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Covid-19, La campagna per la quarta dose non decolla

Covid-19 vaccine. Close up modern blue label Covid-19 vaccine on four bottle vials on the table in the lab. Development and creation of coronavirus vaccination.
Continuano a scendere i nuovi casi (-25% in 7 giorni), frena l’aumento di ricoveri (+1,4%) e terapie intensive (+5,1%). Ancora in crescita i decessi (+23,8%). Il monitoraggio della Fondazione Gimbe che chiede di predisporre subito il piano per il prossimo autunno-inverno

Nella settimana 20-26 luglio, un calo dei nuovi casi (473.820 vs 631.693) per la seconda settimana consecutiva. rallenta la crescita degli indicatori ospedalieri (+149 ricoveri in area medica, +21 in terapia intensiva) ed aumentano ancora i decessi (1.019). È quanto rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe che registra inoltre lo stop delle percentuali di chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino (88,1% della platea) e di chi ha completato il ciclo vaccinale (86,6% della platea). Sono 6,84 milioni i non vaccinati, di cui 2,17 milioni di guariti protetti solo temporaneamente. 7,76 milioni di persone non hanno ancora ricevuto la terza dose, di cui 2,71 milioni di guariti che non possono riceverla nell’immediato. Quarte dosi in aumento rispetto alle 44.169 somministrazioni quotidiane della scorsa settimana ma ancora molto lontane dal target delle 100 mila al giorno fissato dalle linee di indirizzo dell’unità per il completamento della campagna vaccinale. Secondo la Fondazione Gimbe per l’autunno-inverno necessario pianificare subito puntando sui 5 “stabilizzatori” della pandemia proposti da Oms Europa.

«Mentre la discesa dei nuovi casi prosegue sostenuta – commenta Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – i ricoveri in area medica e in terapia intensiva non hanno ancora raggiunto il picco e soprattutto i decessi continuano ad aumentare, documentando, indirettamente, che il numero reale di casi è molto più elevato di quelli noti alle statistiche ufficiali. Se da un lato è difficile prevedere gli scenari futuri, dall’altro è possibile definire alcune ragionevoli certezze. Innanzitutto, con l’arrivo della stagione autunno-inverno assisteremo verosimilmente ad un nuovo  aumento della circolazione virale che, in assenza di investimenti sui sistemi di aerazione e ventilazione nei locali al chiuso, potrà essere ridotta solo attraverso l’utilizzo di mascherine FFP2; in secondo luogo, la popolazione a rischio di malattia grave è molto numerosa e va aumentando man mano che ci si allontana dalla data di somministrazione della terza dose: al 27 luglio, prendendo in considerazione over 60 e fragili, si contano 896 mila non vaccinati, 1,94 milioni senza la terza dose, 14,4 milioni senza quarta dose; ancora, i trattamenti antivirali rimangono sotto-utilizzati rispetto alle indicazioni. Ecco perché è indispensabile predisporre adesso il piano di preparedness per l’autunno-inverno, perché la strumentalizzazione elettorale della gestione pandemica può compromettere la salute delle persone più fragili. In tal senso l’Oms Europa propone di puntare su 5 “stabilizzatori” della pandemia: aumentare le coperture vaccinali (con tre dosi) nella popolazione generale; offrire la quarta dose alle persone a rischio dopo 120 dalla somministrazione della terza; promuovere l’utilizzo delle mascherine al chiuso e sui mezzi pubblici; areare gli spazi pubblici affollati, quali scuole, uffici, bar e ristoranti, mezzi di trasporto pubblico; applicare rigorosi protocolli terapeutici per le persone a rischio di malattia grave».

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