-

Aumento vertiginoso dei tempi di attesa per le prestazioni, FederAnisap: urgente coinvolgere le strutture sanitarie accreditate

Mauro Potestio
1,2 miliardi di prestazioni all’anno per 6 milioni di cittadini

In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, e ai Ministri della Salute, Roberto Speranza, e dell’Economia, Daniele Franco, avente per oggetto la “urgenza del coinvolgimento della strutture sanitarie accreditate”, il Presidente di FederAnisap (Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali o Interregionali delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private e/oAccreditate con il Ssn), Mauro Potestio, scrive:

“la nostra Federazione ha già rappresentato il ruolo che ha svolto e che svolge da decenni il comparto delle strutture sanitarie accreditate, ruolo che oggi, con l’attenuarsi dell’emergenza epidemiologica, rischia di subire un rallentamento insostenibile, soprattutto per gli utenti del Servizio Sanitario Nazionale. Come abbiamo già sostenuto, le strutture private sono una parte essenziale dell’assistenza, che affianca e non compete con il Servizio Sanitario regionale, in quanto pienamente integrate nel sistema, eppure attualmente non si prefigurano misure che possano efficacemente sostenere l’impatto derivante dall’inevitabile aumento della domanda di prestazioni.

Il D.L. 73/2021 (Sostegni bis) ha previsto, in questa fase precedente alla conversione in Legge, poche misure e francamente inidonee per sopportare l’onda lunga dei pazienti che non hanno potuto usufruire delle cure adeguate nel pieno della pandemia. Gli strumenti attualmente previsti, infatti, richiedono tempistiche incompatibili con l’urgenza dettata dall’attuale domanda di assistenza sanitaria, e ciò comporterà inevitabilmente delle gravi ripercussioni sull’utenza”.

“Rammentiamo – prosegue FederAnisap –  che in tutto il Paese moltissime strutture sanitarie accreditate operano in assenza di un contratto aggiornato, e sono vincolate a sistemi di finanziamento del tutto insufficienti a garantire l’erogazione delle attività in modo omogeneo su base annuale, con l’aggravante scaturita dalla circostanza che la maggior affluenza dei pazienti non esenti, cui faceva capo la quota di compartecipazione oggi abolita, cagionerà a brevissimo, ed in taluni casi ha già cagionato, l’esaurimento dei budget, assegnati con gli accordi contrattuali, aggiornati o in proroga, di cui all’art. 8 quinquies del D.Lgs. n. 502/1992, con una conseguente ulteriore riduzione delle prestazioni erogabili nel corso dell’anno.

Pertanto, appare indifferibile la previsione di interventi più incisivi e urgenti, per evitare che le strutture si trovino nelle condizioni di interrompere l’assistenza per gli ultimi mesi dell’anno, tra l’altro in un momento in cui appare essenziale l’ausilio della sanità privata ai cittadini, non solo per l’ordinaria gestione dell’attività sanitaria, ma soprattutto per tutelare la delicata situazione dei pazienti fragili quali i malati oncologici, per garantire le attività di prevenzione primaria, per monitorare le malattie croniche che necessitano un’osservazione costante.

In caso contrario, avendo le strutture accreditate già riscontrato in queste ultime settimane un incremento notevole delle richieste di prestazioni, ci si troverà inevitabilmente di fronte ad un incremento vertiginoso dei tempi di attesa per eseguire una prestazione, con tutte le conseguenze negative che una situazione del genere provocherà sulla salute dei pazienti.

Fiduciosi che quanto rappresentato sia valutato in un’ottica di utilità assistenziale, rinnoviamo la nostra piena disponibilità per una pronta e fattiva collaborazione ed attendiamo un cortese e sollecito riscontro finalizzato ad un incontro costruttivo per delineare le azioni da adottare nel brevissimo periodo”, conclude il Presidente FederAnisap.

In precedenza, in una prima lettera indirizzata anche al Presidente della Repubblica Mattarella, FederAnisap aveva ricordato che gli erogatori dei servizi sanitari accreditati eseguono circa un miliardo e 200.000 prestazioni l’anno, una cifra importante e il cui impatto sulla Salute pubblica non può essere sottaciuto.  Il comparto intero conta attualmente oltre 3.000 strutture, assicura un lavoro a circa 30.000 dipendenti, ed è composto da strutture sanitarie dotate di requisiti specifici di qualità sottoposti a stringenti verifiche di controllo periodico. L’emergenza sanitaria dovuta alla Pandemia in atto, sottolinea la Federazione, ha acuito la già vistosa carenza assistenziale nei campi della Laboratoristica, alta Radiologia, terapie della Riabilitazione, un elenco infinito che coinvolge come minimo 6 milioni di pazienti in Italia i quali, da più di due anni, non trovano adeguata risposta assistenziale né in parte pubblica, e purtroppo neppure in quella privata accreditata, proprio a causa del sistema che vede le Regioni impegnate solo nei “numeri” per quadrare il bilancio, a scapito della tutela della Salute.

Print Friendly, PDF & Email