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Uneba: bisogna costruire reti di accoglienza per cambiare il sociosanitario dopo la pandemia

franco massi
La relazione del presidente Massi ha aperto il 16° Congresso di Uneba, voce di 1000 enti per anziani, disabili, minori

Dall’assistenza all’accoglienza. Da una rigida struttura ospedalocentrica a risposte flessibili ai crescenti bisogni chi è fragile, che partono dalla prevenzione. È questo cambio di prospettive per il settore sociosanitario la richiesta di Uneba, la più rappresentativa organizzazione del settore con 1000 associati quasi tutti non profit, che giovedì 7 ottobre ha aperto il suo congresso nazionale “Uneba e la rete dell’accoglienza” al Bella Italia Village di Lignano Sabbiadoro (Ud). La ha formulata, nella sua relazione, il presidente Uneba, il bergamasco Franco Massi.

“Oggi – ha detto Massi nella sua relazione- viviamo fra tante incertezze. Incertezze e difficoltà nei rapporti con le istituzioni ed anche incertezze, molte, da parte delle pubbliche istituzioni. Non è facile muoverci nelle difficoltà attuali. Dobbiamo iniziare da noi, dalle nostre prese di posizione e cercare possibili convergenze con le altre associazioni”. Obbiettivo di Uneba è far crescere la “rete dell’accoglienza” che dà titolo al congresso. “Passare dall’assistenza all’accoglienza – spiega Massi- non è un semplice aggiornamento verbale: è una precisa indicazione programmatica. Così come lo è il passare dal curare al prendersi cura”.

Uneba, con le sue strutture sociosanitarie a partire dalle Rsa, ha vissuto e vive tutta la durezza del colpo della pandemia. “La pandemia – spiega Massi- ma anche la presenza sempre più pressante di entità commerciali e fondi italiani ed esteri ci obbligano a cambiare. Ma non cambiare per sopravvivere: cambiare per migliorare. La pandemia ha mostrato i limiti di una visione tipicamente ospedalocentrica e le criticità dovute alle mancate integrazioni fra sanitario, sociosanitario e sociale. E siamo quindi chiamati ad un cambio di prospettive almeno per quanto riguarda gli ambiti socio-sanitari.

Dobbiamo interpretare e rispondere in modo flessibile ai crescenti bisogni delle persone fragili e delle loro famiglie E’ richiesto a tutto il sistema, pubblico e privato e in modo particolare al no-profit un aumento di attenzione alle fragilità, alle solitudini e alle povertà talvolta nascoste, un aumento dei percorsi di ascolto, di prevenzione e di riabilitazione. E questa sfida richiede nuove idee, ulteriori investimenti anche nelle nuove tecnologie”.

LA “CULTURA UNEBA”

Maurizio Giordano, presidente onorario di Uneba, nel suo intervento ha ripercorso 70 anni di storia di Uneba e tratteggiato la “cultura Uneba”: “Ispirata ai principi della dottrina sociale della Chiesa, ma estranea ad ogni forma di confessionalismo; attenta ai valori fondamentali della Costituzione italiana e allo svolgersi della vita politica, ma indipendente dai partiti; decisa sostenitrice dei principi di pluralismo e sussidiarietà ed aperta e sensibile alla collaborazione con le pubbliche amministrazioni; decisa sostenitrice delle libere iniziative assistenziali, ma nella misura in cui offrano un servizio di qualità alle persone”.

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