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È tempo di prendere le ferie

medico
La mancanza di dialogo, di confronto, le imposizioni, non fanno parte del nostro passato ne del nostro presente. Per il futuro ci attendiamo immediatamente la convocazione di Sisac per definire chi siamo e chi vogliono farci diventare

di Nicola Paoli*

Un anno fa Cisl Medici aveva dato la sua disponibilità, nonostante lo scetticismo di molti, all’iniziativa del Governo, di verificare l’antigenicità rapida da polpastrello a tutto il personale scolastico, attraverso l’opera meritoria e gratuita dei nostri medici. Per fare ciò avevamo aggravato la nostra attività clinica con altra attività amministrativa di registrazione ed invio dati al Governo, con la promessa che sarebbe stata l’ultima volta, in attesa di una degna conclusione delle nostre aspettative contrattualizzanti. Oggi, a distanza di quasi un anno, dobbiamo prendere atto che la comprensione delle nostre reali competenze cliniche, e la richiesta incessante di concludere quanto ancora aperto come ACN della medicina generale, dopo sei infruttuosi anni di trattative, corroborate solo dagli arretrati concessi, non solo è di là da venire, ma, al contrario, è stato solo un paravento per fare i propri tornaconti personali, lontani dalla nostra realtà e dalla nostra fiducia in chi ci governa.

Ricordiamo, allora, a tutti, che Cisl Medici, dal 2015 siede all’ultimo tavolo nazionale per la medicina generale in Sisac, in attesa di firmare un accordo degno di tale nome. Abbiamo visto passare da quei tavoli tre Presidenti Sisac senza che nessuno abbia ancora messo la parola fine sugli atti d’indirizzo che si sono susseguiti. Un Governo e le Regioni tutte che hanno preso a pretesto la pandemia per sfornare decreti e piani di rilancio del nostro Paese, a costo zero nei confronti della nostra classe lavorativa, conducendoci in una spirale di ordini, imposizioni, decreti che non ci vedono più fiduciari ma sfiduciati.

Avevamo in ogni dove, precisato che in tale pandemia, ed ancor più in tale assenza di nuovi medici di medicina generale data dall’incessante opera di prepensionamento di molti di noi, l’unica soluzione per incentivare la messa in campo di nuove leve vogliose di confrontarsi con i territori, era darci modo di investire risorse sul nostro personale infermieristico, di studio, nell’ammodernizzazione dei nostri studi e della strumentazione che ci serve per farli funzionare al meglio, non certo diventare noi stessi quel personale di studio dipendente!

Così, non dando alcuna risposta a quanto previsto nelle premesse, oggi assistiamo ad un dictat odioso, inaccettabile per sindacati come il nostro, che si perpetra nella volontà governativa di farci fare da stampatori poligrafici o da amministrativi della pubblica salute del certificato verde, pseudo dipendenti senza giusta causa, per la seconda estate:700 giorni senza riposo di medici arrivati al capolinea.

Ora basta!

I nostri medici hanno superato da tempo il limite della pazienza, della rabbia, del disagio, in questa marginalizzazione senza fine del nostro ruolo a meri esecutori di altrui decisioni, dimenticando che siamo liberi professionisti e convenzionati dell’attività clinica del territorio.

E’ ora di sedersi al tavolo Sisac, più che a quelli di circostanza ministeriali, a trattare quanto rimaneva da trattare in riferimento all’accordo della medicina generale che in febbraio dell’anno scorso era ad un passo dall’essere completato. Altrimenti, lo dice il passato, non resta che protestare, e Cisl Medici ha già pronto come fare, scendere in piazza in questa calda estate, dimostrare tutto il dissenso che viene da 45000 dei nostri medici del territorio. Le nostre stampanti sono senza toner, senza carta, senza elettricità e non possono stampare null’altro che ricette. Il nostro strumento è il fonendoscopio, non i rigidi pulsanti di una tastiera.

La nostra vera mission è sempre stata quella di prendersi cura clinicamente, a domicilio e in ambulatorio, dei nostri pazienti.

La mancanza di dialogo, di confronto, le imposizioni, non fanno parte del nostro passato ne del nostro presente. Per il futuro ci attendiamo immediatamente la convocazione di Sisac per definire chi siamo e chi vogliono farci diventare: dipendenti impiegati o liberi professionisti? Certamente non “limbici” ne ruoli unici, se per “unico” si intende amalgamato con lo stesso personale amministrativo!

Non dipende solo da noi  dichiarare chiuso il tavolo, ma quella è la sede dove si danno nuove competenze ai nostri medici: si finisca di menare il can per l’aia!

Invece assistiamo, nel tempo, ad un continuo bypassare i sindacati, i nostri accordi, le nostre competenze, affogandole dentro a iperburocrazie che non ci riguardano. Non siamo più disponibili a continuare a fingere, in Sisac, di riscrivere un accordo completo della medicina generale come Penelope e la sua tela, quando poi il Governo ci impone a colpi di decreti solo burocrazia e nulla più, defraudandoci da un diritto sacrosanto: quello della contrattualità generale e della concertazione nel particolare.

Stiamo aspettando invano gli strumenti di telemedicina che ci erano stati a suo tempo promessi, necessari per mettere in sicurezza i nostri pazienti, ed ad oggi perduti nei rivoli, anch’essi di burocrazia e dipendenze varie, e di foto pubbliche di circostanza, buone solo a farsi pubblicità.

Vediamo, preoccupati solo ordini impartiti dall’alto che ci obbligano, per tutta estate, ad un lavoro di bassa manovalanza che intacca le nostre risorse personali e strumentali e ci lascia in balia di cittadini che non ci considerano più medici ma solamente impiegati. Non più amici ma solo strumenti da spremere fino alla fine dei nostri giorni. Vorrà dire che moltissimi di noi, dal 1 luglio, andranno tutti in ferie per un mese, lo autorizza l’accordo. In un disagio talmente crescente da indurre anche quelli che potevano lavorare altri dieci anni a lasciare perdere, delusi e mortificati da tali decisioni che sviliscono e offendono un’intera categoria:quella della medicina generale.

*Coordinatore Nazionale Cisl Medici per la Medicina Generale 

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