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Covid e influenza, fondamentali le vaccinazioni dei più fragili

vaccinazioni anziani
L’appello di infettivologi, medici di famiglia, geriatri, igienisti. “Occorre favorire l’implementazione di una cultura del vaccino che coinvolga tutti i clinici, dai Medici di Medicina Generale agli infettivologi, passando per quegli specialisti che seguono i malati fragili, a cui la vaccinazione può salvare la vita” sottolinea Mastroianni, Presidente Simit

Per il prossimo inverno si presagiscono una nuova ondata della pandemia e un ritorno violento dell’influenza. Le vaccinazioni saranno quindi determinanti, specialmente tra i soggetti fragili e gli anziani, maggiormente esposti alle infezioni, per evitare decessi e forme gravi di malattia. Questo l’appello che parte dal Ministero della Salute con l’incontro istituzionale “La sanità che vorrei. L’importanza dei vaccini nella prevenzione. Covid-19, influenza e altre infezioni virali e batteriche”, organizzato da Aristea. Promosso dalle società scientifiche Simit, Simg, Sigot, SItI.

“Oggi nei reparti di terapia intensiva sono ricoverati circa 150 pazienti Covid – ha sottolineato il Sottosegretario Sileri nel suo indirizzo di saluto – e oltre il 99% delle persone che si infettano avverte sintomi lievi o risulta del tutto asintomatica. Alla fine di settembre cadrà l’obbligo delle mascherine sui mezzi pubblici, i ragazzi vanno a scuola senza restrizioni, la gente è tornata senza paura allo stadio o ai concerti, le nostre città d’arte sono piene di turisti come non si vedeva da anni, Se la situazione è tornata alla normalità, e le restrizioni che abbiamo dovuto imporre nei mesi più difficili della pandemia non torneranno, il merito è in gran parte dei vaccini e della fiducia degli italiani nella scienza. Man mano che il virus cessa di essere un rischio straordinario per la salute pubblica e diventa una presenza endemica che dovremo fronteggiare con gli strumenti ordinari, è importante fare in modo che i cittadini considerino la vaccinazione, contro il Covid e non solo, come una opportunità per proteggere la propria salute e quella delle persone care, specie se anziane e fragili”.

Il vaccino anti-omicron per prevenire l’inverno
La campagna vaccinale contro il Covid-19 è partita con una nuova fase, sebbene attualmente non vi sia ancora un ampio coinvolgimento, visto il basso numero di contagi delle ultime settimane e il limitato afflusso negli ospedali. “Con questa nuova dose sarà possibile stimolare l’immunità contro le nuove varianti, soprattutto nei soggetti più a rischio e in vista anche di una possibile nuova ondata nei mesi invernali – sottolinea Claudio Cricelli, Presidente Simg – Le vaccinazioni contro il Covid sono state determinanti nell’arginare la pandemia: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, grazie ad esse sono state salvate 150 mila vite, senza contare la limitazione dei casi gravi. I due vaccini bivalenti recentemente approvati da Aifa proteggono dalla forma originaria di Sars-CoV-2 e dalla variante Omicron; rappresentano una dose booster, volta a rafforzare la protezione di chi ha già effettuato il ciclo primario”.

I timori per l’influenza
Nei prossimi mesi si profila anche una forma influenzale potenzialmente grave e, visto il lieve impatto degli ultimi due anni, si teme che le protezioni non siano sufficienti. “Per l’influenza, l’obiettivo minimo del 75% della popolazione anziana non è mai stato raggiunto dal 1999 – ha evidenziato il geriatria Alberto Cella, Consigliere Sigot – Dopo un trend crescente dal 2015/16 al 2020/21 (arrivando ad una copertura vaccinale del 65%), nella stagione 2021/22 la copertura negli anziani è purtroppo diminuita del 7% rispetto alla stagione precedente. Eppure, considerando i dati osservati nell’emisfero australe (ad es. in Brasile e Argentina) dobbiamo prepararci ad una certa aggressività del virus influenzale, visto che ha avuto il tempo di evolversi e le nostre difese immunitarie non sono state sollecitate nelle ultime due stagioni. Potenzialmente si prepara la tempesta perfetta per la prossima stagione influenzale”.

Le opportunità da non perdere: i vaccini contro pneumococco, meningococco, herpers zoster, monkeypox, poliomelite
L’attenzione ai vaccini con particolare riguardo alla popolazione sopra i 60 anni e nei soggetti immunodepressi va oltre il Covid e l’influenza. Ci sono infatti alcune infezioni virali e batteriche che possono essere prevenute efficacemente. “I vaccini contro pneumococco, antimeningococco e Herpes Zoster rappresentano una grande opportunità contro infezioni dalle gravi conseguenze – sottolinea Claudio Mastroianni, Presidente Simit – Inoltre, intervenire nella limitazione di queste infezioni può costituire un’arma in più nella lotta all’antibiotico-resistenza, che rappresenta la minaccia più significativa dei prossimi decenni. Inoltre, dobbiamo sollevare l’attenzione su altre vaccinazioni verso infezioni emergenti o riemergenti, quali il monkeypox e la poliomielite. In conclusione, occorre favorire l’implementazione di una cultura del vaccino, che coinvolga tutti i clinici, dai Medici di Medicina Generale agli infettivologi, passando per tutti quegli specialisti che seguono i malati fragili (oncologi, nefrologi, geriatri, ematologi, ecc.), a cui la vaccinazione può salvare la vita”.

“Nell’ottica della protezione dei fragili – aggiunge Enrico Di Rosa,  Coordinatore del Collegio Operatori SItI – riteniamo importante mettere in atto strategie vaccinali integrate che uniscano la vaccinazione anti-Covid con le altre, ovvero vaccinazione antinfluenzale, ma anche quelle anti-Herpes Zoster e anti-pneumococco, anche incentivando, ove possibile, la co-somministrazione. È fondamentale approfittare dello sforzo che si è fatto e si sta facendo per la vaccinazione Covid per garantire ai fragili le coperture adeguate su importanti patologie che potrebbero colpire questa fascia di popolazione”.

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