-

Draghi: gran parte dei problemi di oggi dipendono da chi non si è vaccinato

DSC08037
L’incontro con la stampa del presidente del Consiglio. Con lui i ministri Roberto Speranza e Patrizio Bianchi e il coordinatore del Cts Franco Locatelli.

“La scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata e protetta, non abbandonata. Ringrazio presidi e insegnanti per i loro sforzi. Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e della diffusione delle varianti con un approccio un po’ diverso rispetto al passato, vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici e sociali sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito più di altri delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione”. Così il premier Mario Draghi nella conferenza stampa di ieri sera sugli ultimi provvedimenti anti-Covid adottati dal Governo lo scorso 5 gennaio, insieme al ministro della Salute Roberto Speranza, al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il coordinatore del Cts Franco Locatelli. Per il presidente del Consiglio quindi avere le scuole aperte in presenza è una priorità “basta vedere – ha precisato – gli effetti di disuguaglianza tra studenti, scolari della Dad lo scorso anno per convincersi che questo sistema scolastico che può essere necessario in caso di emergenze drammatiche provoca disuguaglianze destinate a restare”.

In tema di vaccinazione Draghi ha sottolineato: “Non dobbiamo perdere di vista una costatazione: gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c’è l’ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose. Siamo stati tra i primi ad adottare l’obbligo di vaccino per tutta una serie di categorie, ma ora la circolazione del Covid mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali, soprattutto per l’effetto sulla popolazione non vaccinata. È un quadro dove occorre colpire la pandemia, il virus con lo strumento più importante, il vaccino, accelerando, anche con hub aperti di notte. Nello stesso tempo bisogna cercare di non fare come l’anno precedente, quando era giustificato tenendo chiuso tutto”. Sull’obbligo di vaccinazione per gli over 50 Mario Draghi ha risposto facendo riferimento alla salute collettiva. La decisione non è stata presa per motivi politici, raggiungendo un compromesso. Sono proprio gli over 50 la fascia di popolazione più ospedalizzata e, intervenendo su questi, si è cercato di reagire al numero di nuove terapie intensive.

“Con l’ultimo decreto – ha evidenziato il ministro della Salute Speranza mostrando un grafico elaborato dall’Iss – c’è un passo avanti del nostro Paese, la ragione è anche che abbiamo raggiunto una percentuale assolutamente rilevante, alle 6 di questa mattina l’89,41% degli over 12 anni ha avuto la prima dose, restano non vaccinati poco più del 10% delle persone over 12. Queste occupano i due terzi delle terapie intensive e il 50% dei posti in area medica. L’obiettivo del Governo è ridurre l’area dei non vaccinati per ridurre la pressione sugli ospedali”.

Print Friendly, PDF & Email