-

Ridurre le disuguaglianze in sanità: Percorsi di cura di area neurologica

Brain study background for mental health care medical technology
Ricciardi (Università Cattolica): “sì alla strutturazione di un modello Hub & Spoke per decongestionare le strutture deputate al trattamento delle acuzie”- Melazzini (AriSLA): “l’istituzione dei Lea è stata un’importante conquista per i diritti dei pazienti, peccato che ancora oggi in metà Italia non è possibile accedervi”

Le malattie neurologiche sono la prima causa di disabilità nei Paesi più sviluppati. Se l’aumento dell’età media della popolazione e le ricadute sociali preoccupano, dall’altra parte, le tecnologie e la ricerca rendono possibili nuovi programmi di assistenza. Sul come ridurre la spesa sanitaria e rinnovare i percorsi, la Sapienza Università di Roma e l’Istituto Superiore Studi Sanitari “Giuseppe Cannarella” dedicano un convegno martedì 5 luglio 2022, presso l’Aula Magna dell’ateneo (piazzale Aldo Moro, 5). 

Nella prima delle tre sessioni, interverrà Walter Ricciardi, ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica del Sacro Cuore Roma e direttore scientifico Irccs Istituti Clinici Scientifici Maugeri. “I modelli organizzativi della post-acuzie riabilitativa precoce, in riferimento alla neuroriabilitazione per gravi cerebrolesioni acquisite, sono caratterizzati da scarsa attenzione normativa e da marcata eterogeneità regionale”, afferma Ricciardi. “Le raccomandazioni scientifiche suggeriscono la strutturazione di un modello a reti integrate con livelli di responsabilità differenziati (modello Hub & Spoke), che identifichino come Hub i presidi di alta specialità codice 75. In questo modo si otterrebbe la decongestione delle strutture deputate al trattamento dell’acuzie, favorendo la rapida centralizzazione dei casi complessi in presidi di neuroriabilitazione altamente specializzati, idonei ad assicurare una presa in carico veloce e livelli di qualità nell’erogazione dell’assistenza elevati con un migliore recupero funzionale per il paziente”.

A seguire, una tavola rotonda, moderata dalla giornalista di La7 Gaia Tortora, analizzerà il lavoro svolto dagli istituti di ricerca. Fra i relatori vi è Carlo Caltagirone, direttore scientifico dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia. “Ad oggi – afferma – sappiamo che è possibile accelerare o incrementare il recupero a seguito di una lesione cerebrale attraverso l’implementazione protocolli di riabilitazione in grado di agire sulla stimolazione della neurogenesi reattiva, della migrazione neuronale, e sulla sinaptogenesi”. L’interesse della ricerca sull’utilizzo delle tecnologie rivolte alla riabilitazione neurologica è in aumento. “Sebbene – commenta Caltagirone – molti studi presentino degli effetti positivi di tali tecnologie, esistono, in strutture non specializzate e non orientate alla ricerca, molti limiti nell’utilizzo, tra cui la ridotta compliance tra programmi terapeutici e intervento riabilitativo dei dispositivi tecnologici, la scarsa possibilità di personalizzazione dei training ed il basso coinvolgimento da parte del paziente”.

La discussione sarà completata da una intervista da parte di Gaia Tortora all’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’amato, sul modello virtuoso regionale di assistenza e ricerca.

La seconda sessione, dal titolo “La salute fa bene al Paese: impatto socio-economico di un investimento nel Ssn”, vede una tavola rotonda dedicata alle società scientifiche moderata dalla giornalista di Rai2 Laura Berti. Gli interventi sono di Alfredo Berardelli, presidente SIN Società Italiana Neurologia, Umberto Bivona, presidente GIRN Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia, Valeria Caso,ESO European Stroke Organisation, Rita Formisano, presidente SIRAS Società Italiana di Riabilitazione di Alta Specialità, Maria Grazia Grasso EAN European Academy of Neurology, Stefano Paolucci, presidente SIRN Società Italiana Riabilitazione Neurologica, Alessandro Rossi, Fondazione Gianfranco Salvini. Sui costi sociali, farà un approfondimento Francesco Saverio Mennini, presidente della Società Italiana Health Tecnology Assesment SIHTA, Economista Università di Roma Tor Vergata.

La terza sessione, dal titolo “La persona al centro: esperienze di rinascita”, è scandita da interventi e testimonianze di associazioni di pazienti. Fra questi, c’è Francesco Vacca, presidente nazionale Associazione italiana sclerosi multipla Aism: “Per ridurre le diseguaglianze in sanità bisogna dare voce all’esperienza di malattia delle persone che hanno patologie neurologiche e loro caregiver e rendere scientifica la loro voce attraverso lo sviluppo di misure riportate dai pazienti. Questo per noi di Aism è un punto fondamentale e rientra nelle priorità dell’Agenda della sclerosi multipla e patologie correlate 2025 con l’obiettivo di promuovere una scienza che dia sempre più concretezza alla prospettiva del paziente, portando le esperienze delle persone con sclerosi multipla nella ricerca scientifica, nelle sperimentazioni per lo sviluppo di nuove terapie, e nello sviluppo dei sistemi sanitari”.

Per Mario Melazzini, presidente della Fondazione italiana di ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica AriSLA, “entro il 2040 i casi di Sla saliranno da 1.800 a 2.300 l’anno. I pazienti di oggi e quelli di domani certamente meritano di avere delle risposte mirate”, ricorda Melazzini. “Sulla omogeneità assistenziale – aggiunge – le istituzioni hanno l’opportunità di giocare un ruolo chiave e strategico. Su questo fronte l’istituzione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, è stata un’importante conquista per i diritti dei pazienti, peccato che ancora oggi in metà Italia non è possibile accedervi, a causa della mancata emanazione del decreto per la definizione delle tariffe massime delle prestazioni, dopo ‘solo’ 5 anni dall’approvazione dei nuovi Lea”.

Print Friendly, PDF & Email