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Robot e servizi per gli anziani

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Ciascuna persona, anche se vecchia e fragile, è fatta di carne, mente, relazioni, di potenzialità e di realizzazioni; nessun progetto di adozione delle nuove tecnologie avrà successo se non si fonda sulle conoscenze analitiche di queste dinamiche

di Marco Trabucchi

Fino a qualche anno fa sembrava “una cosa dell’altro mondo” ipotizzare che un robot potesse interagire con una persona fragile, per aiutarla a vivere e a superare le piccole, grandi difficoltà di ogni giorno. Oggi sono stati fatti enormi progressi, ma non possiamo ancora affermare che realmente nel mondo dell’assistenza e della cura il robot trova un proprio preciso spazio. Di recente l’università di Genova ha messo a punto un robot particolarmente versatile, in grado di interagire con gli ospiti di una Rsa in maniera culturalmente competente, cioè in grado di adattare il proprio modo di parlare e agire all’identità delle persone con le quali interagisce. Infatti, tenendo in conto i bisogni delle persone da assistere e i loro atteggiamenti culturali, si agevola il successo delle pratiche di assistenza, adattandole alle esigenze di una popolazione di fruitori altamente differenziata. In una sperimentazione sviluppata in Inghilterra utilizzando questi robot si sono misurati alcuni parametri di risultato nell’assistenza agli anziani (salute fisica e mentale, solitudine, la stessa attitudine verso il robot). Si è rilevato un miglioramento dello stato di salute mentale, una riduzione della solitudine, mentre è aumentata, rispetto a studi precedenti, la percezione positiva da parte degli anziani intervistati. Inoltre, il robot si è dimostrato di una qualche utilità anche nel prestare aiuto pratico nella gestione delle persone non autosufficienti.

Leggi l’articolo integrale di Marco Trabucchi* su PANORAMA DELLA SANITÀ n. 12 dicembre 2021

*Professore di neuropsicofarmacologia, Università Tor Vergata di Roma; Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, Aip

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Sfoglia il nuovo numero di dicembre di PANORAMA DELLA SANITÀ. Come ogni mese il dibattito aperto ha coinvolto numerose firme importanti del nostro settore, in un dialogo referenziato che mira a coinvolgere e contribuire ad una sempre più nuova visione del nostro sistema sanitario.

Hanno scritto per noi: Giuseppe Banfi, Benedetta Bianco, Sabino Cassese, Americo Cicchetti, Carla Collicelli, Michele Contel, Pietro Derrico, Enrico Di Rosa, Ludovica Durst, Bernardino Fantini, Fosco Foglietta, Daniela Galeone, Guendalina Graffigna, Donato Greco, Claudio Maria Maffei, Andrea Mandelli, Giuseppe Maria Milanese, Giovanni Monchiero, Umberto Nizzoli, Giandomenico Nollo, Giovanni Rezza, Walter Ricciardi, Matteo Ritrovato, Andrea Silenzi, Angelo Tanese, Ilaria Tonelli, Marco Trabucchi

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