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Le Associazioni dei pazienti chiedono al Governo interventi strutturali a salvaguardia del diritto alla salute

sanità
Amici Onlus, Anmar, Apiafco, Apmarr e Salutequità chiedono di definire immediatamente modelli di politiche sanitarie in grado di garantire assistenza e cura a tutti i pazienti, anche nei periodi di emergenza.

“Sono cinque milioni e mezzo i pazienti affetti da malattie dermatologiche croniche come psoriasi, dermatite atopica e artrite psoriasica, malattie reumatiche e malattie infiammatorie croniche dell’intestino (di cui più di 1 milione in forma grave) nuovamente penalizzati dal blocco delle prestazioni messe in atto da 17 Regioni al fine di procedere alla riconversione dei reparti ordinari in reparti destinati ai soli malati Covid. Il trasferimento di risorse e personale, unito al vertiginoso aumento dei contagi (anche tra gli stessi operatori sanitari) causati dalla variante Omicron, stanno riconfigurando il medesimo scenario degli ultimi due anni: individuare nella soppressione delle prestazioni essenziali l’unica alternativa alla gestione dell’emergenza sanitaria, con l’aggravante che per molte di queste malattie la diagnosi precoce e il trattamento continuativo sono i principi base della cura. Trascurare questi aspetti significa minare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie, costrette a vivere una pandemia sociale, oltre che sanitaria. L’allungamento delle liste di attesa sarà la conseguenza dell’attuale blocco e porterà a un prevedibile incremento in futuro dei costi sanitari per gli interventi necessari a sanare i ritardi accumulati”. È quanto denunciano Amici Onlus, Anmar, Apiafco, Apmarr e Salutequità che di fronte ad una situazione che certifica l’immobilismo delle istituzioni nel garantire il diritto alla cura anche ai pazienti non Covid, chiedono al Governo e alle Regioni di riorganizzare urgentemente l’assistenza socio-sanitaria territoriale, con l’obiettivo di garantire la continuità delle prestazioni anche nelle fasi emergenziali cicliche, a partire da una maggiore presenza e disponibilità di personale medico, infermieristico e altre professionialità.
La voce delle Associazioni
“Il decorso dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione dei contagi Covid – afferma Giuseppe Coppolino, presidente di Amici Onlus, Associazione nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino – ci preoccupa profondamente e Amici Onlus ritiene urgente porre la massima attenzione all’emergenza che coinvolge il resto dei pazienti definiti Non Covid che ad oggi hanno il diritto di essere tutelati e va garantita loro la continuità assistenziale, il mantenimento delle attività degli ambulatori dedicati, screening e visite nei tempi richiesti dai Pdta. Un’azione immediata da parte del Governo può prevenire i danni causati dalla mancata assistenza sul piano sociale, sanitario ed economico che si ripercuoterà sul sistema sanitario”.
“Come un anno fa – prosegue Silvia Tonolo Presidente Anmar Onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici) – siamo di nuovo a chiedere alle istituzioni sanitarie, locali e nazionali, uno sforzo maggiore per non interrompere l’assistenza ai milioni di uomini e donne, residenti nel nostro Paese, con una patologia reumatologica. È necessario assicurare sempre un monitoraggio costante e un intervento terapeutico tempestivo a tutte quelle persone che sono già affette da malattie croniche e che possono essere molto pericolose. Il rischio concreto è che nei prossimi mesi potremmo assistere ad un aumento delle remissioni delle forme più gravi delle nostre patologie reumatologiche”.
Per Valeria Corazza Presidente Apiafco (Associazione Psoriasici Italiani amici Fondazione Corazza) “La sospensione dei servizi praticata da molte Regioni non può riguardare ricoveri e attività specialistiche per pazienti affetti da malattie croniche che presentano comorbilità, dove la sospensione della continua assistenza crea un danno di salute. I diritti di tutti i malati devono essere salvaguardati in ogni circostanza: il nostro impegno è portare all’attenzione delle istituzioni una situazione gravemente lesiva della salute e della qualità della vita non meno delle conseguenze della pandemia in corso”.
“È un lockdown sanitario, che in modo silenzioso sta togliendo – sottolinea Antonella Celano, Presidente Apmarr (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare) anni preziosi di vita in salute agli italiani. Dagli interventi chirurgici annullati, alle opportunità perdute di diagnosi precoci, fino alle visite specialistiche ambulatoriali dimezzate, come emerso dal 17° Rapporto Crea, quasi un italiano su due ha visto il suo percorso di cura stravolto dall’emergenza Covid con danni spesso irreparabili, per i cittadini. Occorre agire subito. Serve un Piano Marshall per la Sanità. Vanno usati subito i fondi del Pnrr per strategie e azioni che diventino strutturali anche perché questi problemi hanno radici lontane che il Covid ha senza dubbio fatto emergere con maggiore virulenza”.
“Dopo due anni – conclude Tonino Aceti Presidente di Salutequità (Organizzazione per la valutazione della qualità delle politiche per la salute) –  continuare a sospendere e bloccare ricoveri, interventi ed altre prestazioni classificate come “non Urgenti” per i pazienti NON Covid è divenuto inaccettabile e insostenibile per la tutela del Diritto alla Salute di tutti i cittadini. E invece da una ricognizione svolta dalla nostra Organizzazione, in questo momento almeno 17 Regioni stanno nuovamente bloccando e sospendendo le cure non urgenti, basando le loro decisioni su una Circolare del Ministero della Salute emanata il 18 dicembre 2021. Una scelta che ci preoccupa moltissimo e che impone la definizione immediata di un nuovo modello organizzativo del Ssn in grado di garantire cure urgenti e non urgenti a tutti i cittadini a prescindere dalla patologia che hanno”.

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