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Covid-19, Draghi: In Italia la campagna vaccinale procede più spedita della media europea

Foto Roberto Monaldo / LaPresse17-02-2021 Roma, ItaliaPoliticaSenato - Voto di fiducia su governo DraghiNella foto: Il Presidente del Consiglio  Mario Draghi durante il suo discorso  al SenatoPhoto Roberto Monaldo / LaPresseFebruary 17, 2021  Rome, ItalySenate - Vote of confidence on Draghi's governmentIn the pic: Prime Minister Mario Draghi during his speech to the Senate
Il premier nel suo intervento al Senato in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre ha sottolineato la necessità di incrementare la fornitura di dosi ai Paesi più fragili, “perché possano proteggere i loro cittadini e per impedire l’insorgenza e la diffusione di nuove e pericolose varianti”.

“Dopo un avvio stentato, la campagna di vaccinazione europea ha raggiunto risultati molto soddisfacenti. Nell’Unione europea, quasi quattro adulti su cinque hanno avuto almeno una dose, per un totale di 307 milioni di persone. In Europa, abbiamo somministrato 130 dosi di vaccino per 100 abitanti, a fronte delle 121 negli Stati Uniti. In Italia, la campagna procede più spedita della media europea. A oggi, l’86% della popolazione sopra i 12 anni ha ricevuto almeno una dose e l’81% è completamente vaccinata”. È quanto ha affermato il presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo intervento oggi al Senato in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre che affronterà  i temi della pandemia e vaccini; transizione digitale; costo dell’energia; migrazioni; commercio estero; impegni internazionali e in particolare la COP26. “Voglio ricordare – ha precisato il premier – che prima dell’ultimo Consiglio europeo, a fine giugno, meno di un terzo della platea aveva completato il ciclo vaccinale. Oggi, come ho detto, è l’81 per cento che è completamente vaccinato. Negli ultimi tre mesi e mezzo, l’Italia ha dunque vaccinato metà della popolazione con più di 12 anni. Uno sforzo straordinario, per cui dobbiamo essere grati al nostro sistema sanitario, a partire da medici e infermieri, e all’immane opera logistica che è stata compiuta sin dall’inizio di questo governo” ha detto ancora Draghi ringraziando ancora una volta tutti i cittadini che hanno scelto di vaccinarsi, in particolare i giovani e i giovanissimi e anche chi ha deciso di farlo nelle scorse settimane, dopo aver superato le proprie esitazioni. “La curva epidemiologica – ha sottolineato – è oggi sotto controllo grazie al senso di responsabilità dei cittadini. Questo ci permette di tenere aperte le scuole, le attività economiche e i luoghi della nostra società”.

“Il Consiglio europeo – ha riferito il presidente del Consiglio – riaffermerà il proprio impegno a contribuire alla solidarietà internazionale in materia di vaccini. Dobbiamo incrementare la fornitura di dosi ai Paesi più fragili, perché possano proteggere i loro cittadini e per impedire l’insorgenza e la diffusione di nuove e pericolose varianti”. Secondo i dati snocciolati dal premier solo il 2,8% di chi vive in un Paese a basso reddito ha ricevuto almeno una dose di vaccino, a fronte di quasi il 50% della popolazione mondiale. L’Italia ha recentemente triplicato le donazioni di vaccino, da 15 a 45 milioni di dosi, da distribuire principalmente attraverso il meccanismo Covax. A oggi, abbiamo assegnato più di 11 milioni: circa tre milioni ciascuno a Vietnam e Indonesia, 1,5 milioni all’Iran e 700 mila a Libano, Yemen e Iraq. Segue anche un lungo elenco di stati. L’Albania con 188mila, l’Uganda con 488mila, la Libia con 261mila, e poi la Macedonia, la Costa d’Avorio, l’Algeria. “Al Consiglio – ha proseguito Draghi –  discuteremo inoltre dell’approccio europeo per affrontare e superare eventuali future pandemie. Al Global Health Summit dello scorso maggio abbiamo firmato la “Dichiarazione di Roma”, che ci impegna a migliorare la condivisione di dati e conoscenze a livello globale. Dobbiamo investire nella scienza e nella ricerca, che ci hanno permesso di avere vaccini efficaci e sicuri in pochi mesi. A settembre, la Commissione europea ha inaugurato HERA, l’autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie. Il suo scopo – ha ricordato il presidente del Consiglio – è migliorare il coordinamento interno all’Unione sia nella preparazione che nella gestione di crisi future. Si occuperà ad esempio dell’attivazione di misure di emergenza per lo sviluppo, l’approvvigionamento e la distribuzione di prodotti medici e sanitari. Dobbiamo evitare il ripetersi dei pericolosi episodi di protezionismo sanitario a cui abbiamo assistito nei primi mesi della pandemia. Continueremo a lavorare per migliorare la risposta globale a future crisi sanitarie e in tutte le sedi multilaterali appropriate”.

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