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Nel 2019 migliora la salute degli anziani ma cresce la domanda di cura e assistenza

anziani
La salute prima della pandemia in un paese che continua ad invecchiare. Il Rapporto Istat.

Nel 2019, prima della crisi pandemica, gli indicatori di salute degli over 75 si confermano in miglioramento. Ad eccezione delle malattie croniche gravi, più diffuse tra gli uomini (46,0% contro 41,1% delle donne), le donne hanno condizioni peggiori per tutti gli altri indicatori di salute. Forti le differenze territoriali a svantaggio del Sud e delle Isole e le disuguaglianze sociali nella salute. Circa un terzo degli over 75 presenta una grave limitazione dell’autonomia e per un anziano su 10 questa incide sia sulle le attività quotidiane di cura personale che su quelle della vita domestica (8,5% nell’Ue22). È quanto emerge dal Rapporto Istat Le condizioni di salute della popolazione anziana in Italia nel 2019 pubblicato oggi.

“Prima della pandemia – si legge nel Rapporto – molti indicatori di salute evidenziavano un trend favorevole che, negli ultimi decenni, ha accreditato l’ipotesi di una “compressione della morbilità o disabilità”, ovvero di un graduale spostamento verso età progressivamente più avanzate dell’insorgere di condizioni di salute severe. Nel 2019, si conferma il lento progressivo aumento della speranza di vita, che a 65 anni è di 19,4 anni per gli uomini e di 22,4 anni per le donne. A causa dell’eccesso di mortalità per Covid-19, i dati relativi al 2020 attestano invece una riduzione della vita media attesa a 65 anni: -1,3 anni per gli uomini e -1 anno per le donne, con un arretramento di circa 10 anni dei livelli dell’aspettativa di vita. L’Indagine europea sulla salute (Ehis), condotta nel 2019, poco prima dell’irrompere della pandemia da Covid-19, offre un quadro informativo ampio sulle condizioni di salute, rispetto al quale si può valutare il rilevante impatto della crisi sanitaria sulla popolazione anziana. I risultati dell’indagine documentano le criticità e i bisogni sanitari di questa fascia di popolazione, che conta oltre 13,7 milioni di persone, di cui la metà over75. Anche solo rispetto al 2015, anno in cui l’Italia ha svolto la prima indagine europea sulla salute, si possono evidenziare miglioramenti nella maggior parte degli indicatori di salute. Ciononostante, i contingenti in termini assoluti di persone anziane che necessitano di cura e assistenza non sembrano destinati a comprimersi a causa del crescente invecchiamento della popolazione”.

Principali evidenze:

  • Almeno tre patologie croniche per oltre metà degli anziani
  • La cronicità peggiora al Nord e migliora al Sud ma il divario resta
  • Demenza e depressione le patologie più diffuse tra le donne over85
  • Quasi 4 milioni gli anziani con gravi limitazioni motorie, sensoriali o cognitive
  • Pronunciate le diseguaglianze per territorio
  • Difficoltà nella cura della persona per un anziano su dieci
  • Anche per l’autonomia nelle attività quotidiane svantaggiato il Mezzogiorno
  • La famiglia pilastro nell’assistenza ma sempre più fragile
  • Carenza di assistenza e ausili soprattutto tra gli over 85 non autonomi
  • Difficoltà nella mobilità per circa un terzo degli anziani
  • Prima della pandemia meno difficoltà di accesso ai servizi sanitari
  • Si accentuano le disuguaglianze sociali per gli anziani con ridotta autonomia
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