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Dei delitti e delle pene

100 euro
Perché scomodare l’illuminista Cesare Beccaria, nonno del Manzoni, autore del celebre saggio Dei delitti e delle pene (Livorno, 1764)?

Per l’irrisorietà della sanzione amministrativa prevista nel decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 gennaio 2022 entrato in vigore l’8 gennaio 2022. Nella sua opera più̀ famosa il Beccaria fissò una serie di principi, che costituiranno la base dei moderni sistemi giuridici, e sviluppò importanti riflessioni sul tema delle sanzioni con riguardo alle loro finalità̀, misura ed efficacia. In sintesi la sanzione deve perseguire l’obiettivo di “impedire al reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini, e dal rimuovere gli altri dal farne uguali”; deve, pertanto, essere tale da dare “una impressione più efficace e più durevole sugli animi degli uomini” sia nella sua determinazione che nella sua applicazione.

Sono giorni che mi arrovello il cervello nel tentare di capire il perché di una così modesta entità della sanzione a fronte di un danno sociale tanto grande ed evidente causato da chi, a vario titolo, non si vaccina pur potendolo fare gratuitamente e con grande sforzo economico ed organizzativo del Servizio sanitario pubblico.

Una vera e propria presa in giro. Così il mondo scientifico ha bollato la decisione del Governo di multare con appena 100 euro gli over 50 che non si vaccineranno nonostante l’obbligo fissato per legge. Sanzione aumentata dai 600 ai 1500 euro solo per lavoratori.

I non ancora vaccinati nel nostro Paese che hanno più di 50 anni sono più di 2 milioni. Quanti di questi sono già pensionati e quindi soggetti alla sola pena pecuniaria minima?

Di contro il costo di un solo giorno di ricovero in terapia intensiva è di circa 3000 euro, così come ha dichiarato al Tg1 il DG dell’Ospedale S. Orsola-Malphighi di Bologna.

Dal suo canto il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito che l’introduzione dell’obbligo vaccinale anti Covid agli over 50 “è una scelta forte e giusta, che ha l’obiettivo fondamentale di ridurre l’area dei non vaccinati nel nostro Paese. Area che è già ampiamente minoritaria: parliamo di una percentuale che è poco sopra il 10% di italiani sopra i 12 anni che non si sono vaccinati”. “Eppure questo 10% produce l’occupazione di due terzi dei posti letto Covid in terapia intensiva e della metà dei posti letto in area medica”.

E allora perché una sanzione così ridicola?

Ai no vax, o agli esitanti, che non rispettino l’obbligo vaccinale imposto dal governo la legge offre anche la possibilità di fare ricorso al giudice per farsi cancellare la multa.

Già su molti siti internet fioriscono indicazioni su come contestare la multa per la mancata vaccinazione.  E, comunque, la sanzione amministrativa di 100 euro è “una tantum”. In altri termini, ogni cittadino può essere multato una sola volta nel corso della propria vita.

Il cittadino che intende opporsi alla sanzione comminatagli dall’Agenzia delle Entrate può far ricorso al giudice di pace. Egli dovrà dimostrare di essere esonerato dalla vaccinazione obbligatoria. A tal fine dovrà procurarsi una relazione redatta da un medico. L’importo del contributo per l’avvio del giudizio è pari a 43 euro.

Ça va san dir tempi biblici, costi irrisori, deterrente inefficace.

Con buona pace del filosofo e giurista milanese.

In tempi non sospetti avevamo auspicato sulle pagine della nostra rivista l’adozione da parte del Governo dell’obbligo vaccinale come atto di coraggio (cfr. editoriale del n.12 dicembre 2021).

Scomodando un altro filosofo antico i non vaccinati sono indotti a pensare “tanto tuonò che infine piovve”. E seppur in percentuale minima (10%) continueranno a creare ulteriori ingenti danni al Paese. Con buona pace di tutti gli altri che sono la stragrande maggioranza. Così va in democrazia?

Sandro Franco

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