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Il futuro dell’intelligenza artificiale: la tabella di marcia Ue proposta dal Parlamento europeo

Robot humanoid use laptop and sit at table for big data analytic
In che modo l’Ue può migliorare il suo posizionamento globale nel campo dell’Ia? Durante la plenaria di maggio gli europarlamentari voteranno le proposte per sviluppare l’Ia.

Dopo aver raccolto informazioni sull’intelligenza artificiale (Ia) per 18 mesi,  la relazione della Commissione speciale sull’intelligenza artificiale in un’era digitale (Aida) propone adesso una tabella di marcia dell’Ue per l’Ia. Un approccio olistico per il consolidamento di una posizione comune a lungo termine, che metta in luce i valori chiave dell’Ue, gli obiettivi e i valori sull’Ia, che consentano di proseguire gli attuali sforzi legislativi dell’Ue in questo settore. Secondo la relazione, l’Ue è rimasta indietro nello sviluppo, nella ricerca e negli investimenti in campo di intelligenza artificiale e l’intensificamento di un’azione dell’Ue è fondamentale per la trasformazione digitale dell’Ue, poiché il suo impatto continuerà ad essere crescente sia sull’economia che nella vita quotidiana.

Per il Parlamento europeo le norme, le salvaguardie e i regolamenti dell’Ue dovrebbero garantire che l’Ia apporti consistenti benefici in ogni settore dell’Ue, dalla transizione verde alla salute e dall’industria, alla governance pubblica, all’agricoltura e alla produttività del lavoro. La relazione mette in guardia sull’importanza di un’azione tempestiva dell’Ue per fissare standard chiari basati sui valori Ue, e per evitare che questi vengano definiti altrove.

Cosa propone la relazione della commissione sull’intelligenza artificiale?
Dal momento che l’attuale legislazione europea e nazionale è frammentata, lenta e non fornisce la certezza del diritto, la relazione propone la creazione di un contesto normativo favorevole che comprenda un processo legislativo dinamico e una governance moderna. Inoltre, per supportare l’innovazione ed evitare oneri normativi, dovrebbero essere rigorosamente regolamentate solo le applicazioni di Ia ad alto rischio.

Poiché le tecnologie di Ia dipendono dai dati disponibili, la condivisione dei dati nell’UE deve essere rivista ed estesa. La piena integrazione e armonizzazione del mercato unico digitale dell’Ue favorirà gli scambi transfrontalieri e l’innovazione. Gli europarlamentari sostengono che le infrastrutture digitali dovrebbero essere rafforzate per garantire a tutti i cittadini l’accesso ai servizi. L’Ue dovrebbe favorire lo sviluppo di competenze nell’ambiento dell’intelligenza artificiale in modo da consentire che le persone abbiano le conoscenze necessarie per la propria vita e il proprio lavoro. Sempre secondo la relazione, questo contribuirà inoltre a creare fiducia nella tecnologia, a promuovere l’innovazione e, attraverso il supporto ai centri d’eccellenza e agli esperti dell’Ue, a prevenire la perdita dei talenti (la c.d. “fuga dei cervelli”).

Infine, è necessario affrontare gli aspetti militari e di sicurezza dell’intelligenza artificiale. Stando a quanto emerge dalla relazione, l’Ue dovrebbe cooperare a livello internazionale con partner che la pensano allo stesso modo, per promuovere la propria visione umanistica, basata sui valori europei.

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