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Obbligo vaccinale, sostegno psicologico e green pass

Roberto Speranza
Interrogazioni a risposta immediata alla Camera per il ministro della Salute Roberto Speranza 

“La violazione dell’obbligo vaccinale per gli over 50 è sottoposta a sanzione pecuniaria. L’irrogazione della stessa compete al Ministero della Salute, che a tal fine si avvarrà, per i profili operativi, dell’Agenzia delle entrate. Il procedimento con cui l’Agenzia potrà individuare i soggetti inadempienti è accuratamente descritta dal decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, secondo un meccanismo che consentirà all’Agenzia di trattare esclusivamente i dati personali indispensabili all’espletamento dei compiti assegnati inviati dal Ministero della Salute e con l’esclusione di ogni diritto di accesso. Sarà cura del Ministero della Salute predisporre gli elenchi dei soggetti inadempienti anche acquisendo direttamente dal sistema tessera sanitaria le informazioni relative alla somministrazione dei vaccini acquisite giornalmente dall’anagrafe vaccinale nazionale. Tali informazioni saranno altresì utili per escludere dall’elenco degli inadempienti i soggetti esenti”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza alla Camera ieri ha chiarito le modalità di accertamento delle violazioni dell’obbligo vaccinale recentemente introdotto per coloro che hanno compiuto i 50 anni di età.

“Anche se la verifica dell’adempimento avverrà in prima battuta attraverso sistemi informatizzati, il decreto-legge – ha aggiunto Speranza -prevede una fase di contraddittorio nel rispetto dei principi enunciati al riguardo dalla Corte costituzionale. In particolare, il Ministero della Salute, avvalendosi dell’Agenzia delle entrate, invierà una comunicazione ai soggetti inadempienti, i quali potranno trasmettere alla ASL competente l’eventuale certificazione relativa al differimento o all’esenzione dell’obbligo vaccinale. La norma in esame risulta conforme al regolamento europeo n. 679 del 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, il quale, all’articolo 9, paragrafo 2, consente il trattamento dei dati relativi alla salute se questo è necessario per finalità di medicina preventiva o per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità.

In base a novella legislativa introdotta dalla legge del 3 dicembre 2021, nei casi di adozione dei decreti-legge il Garante esprime il prescritto parere in sede di esame parlamentare dei disegni di legge di conversione dei medesimi decreti-legge. Le indicazioni che il Garante dovesse impartire in tale sede per elevare ulteriormente lo standard di sicurezza del trattamento saranno prontamente recepite dal Governo”.

Il ministro ha inoltre voluto rivendicare la scelta del Governo in merito all’obbligo sopra i 50 anni: “Questa scelta ha un obiettivo fondamentale che è quello di ridurre l’area dei non vaccinati, che sono particolarmente esposti a malattia grave e ospedalizzazione. L’area dei non vaccinati in Italia è di poco superiore al 10 per cento. Stamattina alle 6, i vaccinati con prima dose erano l’89,58 per cento dei nostri concittadini con età superiore ai 12 anni. Eppure, questo pezzetto, questo 10 per cento, comporta due terzi degli ingressi in terapia intensiva e il 50 per cento degli ingressi in area medica. Ridurre l’area dei non vaccinati significa, quindi, abbassare la pressione sui nostri ospedali, salvare vite umane, che per noi è e resta sempre la cosa più importante, e consentire anche al nostro Paese di continuare su quel terreno di ripartenza economica e sociale che abbiamo riscontrato dai dati del 2021”.

Sostegno psicologico in relazione a situazioni di disagio connesse all’emergenza pandemica 

