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Tanto tuonò che piovve

temporale
Come la gran parte degli Italiani, ma pare anche delle segreterie politiche internazionali, abbiamo seguito con pathos la trama di un film di cui, in fondo, già conoscevamo l’unico finale possibile.

di Giandomenico Nollo*

Dopo sei giorni di altalenanti emozioni con cadaveri eccellenti bruciati sul rogo delle tattiche politiche e di maratone giornalistiche che enfatizzavano passaggi politici e dichiarazioni di mediocre levatura, i grandi elettori hanno in gran maggioranza fatto la loro scelta ponendo nell’urna l’unico nome che garantiva la necessaria continuità politica e la conclusione naturale della più travagliata legislatura della nostra Repubblica. Alle 20.55 di sabato 29 gennaio il Presidente della Camera dei Deputati onorevole Fico ha così potuto dichiarare la rielezione dell’Onorevole Sergio Mattarella.

Che un Parlamento che ha visto succedersi governi con maggioranze le più difformi possibili, l’ultima delle quali una coalizione eterogenea e costantemente sul filo di una crisi di nervi, potesse trovare un accordo condiviso su un nome rappresentativo delle diverse anime, era evidentemente esercizio arduo se non impossibile. Eleggere un Presidente frutto di un’ennesima alchimia di voti con maggioranza diversa e non inclusiva della attuale maggioranza di governo, sarebbe stata la contestuale dichiarazione di sfiducia al governo Draghi. Immaginare una scelta che accontentasse parimenti i Mattei, in cerca di visibilità, i Conte e Letta, alla ricerca di un controllo sulle loro compagini, e uno Speranza, necessariamente attento a marcare la propria (sempre più stretta) area di appartenenza politica, era evidentemente uno sforzo impossibile per un’assise formatasi in larga parte come risultato di un’onda populista.

Ecco quindi che, in leggero anticipo sulla partenza del Festival di San Remo, ancora una volta lo spirito italico ha trovato la via d’uscita all’ennesimo vicolo cieco in cui il voto del 2018 ci aveva cacciato. Da lunedì potremo dare tutta la nostra attenzione ad Amadeus e occupare sereni i nostri divani lasciando ai due già validati Presidenti, della Repubblica e del Consiglio dei Ministri, il compito di proseguire nella navigazione. Ma, in verità, non sarebbe il caso di abbassare la guardia e farsi distrarre da concorrenti e ospiti dell’Ariston. Dobbiamo infatti sperare che le fibrillazioni elettorali non limitino, come nell’ultimo mese l’azione di governo, perché molto resta da fare, sia per il contrasto di una Pandemia certamente non ancora domata, sia per sostenere la ripresa economica, sia per rassettare un tessuto sociale fortemente provato da questi 24 mesi di grandi incertezze e paure.

Limitandoci ai temi Pnrr e salute, i prossimi mesi dovranno essere spesi per rendere chiaro e operativo il disegno di transizione da sistema sanitario ospedale centrico ad un nuovo assetto che riconosca la centralità e il ruolo delle cure primarie. Disegno che vorremmo declinato in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, in linea con i principi ispiratori della legge n.833 del 1978: universalità, uguaglianza ed equità. Dovremmo allo stesso tempo vigilare su una appropriata scelta delle tecnologie che dovranno abilitare questa transizione. Per essere un investimento strutturale gli investimenti del Pnrr, oltre ad essere funzionali alla risoluzione di problemi specifici, dovranno infatti essere motore di innovazione e crescita del paese. A tal fine è ad esempio fondamentale il riconoscimento e coinvolgimento delle più giovani e innovative realtà industriali pericolosamente lasciate ai margini dalle grandi gare di appalto, facile preda di consorzi e imprese di grandi dimensioni. Se la richiesta massa critica e solidità finanziaria può infatti essere garanzia di affidabilità dei prodotti e servizi proposti, dall’altro ben difficilmente questi colossi non possono per loro natura contenere il potenziale innovativo delle piccole imprese e start up della cui salute dobbiamo essere tutti sostenitori.

*Vice Presidente Vicario Società Italiana di Health Technology Assessment, Sihta; Coordinatore Comitato Scientifico del XI Congresso SIHTA; Prof. Associato di Bioingegneria, Dipartimento Ingegneria Industriale, Università di Trento

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