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Sinergie per la migliore l’assistenza sul territorio

Nurse preparing drop counter to a patient for procedure in hospital
Infermieri (Fnopi) e ospedalità privata (Acop): al via una consultazione permanente per  individuare le migliori sinergie per potenziare l’assistenza

Il presidente di Acop, Associazione Coordinamento Ospedalità Privata Michele Vietti ha incontrato ieri mattina la presidente di Fnopi, Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche Barbara Mangiacavalli. Nel corso del cordiale colloquio, i due presidenti hanno manifestato la volontà di instaurare una proficua collaborazione tra Fnopi e Acop, coordinando le proposte e gli interventi per assicurare all’interno Servizio Sanitario Nazionale un ruolo adeguato sia alle strutture sanitarie private, sia agli infermieri, nel primario interesse del cittadino utente. Si sono ripromessi di dar vita a una consultazione permanente che consenta di individuare le migliori sinergie tra le due istituzioni.

“I più fragili, gli anziani e soprattutto i non autosufficienti, rischiano oggi di essere abbandonati a se stessi: il sistema domiciliare non funziona e la pandemia ha dimostrato che anche il sistema delle Rsa va rinnovato profondamente. In questo senso il rapporto con gli infermieri, che rappresentano la professione più vicina alle persone nell’assistenza, è importante e la sinergia che si è creata contribuirà anche a ripensare il sistema sanitario territoriale, con un nuovo modello che potenzi tecnologie e assistenza domiciliare. In questo la sanità privata con l’Acop  sarà a fianco di quella pubblica per promuovere un servizio sanitario all’avanguardia “, ha detto Michele Vietti.

“A mettere in difficoltà l’assistenza sul territorio è sicuramente la carenza di infermieri, che soprattutto durante la pandemia si sono spostati dalle strutture residenziali come le RSA agli ospedali per assistere i contagiati. Per la carenza infermieristica tuttavia non basta prevedere un numero maggiore di infermieri, peraltro difficilmente ottenibile nel breve-medio periodo, ma si deve far leva su qualità e tipologia dell’assistenza con specializzazioni universitarie che rendano anche maggiormente attrattiva la professione e figure di assistenza intermedia coordinate dagli infermieri. Soprattutto, è necessario un cambio di paradigma e di cultura per rendere efficienti i diversi  setting assistenziali a favore di una vera interprofessionalità”, ha aggiunto Barbara Mangiacavalli.

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