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Buoni propositi, pessimi metodi

Garavaglia
La sicurezza sul lavoro è uno degli elementi che danno garanzie anche per il recupero economico del Paese, la cui rinascita è legata anche al bene salute sia del singolo che della comunità.

di Mariapia Garavaglia*

Non c’è dubbio che nel Paese serpeggi malessere, incertezza, paure, ma chi desidera risolvere i problemi non li aggravi. Non sarà un modo di rendere più tranquilla e serena la vita degli italiani usare la violenza, assaltando le sedi nelle quali si lavora, si pensa e si riflette sul mondo del lavoro, sul futuro del Paese e sulla ripresa. Credo debba esserci un’attenzione particolare alla ripresa che è possibile solo se si sta bene in salute. Il Green pass corrisponde, per la sicurezza nei luoghi di lavoro, al casco, alle maschere, agli occhiali, ai guanti, ecc. È evidente come sia il datore di lavoro che ciascun lavoratore, come gli organi di controllo, debbano vigilare sulla sicurezza. Tutti coloro che eccepiscono sulla costituzionalità di queste misure ricordino quanto è indispensabile la sicurezza: se si muore per Covid vale come morire sul lavoro perché una lastra seppellisce un lavoratore o un trattore si rovescia sul contadino che lo guida. La sicurezza sul lavoro è uno degli elementi che danno garanzie anche per il recupero economico del Paese, la cui rinascita è legata anche al bene salute sia del singolo che della comunità.

Il governo si è impegnato a non chiudere, e anzi oramai abbiamo aperto tutto anche i luoghi di svago al 100% perché questa è la vita che ci meritiamo dopo tanti sacrifici. Perciò i no-vax e i no Green pass pensino ai vantaggi che abbiamo ottenuto con severità di applicazione delle regole, con la grande responsabilità e solidarietà di tutti i cittadini, che le hanno accettate. La manifestazione di sabato 16 sia civile perché la Costituzione garantisce la libertà di opinione e la libertà di manifestazione, ma impedisce la violenza. Quindi lo Stato attraverso i suoi organi deve prevenire o, nel caso succedono fenomeni violenti, anche reprimere.

L’augurio per sabato è che il Paese si ritrovi unito nel considerare che la Costituzione è garanzia per tutti e per ciascuno che voglia esprimere le sue idee in maniera pacifica. Non è assolutamente accettabile nessun tipo di violenza, soprattutto se attacca le istituzioni. In tal caso si può usare la parola “fascismo”. Le nuove generazioni non hanno vissuto quel periodo, perciò non sanno che le loro manifestazioni non solo sarebbero state proibite ma pesantemente represse e il Green pass sarebbe stato imposto con la forza, altro che con la persuasione. Siamo forse in debito con i giovani e le nuove generazioni nel raccontare la storia, nel far sapere loro come era salvaguardata la libertà di aderire alle forze politiche. Le idee siano vissute, anche propagandate, ma con i metodi della democrazia e rispettando in Italia la nostra Costituzione. Io aderisco alla manifestazione.

*presidente dell’Istituto Superiore di Studi Sanitari “Giuseppe Cannarella”

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