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Domenica 29 maggio si celebra la XXI Giornata Nazionale del Sollievo

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Più di 130 eventi sul territorio per riflettete sul futuro della terapia del dolore e delle cure palliative, censiti in un dossier della Conferenza delle Regioni

Domenica 29 maggio si celebra la XXI Giornata Nazionale del Sollievo. “Un appuntamento che comporterà una serie di appuntamenti sul territorio per riflettere sulla umanizzazione delle cure, soprattutto nelle fasi terminali della vita, sullo sviluppo delle cure palliative e sulla diffusione della terapia del dolore”, come ha spiegato ieri Emanuela Lista, responsabile politiche sociali della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel corso della conferenza di presentazione della Giornata nazionale del Sollievo – organizzata dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dalla Fondazione nazionale Gigi Ghirotti. “Quest’anno la segreteria della Conferenza delle Regioni ha censito più di 130 eventi (le cui coordinate essenziali sono riportate in un dossier on-line) , segno evidente di un impegno ormai radicato nelle diverse Regioni italiane”.

L’impegno delle Regioni

Nel corso della Conferenza di presentazione si è fatto il punto su cure palliative e terapia del dolore, partendo anche dall’impegno della Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti, attiva con il proprio centro di ascolto (06.8416464), a disposizione dei malati di tumore e dei loro familiari, per arrivare poi all’impegno del Ministero della salute e delle Regioni. “Nel corso dei suoi primi 12 anni di vita la legge 38/2010 – ha dichiarato Luigi Genesio Icardi, Assessore della Regione Piemonte e Coordinatore vicario della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni –  ha permesso passi in avanti importanti che hanno portato all’individuazione dei centri di eccellenza per la Terapia del Dolore e per le Cure Palliative, l’avvio delle corrispondenti Reti Regionali, la  formazione dei medici di Medicina Generale e di altre figure specialistiche coinvolte nella gestione del paziente con dolore, la semplificazione della prescrizione e della gestione delle formulazioni analgesiche a base di farmaci oppioidi”. “La pandemia ha colpito più duramente i soggetti più fragili ed ha necessariamente comportato la riorganizzazione della risposta ospedaliera all’emergenza, comprimendo inevitabilmente le attività dei centri di Terapia del Dolore, i cui organici, erano peraltro già limitati. Ma i numeri sono impietosi e sempre gli stessi: milioni di cittadini italiani affetti dalla ‘malattia dolore. E allora è tempo di riprendere i percorsi virtuosi iniziati nel lontano 2010 per poter tornare presto a dare risposte adeguate, pronte ed efficaci ai bisogni di tutte le persone affette da dolore cronico, che non hanno voce e soffrono in silenzio. Ricominciare facendo il punto sulla forza lavoro delle singole regioni, ridisegnare le reti cliniche, applicare i criteri di accreditamento. Un punto di riferimento ulteriore – ha proseguito Icardi – può essere rappresentato dai medici specialisti in Algologia perché una corretta diagnosi algologica può essere in grado di stabilire i fattori patogenetici responsabili dell’insorgenza del dolore cronico e del suo perpetuarsi, garantendo un corretto approccio terapeutico. Fra le lezioni che la Pandemia ci ha impartito – accanto ad esempio ad una valorizzazione della medicina de territorio e dei dipartimenti della prevenzione – rientra anche l’esigenza di un’attenzione più puntuale alla terapia del dolore e alle cure palliative. Mai come in questi drammatici momenti di necessità abbiamo avvertito la distanza ancora troppo ampia che ci separa dalla cultura del sollievo. In questi ultimi anni il sistema delle Regioni ha dovuto confrontarsi con un nemico insidioso ed implacabile che ha assorbito tutte le forze dei diversi servizi sanitari regionali e gran parte della loro attenzione. Ma nonostante questo qualche passo in avanti lungo il percorso della cultura del sollievo è stato compiuto. Tappe che meritano di essere ricordate proprio perché – ha sottolineato Icardi – raggiunte in questo frangente di straordinaria difficoltà e massimo impegno. Nel 2021 abbiano sancito in sede di Conferenza Stato – Regioni un Accordo, per l’Accreditamento della Rete di Terapia del dolore e Cure Palliative Pediatriche. Sempre nel 2021 un’altra Intesa Stato-Regioni ha dato il via libera ad un decreto che individua criteri di certificazione dei requisiti (dell’esperienza professionale e delle competenze) in possesso dei medici in servizio presso le reti dedicate alle cure palliative pubbliche o private accreditate. Da ultimo un importantissimo traguardo è stato raggiunto con l’adozione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che rappresenta un’occasione unica per il rilancio del Paese e per consentire di acquisire quelle riforme non più rinviabili. Al fine di dare attuazione a quanto previsto dal PNRR, in questi mesi, Regioni e Governo hanno lavorato insieme al c.d. DM 71 concernente il regolamento recante: “Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale”. L’Assistenza Primaria rappresenta la prima porta d’accesso ad un servizio sanitario ed è l’approccio più inclusivo, equo, conveniente ed efficiente per migliorare la salute fisica e mentale degli individui, così come il benessere della società. Tale riforma, ne sono convinto, assumerà un ruolo strategico – ha concluso Icardi – nella ripartenza del nostro Sistema Sanitario”.

