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La proposta della Fimmg per una riforma della medicina generale

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Il documento della Federazione Italiana Medici di Famiglia

“L’attuale status giuridico del medico di medicina generale (libero professionista convenzionato) è il solo che prevede e consente la libera scelta del cittadino e di conseguenza l’instaurarsi di un rapporto di fiducia”. È quanto sostiene la Fimmg in un documento di proposta sulla riforma della Medicina generale. “Non è in contrapposizione  – si legge nella proposta – con l’impostazione data dal PNRR, anzi rappresenta un tassello fondamentale nel garantire un equo accesso al sistema sanitario pubblico ed un volano importante nel concorrere agli obiettivi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Giudicare il rapporto di lavoro libero professionale convenzionato come un orpello è una visione miope, che testimonia la scarsa capacità di cogliere l’opportunità che il periodo post pandemico può dare nel consentire di rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale l’accesso al servizio pubblico, con una logica di appropriatezza e professionalismo”.
Secondo la Fimmg “Ingessare la Medicina Generale in rigide strutture dipartimentali, non favorisce certo l’umanizzazione delle cure, quanto ingigantisce un già ridondante apparato tecnostrutturale, spersonalizzando e rendendo anonimo il rapporto medicopaziente, che diventerebbe inevitabilmente medico-struttura e paziente struttura con la reale possibilità dell’esternalizzazione dei servizi a soggetti di capitale con interesse privato.
Riteniamo invece di sviluppare, nella cornice di un nuovo ACN, il ruolo fiduciario del medico di medicina generale, collegandolo a funzioni e servizi definiti, omogenei sul territorio nazionale, affinché possa in modo significativo incidere positivamente anche sui livelli di accesso al sistema sanitario nazionale e collegare tale azione anche ai risultati della sua redditualità”.

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