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Parte il progetto Patient Access Network (Pan)

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L’iniziativa, promossa da Altems dell’Università Cattolica (Economia Roma) in collaborazione con Salutequità è finalizzato a migliorare l’accesso dei pazienti a dispositivi medici e servizi sanitari. Obiettivo fornire analisi e strumenti per ottimizzare le risorse pubbliche e private

Il 40% della popolazione italiana risulta affetto da almeno una patologia cronica e i relativi costi sanitari ammontano attualmente a 66,7 miliardi, con proiezioni in aumento a 70,7 miliardi per il 2028. Nonostante l’innovazione tecnologica introduca maggiore sostenibilità in termini di diagnosi, trattamento e gestione delle patologie croniche, al momento, presenta diversi ostacoli, inclusa la burocrazia e un’ottica non sempre personalizzata per l’acquisto da parte del sistema sanitario nazionale. La pandemia di COVID-19 ha fortemente evidenziato la necessità e l’importanza dei servizi a valore aggiunto per garantire la continuità delle cure nei pazienti con condizioni croniche. In particolare, il secondo rapporto annuale sulla diffusione dei servizi a valore aggiunto dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) dell’Università Cattolica (Roma) ha evidenziato che il 94% dei pazienti utilizza servizi dedicati al monitoraggio a distanza e/o servizi di consegna dispositivi medici a domicilio.

In questo contesto nasce il Patient Access Network (Pan), promosso da Altems (Università Cattolica) e in collaborazione con Salutequità, presentato ieri Roma. Obiettivo di Pan è promuovere la centralità del paziente all’interno del panorama sanitario italiano, coinvolgendo le associazioni dei pazienti, le società scientifiche, le istituzioni e i privati nella discussione di tematiche e nell’identificazione di proposte per promuovere l’accesso a dispositivi medici e servizi sanitari.

L’iniziativa è sotto la direzione scientifica di Americo Cicchetti, direttore di Altems, che commenta “Abbiamo voluto supportare scientificamente come Altems questa iniziativa in quanto per poter avere un servizio sanitario nazionale che garantisca un equo accesso alle cure a tutti i pazienti e i cittadini e al contempo renda saldo la sua sostenibilità è necessario avere un cambio di logica nelle decisioni creando un ecosistema che connetta le istituzioni, le associazioni di pazienti e cittadini e le industrie”.

Il Pan sarà coordinato da Tonino Aceti, esperto in tutela dei diritti dei pazienti e politiche sanitarie e Presidente dell’associazione Salutequità, che spiega “La vera innovazione tecnologica rappresenta un’opportunità di ammodernamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale, della sua organizzazione e di rafforzamento dei diritti dei pazienti. Eppure, si scontra con disuguaglianze nell’accesso regionali e territoriali, con criticità nella personalizzazione, con tempi lunghi e burocrazia inutile, come ad esempio i 328 giorni necessari in media, prima della pandemia, per l’aggiudicazione di gare per i dispositivi medici contro i 162 della Germania. Affrontare e superare questi problemi è un primo passo per avvicinare il SSN ai bisogni delle persone”.

Il progetto coinvolgerà tutti gli stakeholder del panorama sanitario italiano tramite lo svolgimento di workshop mirati all’analisi di tematiche relative al tema del patient access. Il fine è quello di indirizzare istituzioni e soggetti privati verso output appropriati in termini di dotazioni infrastrutturali, definizione degli ambiti di cura e designazione di percorsi diagnostico-assistenziali per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

I risultati del workshop verranno successivamente presentati e discussi durante il Forum nazionale a tema patient access, in programma nel mese di settembre 2022.

Tra gli esperti coinvolti nel Comitato di Indirizzo del PAN vi sono:

Teresa Petrangolini, direttore Patient Advocacy Lab di Altems: “L’emergenza COVID ha posto in evidenza come l’attivismo delle associazioni dei pazienti sia diventato un punto di riferimento essenziale per un SSN equo, resiliente e soprattutto innovativo. È da esse che viene una domanda di servizi più legati alla persona come il monitoraggio a distanza, la semplificazione dell’accesso o la consegna dispositivi medici a domicilio. Ripartire dai pazienti è un modo per ridisegnare un servizio più attento al futuro”.
Lorenzo Leogrande, past president Associazione Italiana Ingegneri Clinici (Aiic): “L’ingegnere clinico all’interno degli ospedali pubblici e privati e nei centri d’eccellenza del SSN mette a disposizione competenze e risposte di qualità ai bisogni delle organizzazioni sanitarie e dei pazienti. L’attenzione alla sicurezza ed alla qualità è ciò che guida le nostre scelte: oggi che le tecnologie sanitarie, i medical devices e la digitalizzazione dei servizi divengono centrali nel PNRR, noi che rappresentiamo la frontiera professionale più avanzata e competente in questo ambito siamo pronti -ed anzi auspichiamo – che si crei un raccordo concreto con pazienti, istituzioni, clinici e presidi sul territorio per porre le basi di un SSN rinnovato che attraverso le tecnologie healthcare sia autenticamente rispondente ai bisogni”.
Francesco Saverio Mennini, presidente della Società Italiana di Health Technology Assessment (SIHTA): “È necessaria la contestualizzazione delle linee guida e i PDTA nel SSN in un’ottica di HTA al fine di migliorare il trasferimento dei risultati delle valutazioni HTA ai decisori per cercare di riempire il gap tra scienza e autorità per favorire le decisioni basate sulle evidenze, così da avere strumenti affidabili in un’ottica di corretto utilizzo delle risorse disponibili. Integrazione, territorialità, prossimità, digitalizzazione, telemedicina, interoperabilità, sostenibilità sono concetti chiave per la nuova impostazione delle strutture e dei processi sanitari che dovranno essere presi in carico grazie ad una vera sinergia che permetta di trarre il massimo valore possibile per la salute. Si ritiene, quindi, necessario riuscire a misurare il percorso del paziente (dove va il paziente) e capire come se e come vengono applicate le Linee Guida. La creazione di un sistema di misurazione favorirà l’aderenza alle linee guida e ai percorsi clinici (PDTA), i quali spesso sono già esistenti. Queste ultime dovrebbero assistere il paziente lungo tutto il percorso e dovrebbero lasciare traccia nel database minimo obbligatorio che deve essere generato dalle regioni in modo omogeneo (percorsi Informatizzati)”.
Marcello Pani, segretario nazionale della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO): “Il farmacista del SSN è una figura chiave, integrata nei percorsi terapeutici per garantire ai pazienti le terapie con farmaci e dispositivi medici innovativi, efficaci e sicuri; come SIFO siamo impegnati in iniziative importanti che coinvolgono tutti gli stakeholder, come i progetti “SIFO-FARE” e “Home Delivery” per individuare e proporre soluzioni finalizzate a rendere equo, omogeneo e sostenibile l’accesso alle cure”.

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