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Lazzari (Cnop): Servono risposte a psicopandemia

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“Carenza psicologi e organizzazione allontana cittadini da Ssn”

“Non è solo l’esiguo numero degli psicologi nel Servizio sanitario nazionale, ma la carente organizzazione dei servizi che allontana le persone dalla risposta pubblica. Oggi, nonostante il sensibile aumento della domanda di assistenza psicologica, la risposta a questa esigenza sempre più diffusa e sentita è quasi esclusivamente privata. Molte persone, pur avendo cercato aiuto, non hanno potuto iniziare un trattamento o hanno dovuto interrompere quasi subito per motivi economici. La salute psicologica è un problema che possono curare soltanto i ricchi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, David Lazzari, presentando i dati di efficacia dei trattamenti psicologici al convengo in corso presso l’Auditorium del Ministero della Salute.
“Le evidenze di efficacia nelle cure psicologiche – continua Lazzari – dimostrano che gli effetti dell’impatto del Covid-19 – come ansia, depressione e stress – sono stati devastanti per la popolazione, soprattutto nei giovani under 18 e in alcune categorie professionali come il personale sanitario. I disturbi psicologici comuni impattano per il 33% dei costi della disabilità legata alla salute, ma gli stanziamenti per i servizi per la salute mentale in Italia sono soltanto 3,1 miliardi complessivi, una cifra esigua rispetto all’intera spesa sanitaria nazionale”.
Secondo Lazzari, “28.811 operatori di cui 2016 psicologi-psicoterapeuti (ovvero 7 su 100) sono troppo pochi: un dato che pone l’Italia agli ultimi posti in Europa. Abbiamo lanciato diverse proposte per ovviare a questa carenza: l’erogazione diretta di fondi ai cittadini per aiutarli ad accedere all’aiuto psicologico e psicoterapico da parte di professionisti qualificati per legge, ma anche lo stanziamento di fondi per attivare i consultori psicologici nelle strutture sanitarie di prossimità, un indirizzo certo per tutti i cittadini che cercano un ascolto e sostegno psicologico”.
“La crescente sofferenza psicologica dei cittadini ci preoccupa molto. La ‘psicopandemia’ non è uno slogan vuoto creato dagli psicologi, ma un problema al quale abbiamo il dovere di dare risposte efficaci e immediate, prima che sia troppo tardi”.

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