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Smi: Il Governo e le Regioni assumano scelte condivise  per il rilancio della medicina generale

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“Riteniamo che la Legge di Bilancio debba fare i conti con la carenza di medici nel nostro Paese che è un’emergenza vera”

Si aprono oggi i lavori del Consiglio Nazionale del Sindacato Medici Italiani. “Una riunione che sancirà anche l’avvio della fase congressuale, con le assisi regionali già programmate e quella nazionale convocata il prossimo anno. Il Consiglio Nazionale del Smi discuterà, innanzitutto, delle iniziative sindacali affinché il Governo intervenga per cambiare i contenuti dell’Accordo Collettivo Nazionale (Acn) 2016-2018 che è ancora in discussione presso Sisac” così una nota nazionale del Sindacato Medici Italiani. “Vogliamo evidenziare la stretta connessione tra la discussione dell’Acn che riteniamo anacronistico, i contenuti e le risorse previsti per la sanità dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e la proposta della Conferenza delle Regioni sul Pnrr e medicina generale. Per queste ragioni auspichiamo una forte sinergia tra le proposte pubbliche che sono in campo”.

“Allo stesso tempo diamo molto importanza alla Legge di Bilancio 2022 perché riteniamo che le risorse dello Stato debbano rafforzare nell’insieme il Servizio Sanitario Nazionale e il suo carattere pubblico. Riteniamo che la Legge di Bilancio debba fare i conti con la carenza di medici nel nostro Paese che è un’emergenza vera. Sulla carenza dei medici la politica è in colpevole ritardo, mentre le istituzioni non possono andare in ordine sparso.

Le risorse aggiuntive previste per il Fondo Sanitario Nazionale nella Legge di Bilancio- continua la nota del Smi,-devono essere utilizzate sia per colmare la carenza dei medici, sia a favore dei medici ospedalieri, sia dei medici convenzionati, che in questi anni sono stati molto penalizzati in termini di sicurezza sul lavoro e di retribuzioni, con continui abbondoni dalla professione. C’è bisogno, inoltre, di un intervento efficace per le retribuzioni dei medici della medicina generale che hanno gli stipendi più bassi in Europa. Per questo abbiamo predisposto un emendamento alla Legge di Bilancio a sostegno della medicina dei servizi, un settore a cui rivolgiamo da tempo le nostre attenzioni e che per le sue caratteristiche può trovare da subito miglioramenti da un intervento legislativo.

La pandemia, ancora in corso con le sue pericolose varianti, ha dimostrato che non c’è sanità senza medici. I medici di medicina generale sono sul territorio per assicurare e curare i cittadini italiani, avvalendosi del rapporto fiduciario con loro. Siamo consapevoli di questa grande responsabilità; vorremmo che lo fossero anche le parti pubbliche”.

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