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Missione o professione?

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L’inizio dell’Ottocento è un periodo di grandi trasformazioni per la medicina, che diviene scientifica, grazie all’origine della clinica moderna, della medicina di laboratorio e dell’epidemiologia

di Bernardino Fantini

La trasformazione riguarda anche il ruolo della professione medica, che sempre di più assume una dimensione pubblica, con lo sviluppo delle politiche sanitarie. Queste profonde innovazioni sono accompagnate dalla pubblicazione di un buon numero di grandi enciclopedie, come quelle curate in Francia da Clf Panckoucke all’inizio del secolo o da A. Dechambre a partire dal 1870. Queste pubblicazioni, rapidamente tradotte in diverse lingue, tendono a sistematizzare il sapere medico, riportando non solo l’insieme delle conoscenze e tecniche note, ma al tempo stesso riflettendo sulla natura della medicina, sui suoi principi metodologici ed etici, e sul suo ruolo nella società.
Non manca in queste pubblicazioni la voce “medico”, nella quale si discute quale deve essere la formazione e il comportamento di
un medico e si sottolinea in particolare il suo grande ruolo sociale, dal quale deriva anche il suo statuto morale. Al medico, si legge nel dizionario Panckoucke, si affida “la conservazione del più prezioso di tutti i beni, la salute”, dei singoli e delle collettività. E per questo “il medico è elevato per la dignità della sua professione al più elevato livello della società”. In questi testi la professione medica e sanitaria
è definita come il “terzo sacerdozio”, insieme alla chiesa e all’ordinamento giudiziario, perché a queste tre figure professionali le persone affidano i loro beni più preziosi, la salute dell’anima (il prete), la salvaguardia della propria libertà (il giudice) e, infine, la salute del corpo e della mente (il medico). L’accostamento fra il medico, il giudice e il religioso è antico e presente in molte civiltà. Con la trasformazione
degli ospedali da luoghi di assistenza a luoghi di cura e di accrescimento della conoscenza medica, con la conseguente laicizzazione del personale, il legame con la religione e la giustizia si rompe, senza che tuttavia le responsabilità sociali e morali del medico si attenuino.

Leggi l’articolo integrale di Bernardino Fantini* su PANORAMA DELLA SANITÀ n. 11 novembre 2021

*Professeur Honoraire d’Histoire de la Médecine, Faculté de Médecine, Université de Genève

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Sfoglia il numero di novembre di PANORAMA DELLA SANITÀ. Come ogni mese il dibattito aperto ha coinvolto numerose firme importanti del nostro settore, in un dialogo referenziato che mira a coinvolgere e contribuire ad una sempre più nuova visione del nostro sistema sanitario.

 

Hanno scritto per noi: Corrado Bibbolino, Massimiliano Boggetti, Michele Chittaro, Maria Grazia Colombo, Ottavio Davini, Vittorio Donato, Bernardino Fantini, Carlo Francescutti, Carmela Galdieri, Andrea Giovagnoni, Achille Iachino, Francesco Lucà, Vittorio Miele, Giuseppe Maria Milanese, Giovanni Monchiero, Riccardo Maria Paoli, Fabio Pinto, Joseph Polimeni, Angelo Tanese, Marco Trabucchi.

 

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