Le farmacie confermano l’impegno contro il dolore inutile

“L’adesione di Federfarma alla Giornata Nazionale del Sollievo – ha dichiarato il presidente di Federfarma nazionale, Marco Cossolo, sulla XXI Giornata Nazionale del Sollievo, presentata ieri a Roma-conferma l’impegno delle farmacie nel contrasto al dolore inutile, che nel 2010 ha raggiunto un importante traguardo con l’approvazione del provvedimento sulle cure palliative, soprattutto per quanto riguarda la semplificazione della prescrizione e della dispensazione dei farmaci antalgici. Il farmacista ogni giorno in farmacia accoglie e ascolta i bisogni espressi dai malati e dalle loro famiglie, fornendo loro supporto e orientamento. Sappiamo quanto sia rassicurante ricevere una informazione corretta, ma al tempo stesso facilmente comprensibile, per questo con la nostra quotidiana attività di divulgazione sanitaria noi farmacisti svolgiamo una funzione complementare a quella del Centro di ascolto della Fondazione Ghirotti. Sapere che esistono farmaci e centri specialistici che possono alleviare il dolore è importante per contrastare la paura inevitabilmente collegata a ogni forma di malattia. Le farmacie rinnovano il proprio impegno affinché tali informazioni diventino un patrimonio condiviso dalle persone malate, ma anche da quelle sane. E possono dare un contributo rilevante in quanto parte di una rete capillare sul territorio, una rete di presidi di prossimità nei quali tutti i cittadini possono entrare e ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno, fornita da un professionista autorevole, empatico e comunicativo quale è il farmacista.

Anelli (Fnomceo): Medici italiani vicini al paziente, considerare cure palliative e terapia del dolore nel DM 71

