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Speranza: “Al lavoro perché le risorse per il Ssn diventino strutturali”

speranza sumai
Il ministro della Salute nel corso del suo intervento al 53° Congresso Nazionale del Sumai Assoprof in corso di svolgimento a Roma.

“È il momento di cambiare davvero in Sanità, e ora questa battaglia possiamo vincerla, è una stagione espansiva: le risorse sono state il vero collo di bottiglia, ora stiamo lavorando perché già nella prossima legge di bilancio l’aumento dei finanziamenti non sia legato all’emergenza ma diventi strutturale nel fondo sanitario. Ma le risorse pur essendo fondamentali da sole non bastano, serve la riforma del Ssn, prima di tutto per il personale e il territorio”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso del suo intervento al 53° Congresso Nazionale del Sumai Assoprof in corso di svolgimento a Roma.

Parlando poi dell’andamento della campagna vaccinale il ministro ha chiesto ai medici “una mano per aiutarci a convincere gli indecisi, perché c’è una piccola parte che è violenta e che sta commettendo atti per noi inaccettabili e irricevibili, rispetto alla quale dico che ci vuole il pugno di ferro, ma ci sono anche persone assolutamente per bene che hanno ancora semplicemente un po’ di paura. Ed è a queste persone che non dobbiamo stancarci di rivolgere ancora una volta un appello e una parola di fiducia”. “Abbiamo tutti gli elementi per farlo- ha proseguito Speranza- perché l’evidenza scientifica, da ogni angolo del mondo, ci dice con chiarezza assoluta che i vaccini sono efficaci e sicuri e che sono lo strumento essenziale per chiudere definitivamente questa stagione”. Ad ogni vaccino in più che “si riesce a somministrare- ha aggiunto- lo scudo contro il Covid diventa più forte”.

Oggi, secondo il ministro, siamo intanto ad un “punto di snodo, in una fase cruciale diversa rispetto a mesi fa, e lo siamo grazie alla campagna di vaccinazione. I numeri italiani vanno visti con grande soddisfazione, ma dobbiamo fare ancora meglio e di più. Anche in queste ore notiamo con grande piacere che ci sono ancora tante prime dosi in corso, cioè i cittadini continuano a vaccinarsi. La fotografia del nostro Paese è importante: siamo ad oltre l’80% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale e circa all’85% di persone che hanno fatto almeno la prima dose”.

 

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