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L’INCERTEZZA DEL PRESENTE

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Chi dirige un’azienda sanitaria non ha potuto mantenere il timone nella stessa direzione di prima, né lo sguardo fisso sul futuro, perché il presente è diventato imprevedibile, inatteso, oltre che inaccettabile nella sua brutale invadenza.

di Angelo Tanese

Qualche giorno fa, in un lungo Collegio di Direzione, abbiamo fatto il punto sulle misure in corso per fronteggiare l’emergenza nei nostri ospedali e nei nostri servizi, con la consapevolezza di gestire una situazione ancora critica, da monitorare giorno per giorno, e talvolta ora per ora. Nella stessa riunione abbiamo poi condiviso il piano di innovazione tecnologica e strutturale che stiamo realizzando, sul fronte della digitalizzazione dei processi, del rinnovo delle apparecchiature elettromedicali, dei lavori di ristrutturazione e messa a norma di molte strutture, oltre che di rilancio dei servizi attraverso l’assunzione di centinaia di giovani professionisti.

Al termine di tre ore serrate, mi è venuto spontaneo concludere che in questo momento dobbiamo “guardare a tre giorni” senza rinunciare alla capacità di “guardare a tre anni”. E mentre lo dicevo mi rendevo conto che è l’esatta sintesi della nostra condizione odierna. È come se il Covid-19 avesse manipolato la nostra percezione del tempo, da un lato anticipando il futuro, dall’altro congelando il presente. È evidente infatti come l’emergenza pandemica ci abbia proiettato a velocità siderale verso un cambiamento di abitudini che davamo per scontate e, al tempo stesso, ci ha come paralizzati dinanzi all’imprevedibilità degli eventi.

Da mesi viviamo sospesi nell’attesa di conoscere cosa ci riserva il giorno dopo, pronti a modificare repentinamente decisioni e azioni prese anche solo il giorno prima, e al tempo stesso ragioniamo per pianificare l’utilizzo del più grande piano di investimenti mai resosi disponibile dal dopoguerra. Nessuna esperienza al pari di questa avrebbe potuto dirci con più chiarezza qual è il ruolo del management ai giorni nostri. Da tempo sappiamo che dirigere un’organizzazione significa di fatto gestire l’incertezza, posto che in un ambiente sempre più aperto e dinamico, che genera di continuo nuove minacce e opportunità, l’unica cosa certa è che non si può stare fermi.

Leggi l’articolo integrale di Angelo Tanese* su PANORAMA DELLA SANITÀ n.5 maggio 2021

*Direttore Generale Asl Roma 1 

 


Sfoglia il nuovo numero di maggio di PANORAMA DELLA SANITÀ. Come ogni mese il dibattito aperto ha coinvolto numerose firme importanti del nostro settore, in un dialogo referenziato che mira a coinvolgere e contribuire ad una sempre più nuova visione del nostro sistema sanitario.

 

Hanno scritto per noi: Franco Bambi, Bruno Cavaliere, Bernardino Fantini, Carlo Favaretti, Mariapia Garavaglia, Annalisa Geraci, Annalisa Giancaterini, Guido Grignaffini, Antonio Guaita, Dario Manfellotto, Ida Mangone, Barbara Meini, Andrea Messori, Giuseppe Maria Milanese, Nicoletta Musacchio, Fabrizio Polverini, Anna Ponzianelli, Guido Rasi, Dario Sacchini, Roberto Schiatti, Lorenzo Sommella, Cristiano Spada, Angelo Tanese, Ilaria Tonelli, Marco Trabucchi, Luca Zaia

 


 

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