“Vicini al paziente, sempre, e maggiormente quando più ce ne è bisogno: così sono, e sempre più vogliono essere, i medici italiani. Per questo, raccogliamo e rilanciamo l’appello lanciato ieri dalla Fondazione Gigi Ghirotti: nessuno resti solo di fronte alla malattia, di fronte al dolore”. A parlare è il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli. Lo fa nell’imminenza della XXI Giornata nazionale del Sollievo che si celebrerà domenica 29 maggio e che è stata presentata ieri presso il Ministero della Salute. Oltre alla Fondazione Gigi Ghirotti, a promuovere la Giornata sono lo stesso Ministero e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. “Il medico – ricorda Anelli – è, sempre e comunque, prossimo al paziente e alla sua famiglia. E lo è ancor più nelle situazioni ‘di frontiera’, come il nascere, il morire, e tanto più profondamente nella sofferenza, e nella cura di ciò che non si può guarire.  Ce lo chiede il nostro Codice Deontologico, che, già all’articolo 3, impone al medico “la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana”. Per poi specificare, all’articolo 16, come “Il controllo efficace del dolore si configuri, in ogni condizione clinica, come trattamento appropriato e proporzionato”.  E ribadire, all’articolo 39, e che: “Il medico non abbandona il malato con prognosi infausta o con definitiva compromissione dello stato di coscienza ma continua ad assisterlo e se in condizioni terminali impronta la propria opera alla sedazione del dolore e al sollievo dalle sofferenze tutelando la volontà, la dignità e la qualità della vita”. Ce lo chiede, ancor prima e ancor più forte, la nostra coscienza, il nostro stesso essere medico, la nostra missione di curare anche quando non si può guarire”. “Per questo, diciamo sì all’ospedale senza dolore – conclude – e auspichiamo, insieme alla Fondazione, che quanto previsto per la rete ospedaliera trovi riscontro nel cosiddetto ‘DM 71’, ‘che prevede la riforma dell’assistenza territoriale.  La prossimità al paziente è infatti essa stessa parte della cura e del prendersi cura, e dona sollievo alle sofferenze fisiche e psicologiche. A questo proposito, ricordiamo l’opera meritoria della Fondazione che, da oltre 20 anni, mette a disposizione dei malati di tumore e dei loro familiari un centro d’ascolto con servizio telefonico gratuito di sostegno”. “In questi ultimi due anni, abbiamo registrato avanzamenti importanti nell’applicazione della Legge 38/2010 – spiega Fulvio Borromei, componente del Comitato Centrale e Coordinatore della Commissione Fnomceo su cure palliative e dolore – e sono stati adottati provvedimenti fondamentali: uno per tutti, l’istituzione della scuola di specializzazione in Medicina e cure palliative, che riconosce dignità specialistica e autonoma ad un sapere la cui importanza è ben conosciuta sia dai cittadini sia dal mondo istituzionale e professionale. Occorre andare avanti su questa strada, implementando la formazione e l’informazione rivolte ai medici e la comunicazione ai pazienti sui loro diritti”.

Fofi: alleviare la sofferenza dei malati è un dovere etico

In occasione della XXI Giornata del Sollievo che si celebrerà il prossimo 29 maggio, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) si unisce all’appello della Fondazione Ghirotti Onlus affinché “Nessuno resti solo di fronte alla malattia”, in particolar modo nella fase terminale della vita. “Questa Giornata è un’occasione importante per promuovere la cultura del sollievo dalla sofferenza anche attraverso l’impegno professionale del farmacista e la sua naturale vocazione all’ascolto”, dichiara il presidente FOFI, Andrea Mandelli. “Il ruolo degli operatori sanitari non è soltanto quello di curare ma anche di assistere chi è colpito dalla malattia. E la salute quale diritto fondamentale dell’individuo va tutelata ancora di più nel periodo del fine vita, salvaguardando la dignità della persona e dei familiari coinvolti nel percorso di sofferenza”.

“Il sistema sanitario – prosegue il presidente FOFI – si trova oggi davanti alla sfida di rispondere ai bisogni di una popolazione crescente di malati sempre più anziani, affetti da malattie cronico degenerative in fase avanzata, in condizioni cliniche di estrema fragilità e di grave sofferenza. Con l’attuazione del progetto di riforma dell’assistenza territoriale scaturito dall’esperienza della pandemia, la Legge n.38 del 2010 potrà trovare spazio per la sua adeguata implementazione su tutto il territorio nazionale, a beneficio di tanti malati, adulti e bambini, la cui sofferenza può e deve essere alleviata”.

“I farmacisti continueranno ad essere fedeli al loro impegno: essere vicini ai cittadini e ai pazienti, accompagnandoli in tutte le fasi della malattia e offrendo il massimo supporto nella gestione delle cure palliative sul territorio. Alleviare la sofferenza dei malati terminali non rappresenta solo un dovere giuridico e deontologico, ma anche, e soprattutto, un dovere etico” – conclude Mandelli. Questi temi saranno al centro dell’iniziativa ‘Le cure palliative nel progetto di riforma della sanità territoriale’, promossa dalla FOFI in collaborazione con la Fondazione Cannavò e la Fondazione Ghirotti, che si terrà il prossimo 7 giugno a Roma.

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