Tema quello della salute mentale che il ministro considera cruciale in questo particolare momento storico. “La salute mentale è rilevante quanto la salute fisica e non può esserci salute senza salute mentale. Sono le ragioni che mi hanno portato a svolgere, 20 anni dopo la prima conferenza, la Conferenza nazionale sulla salute mentale e sono le ragioni che mi hanno portato a candidare l’Italia per ospitare, nell’autunno prossimo, il summit mondiale sulla salute mentale, dopo l’ultimo summit che si è svolto nel 2021 a Parigi. Non vi è alcun dubbio che dobbiamo investire di più su questo ambito fondamentale. Riconosciamo, però, in primis gli strumenti già messi in campo, perché in questa legge di bilancio c’è stato un investimento inedito di 38 milioni di euro che non può passare inosservato: 20 milioni per il disagio psicologico di bambini e adolescenti, che si trasformeranno in assunzioni di persone che si faranno carico dei problemi dei più piccoli; 10 milioni per l’accesso a servizi psicologici delle fasce più deboli, in modo particolare i pazienti oncologici che, come è noto, hanno bisogno in modo particolare di un sostegno e di un’assistenza nei momenti più complicati della loro esistenza; poi, ancora, 8 milioni per il potenziamento dei servizi territoriali e ospedalieri di neuropsichiatria infantile e adolescenziale e anche questo io credo che sia un punto strategico del nostro lavoro”. Ma secondo Speranza si deve fare molto di più. “Nella mia funzione di Ministro- ha detto – sosterrò tutte le iniziative che vanno nella direzione di una maggiore attenzione della salute mentale e di una maggiore cura e assistenza rispetto a questo tema, che giudico veramente decisivo. Questo mi aveva portato, tra l’altro, da Ministro della Salute a dare parere favorevole a quell’emendamento che doveva essere finanziato, come è noto, dal fondo del Parlamento. Poi una parte di quei fondi, purtroppo, non sono stati messi effettivamente a disposizione e non si è verificata, quindi, la possibilità di poter approvare e di portare fino in fondo quell’emendamento, chiaramente per problemi di natura di copertura (quindi, di natura finanziaria)”. Il ministro crede “che insieme si possa lavorare per rafforzare ancora di più la capacità del nostro sistema sanitario di dare una risposta adeguata a questa domanda di assistenza, che mai come in questo tempo difficile è in crescita e va tenuta nella debita attenzione”.

Il funzionamento del green pass in relazione ai casi di avvenuta guarigione da COVID-19 

“Nell’impianto iniziale europeo – perché non dobbiamo mai dimenticare che il green pass non nasce da un’iniziativa di rango nazionale, ma da una iniziativa di rango europeo – non era prevista la sospensione in caso di positività, ma era prevista esclusivamente la sospensione in caso di contraffazione o di certificazioni fraudolente; quindi rispetto a questa fattispecie, che sin dall’inizio è stata presente nel nostro ordinamento, noi abbiamo dovuto lavorare per costruire una modalità nostra, nazionale di sospensione diversa, che ha fatto seguito anche ad alcune sollecitazioni di natura parlamentare, tra cui un question-time a cui io stesso ho risposto, in epoca precedente. Con l’ultimo DPCM del 17 dicembre, abbiamo introdotto questa fattispecie, che sta gradualmente entrando a regime; è una fattispecie che, a regime, ci vuole portare a un doppio automatismo; un automatismo di sospensione della vigenza e della validità del green pass dinanzi a un caso di positività e, al tempo stesso, però, uno stop di questa sospensione, quindi sostanzialmente una riattivazione del green pass in caso di tampone negativo dopo una fase di positività; è una procedura in corso. Mi sia consentito anche di ringraziare i nostri tecnici, quelli di Sogei, che sono sempre al lavoro, quelli del Ministero della Salute, anche i nostri del numero 1500 che continuamente si interfacciano con i nostri cittadini rispetto a questi temi. Penso che dobbiamo lavorare affinché questi problemi, che pure ci sono stati, possano essere risolti nel più breve tempo possibile. Il Governo, lo ribadisco, continuerà a puntare su questo strumento del green pass; è evidente che c’è stata un’estensione, molto significativa, del suo utilizzo in questi mesi, non solo del green pass tradizionale, ossia quello a cui si poteva accedere anche con il tampone, ma anche del cosiddetto green pass rafforzato che, invece, è utilizzabile solo di fronte a una guarigione o a una vaccinazione. La strategia del Governo continuerà a puntare in maniera molto significativa sul green pass e per questo sarà ancora più importante mettere compiutamente a regime questo processo che abbiamo dovuto costruire nel nostro Paese fuori dalle disposizioni europee”.

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