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Melazzini (AriSLA): Fondamentale avere fiducia nella ricerca e impegnarsi perché vada avanti

Mario Melazzini
SLA Global Day, ricerca è speranza concreta: AriSLA a costante supporto della ricerca per un domani libero dalla SLA.

AriSLA, Fondazione italiana di ricerca sulla SLA, aderisce allo ‘SLA GLOBAL DAY’, che si celebra il 21 giugno in tutto il mondo, offrendo un quadro della ricerca italiana sulla SLA attraverso un’analisi dei dati raccolti in oltre 10 anni di finanziamento dei migliori progetti scientifici in tale ambito. “Questa giornata speciale da anni rappresenta per noi di AriSLA l’occasione per analizzare la ricerca scientifica sostenuta – afferma il Presidente di AriSLA, Mario Melazzini – condividendo alcune informazioni che testimoniano quanto sia fondamentale continuare ad avere fiducia nella ricerca, per ottenere le risposte di cui abbiamo bisogno. Le oltre 100 candidature ricevute al nostro ultimo Bando, i risultati conseguiti ad oggi dagli studi finanziati sono segnali che ci dicono che, anche nei momenti più difficili come quello che stiamo vivendo, la ricerca sulla SLA deve andare avanti, avendo sempre lo sguardo attento ai bisogni dei pazienti”.

COSA EMERGE DALLA RICERCA FINANZIATA

Dal 2009 ad oggi AriSLA ha investito oltre 13,2 milioni di euro in attività di ricerca, finanziando 85 progetti, di cui 18 attualmente in corso, in diversi ambiti di ricerca, (base, preclinica e traslazionale, clinica e tecnologica) e supportando 136 ricercatori selezionati attraverso l’emissione di 14 bandi competitivi. Negli anni il costante finanziamento di AriSLA di nuovi progetti, in particolar modo dei ‘Pilot Grant’, ovvero di studi con ipotesi di ricerca molto originali e innovative, ha permesso di avvicinare nuovi ricercatori allo studio della SLA, anche molto giovani: il 50% dei coordinatori dei Pilot Grant, infatti, non si era mai occupato prima di SLA e il 35% di loro ha meno di 40 anni. Il sostegno ai Pilot Grant, inoltre, vede anche le ricercatrici in prima linea, rappresentando esattamente la metà dei responsabili scientifici. Tra i dati raccolti emerge anche che gli investimenti della Fondazione hanno sostenuto il 45% di tutti gli Istituti italiani che hanno pubblicato almeno 2 articoli sulla SLA e che numerosi ricercatori hanno potuto dare continuità alla loro ricerca, producendo risultati che hanno consentito di ottenere fondi anche da altri enti: ben 25 ricercatori hanno ottenuto 43 ulteriori finanziamenti da parte di altri enti pubblici o privati, nazionali o internazionali. Inoltre, l’aver ricevuto un grant AriSLA ha consentito ai ricercatori di espandere il proprio network di ricerca: infatti 39 ricercatori (ovvero l’88,6 % dei rispondenti al questionario preparato dalla Fondazione) hanno indicato che grazie al finanziamento AriSLA hanno potuto potenziare la propria rete di collaborazioni.

LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE E IL CONFRONTO INTERNAZIONALE

Dagli studi finanziati da AriSLA sono derivate 277 pubblicazioni internazionali (fonte Web of Science, periodo 2010 – 2020), un dato che conferma come questi risultati abbiano contribuito a costruire conoscenza scientifica a livello internazionale, fornendo la base per altri studi. Il riconoscimento da parte della comunità internazionale dei risultati conseguiti è evidenziato anche da analisi bibliometriche basate su algoritmi sviluppati dai National Institutes of Health (NIH) americani che posizionano il 64% delle pubblicazioni AriSLA tra gli articoli ad alto impatto nell’area scientifica di riferimento ed il 26% tra quelli ad altissimo impatto. Questi ultimi studi sono stati spesso condotti con collaboratori internazionali, ma la leadership italiana è stata prevalente (il ricercatore titolare di progetto AriSLA è primo o ultimo autore nel 78% dei casi).

I RISULTATI DEI PROGETTI FINANZIATI

“Gli studi finanziati da AriSLA hanno dato negli anni – afferma l’Associazione – un significativo contributo nella scoperta di nuove mutazioni genetiche che causano la malattia, hanno permesso di studiare la funzione di nuove molecole utili per rallentare la progressione della SLA che possono favorire l’identificazione di una efficace terapia. Il finanziamento di progetti di ricerca tecnologica ha permesso la progettazione di strumenti a supporto della vita quotidiana e di ausili elettronici altamente tecnologici per la comunicazione e la motricità. AriSLA ha sostenuto quattro trial multicentrici sulla SLA, favorendo le attività di un network clinico che coinvolge numerosi centri di eccellenza su tutto il territorio nazionale. Tra gli ultimi risultati conseguiti quelli di uno studio clinico pubblicati poche settimane fa sulla rivista Brain: il trial ha individuato un rallentamento della progressione per alcune forme di malattia in seguito a un trattamento combinato di riluzolo più guanabenz, dando indicazioni per un’eventuale futura sperimentazione clinica di conferma. Tra i risultati della ricerca di base segnaliamo quelli pubblicati di recente sulla rivista scientifica Cell Death Discovery, che hanno portato all’identificazione di potenziali biomarcatori prognostici della SLA, una sorta di ‘firma’ molecolare in grado di dare indicazioni sulla progressione della malattia. Interessanti anche i dati di un altro studio, pubblicati sulle riviste scientifiche EMBO Reports e Cell Stress & Chaperones, che hanno individuato due meccanismi che possono contribuire allo sviluppo di malattie neurodegenerative molto complesse come la SLA, l’Alzheimer, la demenza frontotemporale o alcune forme di miopatie”.

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