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Unicef/Oms: quasi un terzo delle scuole non dispone ancora di servizi di base per l’acqua potabile

Transparent glass of clear still drinking water
Un terzo dei bambini privi di servizi di base nelle loro scuole vive nei Paesi meno sviluppati e oltre la metà vive in contesti fragili. 

Secondo l’Unicef e l’Oms, nonostante il costante calo della percentuale di scuole prive di servizi di base per l’acqua e i servizi igienici, persistono profonde disuguaglianze tra i Paesi e all’interno degli stessi. Gli scolari dei Paesi meno sviluppati (LDC) e dei contesti fragili sono i più colpiti e i dati che emergono mostrano che poche scuole dispongono di servizi idrici e igienici accessibili alle persone con disabilità.

Le scuole svolgono un ruolo cruciale nel promuovere la formazione di abitudini e comportamenti sani, ma nel 2021 molte non disponevano ancora di servizi idrici e igienici di base. Secondo gli ultimi dati del Programma di monitoraggio congiunto OMS/UNICEF (JMP):

  • A livello globale, il 29% delle scuole non dispone ancora di servizi di base per l’acqua potabile, con un impatto su 546 milioni di studenti; il 28% delle scuole non dispone ancora di impianti igienici (bagni) di base, con un impatto su 539 milioni di studenti; il 42% delle scuole non dispone ancora di impianti idrici (strutture per lavarsi le mani) di base, con 802 milioni di studenti.
  • Un terzo dei bambini privi di servizi di base nelle loro scuole vive nei Paesi meno sviluppati e oltre la metà vive in contesti fragili.
  • L’Africa subsahariana e l’Oceania sono le uniche due regioni in cui la copertura dei servizi igienici di base nelle scuole rimane inferiore al 50%; l’Africa subsahariana è l’unica regione in cui la copertura dei servizi di base per l’acqua potabile nelle scuole rimane inferiore al 50%.
  • Per raggiungere la copertura universale nelle scuole entro il 2030 è necessario aumentare di 14 volte gli attuali tassi di progresso per l’acqua potabile di base, di tre volte i tassi di progresso per gli impianti igienici di base e di cinque volte per gli impianti idrici di base.
  • Nei Paesi meno sviluppati e nei contesti fragili, il raggiungimento della copertura universale degli impianti igienici di base nelle scuole entro il 2030 richiederebbe un aumento di oltre 100 e 50 volte dei rispettivi tassi di progresso attuali.
  • Il miglioramento della preparazione e della risposta alle pandemie richiederà un monitoraggio più frequente dei servizi idrici e igienici e di altri elementi di prevenzione e controllo dei contagi (IPC) nelle scuole, tra cui la pulizia, la disinfezione e la gestione dei rifiuti solidi.

“Troppi bambini vanno a scuola senza acqua potabile, bagni puliti e sapone per lavarsi le mani, rendendo difficile l’apprendimento”, ha dichiarato Kelly Ann Naylor, Direttore UNICEF per l’Acqua e i Servizi igienici e il Clima, l’Ambiente, l’Energia e la Riduzione del rischio di disastri. “La pandemia da COVID-19 ha sottolineato l’importanza di fornire ambienti di apprendimento sani e inclusivi. Per proteggere l’istruzione dei bambini, la strada verso la ripresa deve includere la fornitura alle scuole dei servizi più basilari per combattere le malattie infettive oggi e in futuro.”

“L’accesso all’acqua e ai servizi igienici non solo è essenziale per un’efficace prevenzione e controllo dei contagi, ma è anche un prerequisito per la salute, lo sviluppo e il benessere dei bambini”, ha dichiarato Maria Neira, Direttore del Dipartimento per l’Ambiente, il Cambiamento Climatico e la Salute dell’OMS. “Le scuole dovrebbero essere ambienti in cui i bambini prosperano e non sono sottoposti a difficoltà o infezioni a causa della mancanza o della scarsa manutenzione delle infrastrutture di base”.

Fornire servizi idrici e igienici accessibili alle persone con disabilità nelle scuole è fondamentale per raggiungere un apprendimento inclusivo per tutti i bambini. Tuttavia, solo un numero limitato di Paesi fornisce informazioni su questo indicatore e le definizioni nazionali variano, e un numero molto inferiore fornisce servizi idrici e igienici accessibili ai disabili.

  • I dati nazionali emersi mostrano che la copertura dei servizi idrici e igienici accessibile ai disabili è bassa e varia ampiamente tra i livelli scolastici e le località urbane e rurali, e le scuole hanno maggiori probabilità di avere acqua potabile accessibile rispetto a servizi igienici accessibili.
  • Nella metà dei Paesi con dati disponibili, meno di un quarto delle scuole dispone di bagni accessibili ai disabili. Ad esempio, nello Yemen, 8 scuole su 10 avevano bagni, ma solo 1 scuola su 50 era dotata di bagni accessibili ai disabili.
  • Nella maggior parte dei Paesi con dati, è più probabile che le scuole abbiano infrastrutture e materiali adattati – come rampe, tecnologie assistive, materiali didattici – che bagni accessibili ai disabili. Ad esempio, in El Salvador, 2 scuole su 5 hanno infrastrutture e materiali adattati, ma solo 1 su 20 ha bagni accessibili ai disabili.
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