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Speranza: l’Italia diventerà il primo Paese europeo per assistenza domiciliare con il 10 per cento di copertura

Roberto Speranza
Il ministro della Salute Speranza ha risposto ad alcune interrogazioni in Senato. Sulle prestazioni sanitarie arretrate ha precisato che sarà “il tema più importante per il nostro Servizio sanitario nazionale nei prossimi mesi”

Con i 4 miliardi destinati dal Pnrr, l’Italia diventerà il primo Paese europeo per assistenza domiciliare con il 10 per cento di copertura. Lo ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza ieri in Senato rispondendo all’interrogazione sulla necessità di linee guida per la cura domiciliare dei pazienti Covid, illustrata dal sen. Romeo (L-SP). Il Ministro ha confermato che la circolare ministeriale del 26 aprile dà indicazioni precise e uniformi per l’intero territorio nazionale. Sulla necessità di rafforzare l’assistenza domiciliare, il ministro Speranza ha detto “credo che questo Governo sia sempre molto impegnato, in piena sintonia con l’Istituto superiore di sanità, il Consiglio superiore di sanità, AIFA e AGENAS. Nel PNRR sono destinati all’assistenza territoriale 8 miliardi di euro, di cui ben 4 all’assistenza domiciliare. L’obiettivo che abbiamo è considerare la casa il primo luogo di cura. “In Italia, prima che arrivasse questo Governo – ha aggiunto Speranza fornendo alcuni dati – la copertura dell’assistenza domiciliare per le persone oltre i sessantacinque anni era pari al 4 per cento, mentre grazie al cosiddetto decreto rilancio nella fase precedente del Governo Conte II si arrivò al 6,7 per cento. Con l’intervento che stiamo predisponendo nel PNRR arriveremo a essere il primo Paese d’Europa per assistenza domiciliare, con il 10 per cento. Oggi i migliori modelli in Europa sono Svezia e Germania, con il 9 per cento.

Sull’arretrato di prestazioni sanitarie causato dall’emergenza Covid-19

Il Ministro della salute Speranza ha poi risposto all’interrogazione illustrata dal sen. Zaffini (FdI), sull’arretrato di prestazioni sanitarie causato dall’emergenza Covid-19. “Non vi è dubbio  – ha detto il ministro – che la lettura comparativa dei dati relativi agli anni 2019 e 2020, pur tenendo conto di una costante contrazione dei ricoveri ospedalieri che in verità è in atto già da diversi anni, con un tasso di ospedalizzazione che è sempre stato in calo dal 2001 ad oggi, evidenzio una fortissima flessione dell’erogazione complessiva dei ricoveri nel 2020. Porto solo questo dato relativo ai ricoveri: una perdita in termini di volumi di 1.301.048 prestazioni, attribuibile senza dubbio all’impatto della pandemia sugli assetti organizzativi della nostra offerta sanitaria”.

In considerazione degli effetti sulla salute di una così ampia riduzione dell’erogazione delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche secondo Speranza “è indispensabile mettere in atto efficaci strategie per il completo recupero, riprogrammando adeguatamente e tempestivamente l’attività ospedaliera e ambulatoriale, alla luce del miglioramento delle condizioni organizzative legate all’aumento della copertura vaccinale nel personale sanitario e nella popolazione generale. Il Ministero della salute, come lei ricordava, con il decreto-legge agosto ha affrontato questa questione, promuovendo un finanziamento straordinario di circa mezzo miliardo e mettendolo a disposizione delle Regioni. Quanto, in particolare, all’impegno delle risorse previste nel decreto-legge, il Ministero della salute ha ricevuto da tutte le Regioni il piano operativo regionale di recupero di quelle liste d’attesa; ciascun piano, conformemente a quanto stabilito dalla legge, prevede un modello organizzativo strutturato sulla base delle esigenze territoriali, nonché delle prestazioni perse a causa dell’emergenza pandemica. È avvenuto che nell’autunno dell’anno precedente, com’è a tutti noto, subito dopo la decisione del decreto agosto, c’è stata la seconda ondata. Quindi, è chiaro che le risorse che dovevano servire per recuperare il pregresso, in realtà, per larghissima parte, non sono state utilizzate, perché le strutture sanitarie non hanno potuto recuperare il passato, ma hanno dovuto nuovamente – come già avvenuto in primavera – rioccuparsi dell’emergenza pandemica. Sulla base di questa valutazione nel decreto-legge sostegni bis – ha proseguito Speranza – abbiamo inteso estendere la durata dell’intervento straordinario già fatto per tutto l’anno successivo, cioè il 2021. Chiaramente è anche previsto il coinvolgimento degli erogatori privati – questa è una differenza tra le due norme – al fine di rendere più efficace il piano di interventi. Il Ministero, inoltre, parallelamente all’azione di monitoraggio già intrapresa, ha chiesto a ciascuna Regione una puntuale relazione sullo stato dell’arte e sulle criticità riscontrate, che saranno oggetto di ulteriori interventi. In conclusione – ha detto il Ministro – questo sarà il tema più importante per il nostro Servizio sanitario nazionale nei prossimi mesi, perché questo mezzo miliardo, per quanto mi riguarda, è solo il primissimo pezzo di un impegno a cui dovremo sicuramente attenerci in maniera molto forte.

 

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