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Covid-19: inizia la discesa dei nuovi casi, mentre continuano a crescere ricoveri, terapie intensive e decessi

covid tracciamento
Nell’ultima settimana registrata un’impennata delle quarte dosi, ma si è ancora lontani dal target delle 100 mila somministrazioni al giorno. Un numero molto elevato di positivi sfuggono alle statistiche ufficiali e rappresentano un moltiplicatore dei contagi.

Nella settimana 13-19 luglio, un’inversione della curva dei nuovi casi (631.693 vs 728.759) dopo cinque settimane di aumento. Ancora in crescita gli indicatori ospedalieri (+1.251 ricoveri in area medica, +38 in terapia intensiva) e i decessi (823). Sempre ferme le percentuali di chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino (88,1% della platea) e di chi ha completato il ciclo vaccinale (86,6% della platea). È quanto rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe che registra inoltre 6,84 milioni i non vaccinati, di cui 2,42 milioni di guariti protetti solo temporaneamente. 7,78 milioni di persone non hanno ancora ricevuto la terza dose, di cui 2,64 milioni di guariti che non possono riceverla nell’immediato. Espansione della platea per la quarta dose: crescono le somministrazioni, ma le coperture restano molto basse e persistono inaccettabili differenze regionali. Dopo il raggiungimento del picco la discesa dei nuovi casi potrebbe essere più lenta del previsto a causa del numero molto elevato di positivi che sfuggono alle statistiche ufficiali e rappresentano un moltiplicatore dei contagi.

“A metà luglio – commenta il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – dopo il raggiungimento del picco è iniziata la discesa dei nuovi casi, che tuttavia potrebbe essere più lenta del previsto a causa del numero molto elevato di casi non noti alle statistiche ufficiali che rappresentano un moltiplicatore dei contagi. Infatti, gli oltre 1,45 milioni di positivi potrebbero essere in realtà almeno il doppio per diverse ragioni: mancata esecuzione del tampone nonostante i sintomi o il contatto con un caso Covid-19; mancata comunicazione della positività al test “fai da te”; falsi negativi al test in autosomministrazione. Ecco perché, indipendentemente dalla velocità di discesa della curva dei nuovi contagi, nelle prossime settimane è verosimile un aumento dei ricoveri – più in area medica che in terapia intensiva – e dei decessi che oggi con una media di 118 al giorno sono già tornati ai livelli di due mesi fa. Le soluzioni sono sempre le stesse: usare le mascherine al chiuso, specialmente in locali affollati e poco aerati, per limitare la circolazione virale; effettuare la terza dose (oltre 5,1 milioni di persone potrebbero riceverla subito) e, soprattutto, somministrare il prima possibile la quarta dose a over 60 e fragili”. Inoltre avverte il presidente “Con il progressivo declino della protezione vaccinale nei confronti della malattia grave dopo 120 giorni dalla terza dose il secondo richiamo (quarta dose) rappresenta un vero e proprio trattamento “salvavita”, in particolare negli over 80”.

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