesso in campo Trump in pochi giorni) non tutti concordano sull’uso e sull’accesso. E poi ci accorgiamo che, sempre di più, il Vecchio continente dipende dal Nuovo, per la ricerca e la produzione di farmaci innovativi. Nelle pagine che seguono i numerosi contributi degli esperti fanno il punto della situazione e aprono a riflessioni. Sarà il caso di auspicare – dopo l’Europa dell’euro, della libera circolazione di persone e merci, delle politiche finanziarie comuni – il momento dell’Europa del farmaco?

Sandro Franco

 


Sfoglia il nuovo numero di maggio di PANORAMA DELLA SANITÀ. Come ogni mese il dibattito aperto ha coinvolto numerose firme importanti del nostro settore, in un dialogo referenziato che mira a coinvolgere e contribuire ad una sempre più nuova visione del nostro sistema sanitario.

Hanno scritto per noi: Franco Bambi, Bruno Cavaliere, Bernardino Fantini, Carlo Favaretti, Mariapia Garavaglia, Annalisa Geraci, Annalisa Giancaterini, Guido Grignaffini, Antonio Guaita, Dario Manfellotto, Ida Mangone, Barbara Meini, Andrea Messori, Giuseppe Maria Milanese, Nicoletta Musacchio, Fabrizio Polverini, Anna Ponzianelli, Guido Rasi, Dario Sacchini, Roberto Schiatti, Lorenzo Sommella, Cristiano Spada, Angelo Tanese, Ilaria Tonelli, Marco Trabucchi, Luca Zaia


 

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