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Obbligo di green pass nelle aziende ed esenti dalla vaccinazione: il ruolo del Medico Competente

medico23
Come ormai noto, a partire da domani 15 ottobre, quale condizione obbligatoria per accedere al lavoro e svolgere la propria mansione lavorativa, in tutte le aziende pubbliche e private d’Italia sarà obbligatorio possedere, ed esibire su richiesta la certificazione verde Covid-19, il cosiddetto “green pass”.

di Ernesto Ramistella*

È stato ribadito con diversi documenti ufficiali da parte delle associazioni dei medici competenti (la Società Italiana di Medicina del Lavoro e l’Associazione Nazionale Medici d’Azienda) che l’impianto normativo (articolo 9 comma 2 del DL n. 127 del 21 settembre 2021, convertito con modifiche dalla Legge n. 87 del 17 giugno 2021) condiviso dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, non prevede il coinvolgimento del Medico Competente né, tanto meno, collega il possesso del certificato verde con l’eventuale espressione del giudizio di idoneità del lavoratore, che ha ben altro valore e significato anche nei confronti degli operatori sanitari, per i  quali restano in vigore le disposizioni di vaccinazione obbligatoria e quanto stabilito a proposito del possibile contagio Covid per ambienti/mansioni specifiche a rischio elevato. Il possesso o meno del certificato verde (o di eventuali esenzioni dalla vaccinazione), inoltre, non ha rapporto diretto con l’attribuzione dello stato di “lavoratore fragile”, che tra l’altro è stata recentemente modificata a livello legislativo e che ovviamente deve essere letta in relazione all’odierno andamento epidemiologico di contagi, ricoveri e decessi, fortemente modificato dall’avvenuta vaccinazione da parte della maggioranza della popolazione italiana.

Non si può non rammentare come sin dall’inizio dell’attuale emergenza sanitaria tutti i medici competenti abbiano svolto un ruolo cruciale nei luoghi di lavoro, dalla predisposizione delle misure protettive in azienda alle attività di contact tracing nel caso di focolai, dalla valutazione dei cosiddetti lavoratori fragili al consenso per il rientro dopo aver contratto la malattia, dalle attività di informazione e sensibilizzazione fino alla stessa vaccinazione presso le aziende sanitario-ospedaliere e gli hub aziendali delle grandi imprese.

Premesso quanto sopra, tuttavia, nel recente DPCM del 12 ottobre, con il quale sono state stabilite le linee-guida da seguire nelle pubbliche amministrazioni per la verifica del green pass dei dipendenti (chi deve effettuare i controlli e con quali modalità, cosa accade a chi non possiede la certificazione etc.) è stato – in modo del tutto inaspettato – predisposto l’intervento del Medico Competente nella delicata fase di controllo per l’ingresso di quei lavoratori che, in relazione a precise condizioni e patologie individuate dal Ministero della Salute, risultano esentati dal praticare la vaccinazione Covid-19. Tale disposizione ribadisce la fondamentale funzione del Medico Competente nelle organizzazioni aziendali pubbliche (e indirettamente anche in quelle private) e il suo ruolo pubblicistico, nonostante ancora soggetto esterno al Servizio Sanitario Nazionale e Regionale, anche se potrebbe mettere in difficoltà alcuni soggetti, in particolare chi svolge tale attività lavorativa in forma libero-professionale seguendo soprattutto enti pubblici e PMI per la conseguente frammentazione e la numerosità delle stesse e dei lavoratori che vi trovano occupazione.

La normativa in questione prevede espressamente quanto segue: “Per i soggetti esenti dalla campagna vaccinale il controllo sarà effettuato mediante lettura del QR-CODE in corso di predisposizione. Nelle more del rilascio del relativo applicativo, tale personale – previa trasmissione della relativa documentazione sanitaria al medico competente dell’amministrazione di appartenenza – non potrà essere soggetto ad alcun controllo. Resta fermo che il Medico competente – ove autorizzato dal dipendente – può informare il personale deputato ai controlli sulla circostanza che tali soggetti debbano essere esonerati dalle verifiche”.

