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Rischio clinico e responsabilità professionale, Federsanità: Ora concreta operatività della Legge Gelli

Doctor working in hospital. Healthcare and medical service.
La Federazione commenta il via libera, da parte della Conferenza Stato-Regioni, ai nuovi requisiti minimi delle polizze assicurative in materia di rischio clinico e responsabilità professionale e alle regole in materia di autoritenzione.

Finalmente dopo 5 anni, un necessario passaggio per la concreta operatività della Legge Gelli. Così Federsanità commenta il via libera, da parte della Conferenza Stato-Regioni, ai nuovi requisiti minimi delle polizze assicurative in materia di rischio clinico e responsabilità professionale e alle regole in materia di autoritenzione. “Siamo soddisfatti – afferma la Federazione – perché sono stati fatti significativi passi in avanti nella direzione che Federsanità ha sempre sottolineato in numerosi interventi e in sede di incontri con i vari stakeholder nonché in fase di audit attivati dal Governo. Federsanità ha, infatti, più volte sollecitato l’approvazione del decreto quale punto di snodo tra sostenibilità del sistema, tutela del danneggiato e tutela degli operatori sanitari sostenendo alcuni significativi rilievi critici rispetto alla prima bozza ministeriale, che sono stati accolti.

Il punto di caduta andava, infatti, trovato coniugando in modo equilibrato, da un lato, l’esigenza di adeguato ristoro per l’utenza, dall’altro, la necessaria “sostenibilità” garanzia per i legittimi interessi d’impresa del mondo assicurativo e, dall’altro, ancora, le esigenze sottese ad una ragionevole “alternativa” per quelle  strutture che, optando per l’autoritenzione, sono innovativamente chiamate, dal comma 6 dell’articolo 10, a costituire due distinti fondi a presidio della opzione per il regime di  autoritenzione: il  fondo rischi e il fondo di messa a riserva sinistri.

Resta l’esigenza – conclude Federsanità – dell’urgente approvazione anche della bozza di Decreto presidenziale sulle c.d. macro lesioni che si attende da 17 anni, per la cui adozione è necessario prorogare il termine entro cui emanare il provvedimento”.

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