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Cnop: Rete psicologica pubblica quasi inesistente. Solo 5000 psicologi in tutta Italia

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Il presidente Lazzari: curare persone e non solo corpi

“La salute e la dimensione psicologica sono state separate per troppo tempo. La salute è sempre stata tradizionalmente intesa come un problema del corpo, un problema soltanto biologico, in cui la dimensione psicologica c’entra accidentalmente. In realtà tutto questo è stato smentito dalla scienza, a partire dal campo dell’epigenetica: i nostri geni si attivano e lavorano, regolando ciò che accade nel nostro cervello e nel corpo, rispetto alle esperienze che noi facciamo. Questo muro tra la dimensione psichica e quella biologica è ormai crollato e, dunque, dobbiamo intendere la salute come la risultante del nostro benessere complessivo, anche quello psicologico”. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, David Lazzari, intervenendo al “Umanizzazione in medicina” organizzato dall’Irccs San Raffaele e dall’Università San Raffaele di Roma.
“La nostra è la professione delle persone – ha aggiunto Lazzari – , perché oltre al corpo abbiamo anche la dimensione psicologica e quella spirituale, altrimenti saremmo soltanto organismi. E purtroppo il mondo della cura vede ancora la salute solo come un problema di organismi e non di persone. E’ necessario che queste due parti si parlino, umanizzazione della medicina significa che la persona deve essere al centro, che dobbiamo curare le persone e non solo i corpi”. “Per fare questo, è necessario un maggiore sostegno alla nostra rete psicologica pubblica, che oggi è quasi inesistente con soli 5000 professionisti in tutta Italia con un’età media di quasi sessant’anni”.

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