-

Maxi-incendio nel Milanese, esperti Sima: da rogo solventi elevati rischi per la salute umana e per l’ambiente

Black smoke clouds, dirty toxic fog or smog. Vector realistic illustration of dark smoky from fire or explosion. Black fume texture isolated on transparent background
Pericoli per apparato respiratorio e riproduttivo se sostanze tossiche presenti nei solventi vengono inalate ed entrano in contatto con pelle, occhi e mucose

La Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) sta seguendo con molta attenzione l’evolversi dell’incendio divampato ieri mattina nello stabilimento Nitrolchimica di San Giuliano Milanese dove stanno bruciando migliaia di litri di solventi. “Si tratta di sostanze classificate come pericolose per la salute e per l’ambiente a causa delle loro caratteristiche chimico-fisiche e tossicologiche – spiega il Presidente Sima, Alessandro Miani – I solventi includono alcune delle sostanze più tossiche in assoluto in quanto corrosive, irritanti, sensibilizzanti/allergizzanti, mutagene e persino tossiche per l’apparato riproduttivo (teratogene, in termine tecnico). L’incendio in atto sta liberando una serie di composti organici volatili che possono nuocere alla nostra salute se inalati o anche semplicemente venendo a contatto con la pelle, gli occhi o le mucose”.

“Purtroppo non abbiamo grandi mezzi per difenderci dalla dispersione in forma gassosa di questi composti, che legandosi al particolato atmosferico di più piccole dimensioni, vale a dire più piccolo del PM 2.5, possono raggiungere gli alveoli polmonari penetrando in profondità nell’apparato respiratorio, in parte fissandovisi per dare luogo a un successivo assorbimento sistemico nella circolazione sanguigna ed in parte venendo fortunatamente espulsa con l’espirazione – prosegue Miani  – Naturalmente il pericolo dipende dalla concentrazione delle sostanze, che in questo caso potrebbe essere molto elevata in assenza di venti, ma anche dalla durata dell’esposizione. E’ per questo che bisogna stare lontani dall’area in questione e dalle zone di diffusione delle colonne di fumo in atto, o mantenere le finestre chiuse nel caso in cui si sia costretti a restare nelle proprie abitazioni nel territorio oggetto dell’emergenza, in attesa che il rischio di esposizione continuativa sia interrotto dalla qualificata operazione dei vigili del fuoco al lavoro. In seguito, sarà possibile valutare la penetrazione nel suolo e nelle falde acquifere, in esito alle analisi di ARPA per eventuali effetti di contaminazione ambientale” – conclude il presidente Sima.

Print Friendly, PDF & Email