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La valorizzazione della rete delle demenze nelle Aulss: il modello Veneto

demenza
Co-progettazione, buone pratiche e innovazione.

Luciana, Giorgio, Lino e gli altri. Fanno parte del primo gruppo di Advocacy Orsa Maggiore”, nato per valorizzare le persone con demenza, integrarle e dare loro una voce, che è stato protagonista all’ospedale San Bassiano di Bassano nel corso del convegno “Co-progettazione, buone pratiche e innovazione. La valorizzazione della Rete delle demenze nelle Aulss del Veneto”, organizzato in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer Sono stati loro a rivolgere le domande ai relatori e a presentare i loro dubbi e richieste.

“La Giornata mondiale sull’Alzheimer apre un mese di eventi e di confronto che vedono coinvolte molte realtà del Veneto. Non potevamo non partire da questo territorio che in tema di demenze ha dimostrato di essere un laboratorio molto attivo – ha detto l’Assessore regionale alla Sanità e Sociale-. L’Alzheimer è una patologia in crescita, in Veneto ne sono colpite 67mila persone, ma molti sono i pazienti che ancora sono sconosciuti ai Servizi. Il nostro obbligo è quello di intercettare i bisogni, prendere in carico il paziente e accompagnare le famiglie. La Mappa delle demenze, che ha due anni, è uno strumento utile e innovativo, interattivo che facilita la conoscenza dei servizi. Come sono importanti i PDTA, i 165 Centri Sollievo disseminati in tutta la regione, le offerte di residenzialità e di semi-residenzialità”.

“Due gli aspetti che mi fanno riportare al territorio che oggi ci ospita – ha ricordato l’esponente di Palazzo Balbi –  Qui è nato il primo gruppo di Advocacy, Orsa Maggiore, in cui il paziente è attivo ed è coinvolto nei percorsi. L’altro tassello è il progetto del “Quartiere inclusivo” che verrà creato a Marostica. Vogliamo dare tutti gli strumenti possibili affinchè le persone possano essere prese incarico e indirizzate verso i servizi più utili. La Regione c’è: condivisione, assistenza e aiuto alla famiglia. La persona malata oggi è protagonista ed è attiva e ci dice in quale direzione andare. E’ questo il passo innovativo rispetto a quanto si faceva”, ha concluso l’assessore.

“Per la prima volta in un convegno sono state coinvolte persone che convivono con il declino cognitivo – ha sottolineato Cristina Basso, referente del Tavolo Regionale permanente per le demenze – Il dialogo con i membri di “Orsa Maggiore” ci ha fatto capire quanto sia importante ascoltare e comprendere le difficoltà che loro vivono quotidianamente e riuscire a dare risposte appropriate. Ci chiedono di essere coinvolti nel processo decisionale e vogliono aiutarci a comprendere meglio cosa possiamo, noi addetti ai lavori, fare per loro. In sintesi chiedono di progettare i servizi “con loro e non per loro” ed è per questo che grazie ad un dialogo e alla ad una collaborazione sinergica stiano iniziando a porre le basi per un approccio nuovo, più consapevole a cominciare dai professionisti della Rete delle demenze e all’implementazione della Mappa in una pagina dedicata.  Molto lavoro ci aspetta”.

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