A tale proposito urgono alcune doverose precisazioni. Le condizioni mediche che non consentono di ricevere o completare la vaccinazione Covid-19 e, quindi, di non ottenere il rilascio del green pass sono chiaramente indicate nelle circolari del Ministero della Salute prot. n° 35309-04/08/2021-DGPRE del 4 agosto 2021 e prot. n° 35444-05/08/2021-DGPRE del 5 agosto 2021, cui si rimanda per consultazione. A titolo indicativo, le controindicazioni e precauzioni citate nelle circolari sono le seguenti: reazione allergica grave dopo una dose di vaccino o a qualsiasi componente del vaccino, gravidanza in seguito a valutazione medica di possibili complicanze, sindrome di Guilllain Barré, miocardite o pericardite, sindrome trombotica associata a trombocitopenia, sindrome da perdita capillare. In ogni caso la circolare n. 35309 sottolinea che tali presupposti non sono esaustivi e che “al fine di supportare i medici vaccinatori nella valutazione dell’idoneità alla vaccinazione, le Regioni e PA promuovono l’individuazione presso i Centri Vaccinali o altri centri ad hoc di riferimenti tecnici per la modalità di presa in carico dei casi dubbi e un gruppo tecnico regionale di esperti in campo vaccinale. La Direzione Generale della Prevenzione attiverà un tavolo nazionale di confronto tra i referenti di tali gruppi tecnici, al fine valutare collegialmente eventuali casi particolari”.

Nello stesso documento sono fissate le caratteristiche delle certificazioni di esenzione dalla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 e viene sancito che detti certificati, rilasciati a titolo gratuito, possono essere redatti esclusivamente dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale, avendo cura di archiviare la documentazione clinica relativa, anche digitalmente, attraverso i servizi informativi regionali con le modalità definite dalle singole Regioni e PA.

Al riguardo vengono esattamente precisati gli elementi essenziali dei certificati di esenzione, che devono obbligatoriamente recare:

– i dati identificativi del soggetto interessato (nome, cognome, data di nascita);

– la dicitura: “soggetto esente alla vaccinazione anti SARS-CoV-2. Certificazione valida per consentire l’accesso ai servizi e attività di cui al comma 1, art. 3 del Decreto Legge 23 luglio 2021, n 105;

– la data di fine di validità della certificazione, utilizzando la seguente dicitura “certificazione valida fino al _________” (il termine per questa data, inizialmente fissato al 30/09/2021 dalla circolare del 04/08/2021, è stato successivamente prorogato al 30/11/2021 circolare del Ministero della Salute prot. 0043366-25/09/2021-DGPRE-DGPRE-P);

– i dati relativi al Servizio vaccinale dell’Aziende o Ente del Servizio Sanitario Regionale in cui opera come vaccinatore COVID-19 (denominazione del Servizio e Regione);

– il timbro e la firma del medico certificatore (anche digitale);

– il numero di iscrizione all’Ordine o il codice fiscale del medico certificatore.

Tali certificati, inoltre, recano un codice a barre del tipo QR-Code, la cui lettura dovrebbe facilmente consentire il controllo della validità dell’attestazione da parte degli addetti alla verifica nei vari luoghi di lavoro (tale opzione è disponibile sul portale dove si registrano le dosi somministrate e quindi può essere effettuata da ciascun medico certificatore).

Purtroppo l’applicativo software, in alcune regioni, potrebbe non funzionare a dovere e determinare la stampa di un QR-code incompleto o che risulta non valido, nonostante la certificazione risponda perfettamente ai requisiti previsti dalla normativa. Per questo motivo viene richiesto l’intervento del Medico Competente. Si tratta, a ben vedere, di situazioni che possono considerarsi rare, date le premesse che giustificano il rilascio delle esenzioni per la vaccinazione e, in buona sostanza, il Medico Competente è chiamato solamente a valutare la congruità della certificazione esibita dal lavoratore (inviatagli, si può supporre, anche in forma telematica dagli addetti alla verifica o dal datore di lavoro) e di conseguenza tranquillizzare il datore di lavoro sulla liceità dell’ingresso del dipendente. Inoltre allo scopo di semplificare le periodiche operazioni di controllo, previa autorizzazione del lavoratore, il Medico Competente può comunicare che lo stesso soggetto risulta esonerato dalle successive verifiche e fino alla data di scadenza del certificato, al massimo per il momento fino al 30 novembre 2021 (fatte salve eventuali altre proroghe ministeriali).

