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L’importanza di un approccio concreto al PNRR

nocco 11 2021
Lo sguardo pragmatico degli Ingegneri clinici per un rinnovamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza concreto e competente. “Sono molteplici i punti di vista con cui osservare e giudicare il Piano, che rimane una grande opportunità che dobbiamo saper cogliere” afferma il Presidente Aiic, Umberto Nocco

Ci sono tanti miliardi in più per la sanità (oltre ai fondi del riparto sanitario). Ci sono tanti progetti innovativi per l’assistenza di prossimità e per le tecnologie innovative. Insomma: ci sono tutte le condizioni affinché il Ssn possa essere rinnovato e ripensato. Ma poi: ci sono le competenze affinché tutto questo accada? Ed ancora: chi verificherà la “concretezza” delle ricadute effettive e reali di tutte queste attese? L’Associazione Italiana di Ingegneria Clinica, Aiic si ritrova nei prossimi giorni a Milano per il suo XXI Convegno nazionale (11-13 novembre, East End Studios) mettendo a tema “Verso un nuovo Ssn. Professionisti, innovazione e Pnrr” e l’obiettivo specifico di questo appuntamento è proprio quello di uno sguardo, di un dialogo, di un approfondimento sulle condizioni concrete affinché il rinnovamento possa avvenire. Tre giorni intensi, ricchi di contenuti e di prospettive che abbiamo voluto approfondire con Umberto Nocco, presidente dell’Associazione.

Presidente Nocco, Aiic tra pochi giorni inaugura il suo 21 Convegno nazionale. Avete scelto di svolgerlo in formato residenziale: sentivate la necessità di incontrarvi tra professionisti e con le istituzioni?
La nostra professione ha bisogno di guardare e tocca re le apparecchiature, i device, incontrare le persone e dedicare del tempo fisico a ciascuno. In effetti, dopo due anni di workshop, webinar, appuntamenti multidisciplinari online ed anche un Convegno nazionale digitale di grande successo, avevamo certamente bisogno di vederci di persona. I nostri ultimi eventi facevano registrare numeri importanti, con presenze che hanno anche superato le duemila unità. Quest’anno – sul tema “Verso un nuovo Ssn: professionisti, innovazione e Pnrr” – auspichiamo di sviluppare insieme a tanti stakeholders un’analisi puntuale dell’attuale Ssn e di come è possibile “condurlo” verso un Sistema di qualità e di innovazione tecnologica reale.

Sarà un evento residenziale: come gestirete la sicurezza dal Covid-19?
Saremo garantiti da distanziamento sociale, ingresso solo su presentazione del Green pass e ogni altra verifica possibile. Non abbiamo timore perché sappiamo che abbiamo messo a punto ogni possibile misura affinché tutti possano vivere questo evento con serenità, coinvolgimento e attenzione. Applicheremo tutte le precauzioni che utilizziamo quotidianamente negli ospedali in cui ciascuno di noi lavora: una certa forma di garanzia…

Tutti parlano di Pnrr negli eventi di questo periodo ed anche voi lo fate nel vostro programma: quali sono le peculiarità del vostro approccio?
Lei ha ragione: tutti parlano di Pnrr, attribuendogli doti taumaturgiche. Tutti si aspettano che i miliardi previsti nelle misure che impattano
sulla sanità possano essere il punto d’avvio di una modifica qualitativa del Ssn. Il nostro approccio – vale la pena ricordare che il pragmatismo contraddistingue la nostra professione – è molto pratico: cosa serve al Ssn ed ai vari servizi regionali per rinnovarsi? Come il
Pnrr si tradurrà in progetti esecutivi? Come i progetti del Piano si connetteranno all’ecosistema digitale del nostro Paese? Abbiamo creato
differenti momenti di discussione proprio perché riteniamo che siano molteplici i punti di vista con cui osservare e giudicare il Pnrr, che rimane una grande opportunità che dobbiamo saper cogliere.

Giustamente lei puntualizza il vostro approccio pragmatico: quali sono gli altri contenuti in cui “Aiic fa la differenza”?
Noi non ci nascondiamo dietro un dito: le criticità vissute quotidianamente dai colleghi sono tutte all’interno del nostro dibattito. Per questo abbiamo voluto sessioni dedicate alla Cybersecurity, alla progettazione degli ospedali – domandandoci se viene prima l’estetica progettuale o prima la necessità di organizzare spazi sulla base della risposta ai bisogni – ed anche una dovuta attenzione data ai percorsi formativi e professionali dei colleghi più giovani fino al tema delle lauree in “medicina-ingegneria”, che ad oggi ci sembrano un interessante caso di “né carne, né pesce”.

Leggi l’intervista integrale a Umberto Nocco* su PANORAMA DELLA SANITÀ n.11 novembre 2021

*Presidente Associazione Italiana di Ingegneria Clinica, Aiic

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