Il Medico Competente, in altri termini, deve limitarsi a vagliare l’attestazione esprimendo un parere del tipo Sì/No (cioè valido/non valido), senza entrare nel merito delle situazioni patologiche che hanno determinato la relativa compilazione. Ciò nondimeno, tenuto conto della mansione svolta da questi lavoratori e dell’ambiente di lavoro in cui viene eseguita, può eventualmente raccomandare al datore di lavoro misure protettive particolari e aggiuntive per il dipendente (ad esempio: utilizzo di mascherine FFP2, evitare contatti con il pubblico etc.), nelle more dell’espressione di un formale giudizio di idoneità con limitazioni/prescrizioni in occasione della prossima visita periodica o di altri controlli sanitari ex art. 41 D.Lgs. 81/08.

Al riguardo, in alternativa, potrebbero verificarsi circostanze nelle quali i lavoratori presentano certificati medici che, oltre a essere sprovvisti di QR-code, sono redatti in modo non conforme alla normativa e/o compilati – sia pure in assoluta buona fede – da medici non autorizzati (ad esempio dal medico curante o da medici specialisti di strutture pubbliche ambulatoriali od ospedaliere etc.), con citazione addirittura della malattia o della condizione patologica che giustificherebbe l’esenzione dalla vaccinazione anti-SARS-CoV-2,  non sempre assonante con quanto individuato dalle circolari ministeriali. È evidente che in questi casi il Medico Competente non potrà assegnare alcuna validità al certificato e dovrà quindi informare il personale addetto ai controlli che il dipendente, non essendo in possesso di una legittima attestazione, non può accedere al luogo di lavoro, invitando contestualmente il lavoratore a procurarsi una certificazione coerente con quanto previsto dal Ministero della Salute.

Naturalmente tutta l’attività prestata per valutare la validità dei certificati di esenzione, pur esulando da quanto strettamente previsto in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro ex D.Lgs 81/08 e dai normali rapporti contrattuali tra Medico Competente ed enti o aziende, dovrà essere opportunamente considerata e adeguatamente retribuita, prefigurando compensi valutabili a mo’ di consulenza generica e possibilmente “a vacazione” (ora o frazione di ora di lavoro), con riferimento al tempo impiegato per il disbrigo delle pratiche individuate.

Infine, pur essendo comprensibile che il datore di lavoro e i lavoratori facciano riferimento al “proprio” Medico Competente per ricevere informazioni di carattere sanitario – spesso neanche legate alla sicurezza sul lavoro – e per consulenza varia, si fa presente che il Medico Competente non può ordinariamente rilasciare o aggiornare certificazioni per quei lavoratori che non sono in possesso del green pass per motivi amministrativi o di altra natura, come ad esempio soggetti immunizzati con vaccini non riconosciuti dalle autorità sanitarie europee e italiane oppure dipendenti che sono stati vaccinati con la prima dose in una regione e la seconda in un’altra e altri casi particolari e non facilmente preventivabili. Tali lavoratori, tuttavia, possono avvalersi di documenti rilasciati da strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta attestanti la loro peculiare condizione. Ai sensi della normativa vigente, tali documenti non devono necessariamente essere “validati” dal medico competente, bensì possono essere accettati direttamente dagli incaricati al controllo del green pass.

Importante, in conclusione, avere ben chiaro il quadro complessivo descritto e, nei limiti del possibile, tenuto conto del breve lasso di tempo che ci separa dalla data di inizio delle procedure di controllo del green pass, informare adeguatamente lavoratori e datori di lavoro al fine di evitare contrasti e contenziosi che potrebbero essere generati da una non corretta lettura e applicazione delle norme.

*Segretario Nazionale Area MC CoSiPS

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