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Consenso versus Credibilità

PS9-Tanese
La ricerca del consenso è un elemento connaturato alle relazioni sociali. Ma ciò che fonda la fiducia nei rapporti interpersonali e nelle organizzazioni è la credibilità. Penso che a fronte delle incertezze e delle sfide del futuro avremo bisogno di una leadership sempre più fondata sulla credibilità piuttosto che sul consenso

di Angelo Tanese

Per non essere frainteso, chiariamo subito che la ricerca del consenso non ha alcuna accezione negativa. Si fonda sulle parole, sulle promesse, ma anche sulla forza delle idee e la lucidità della visione. È importante saper comunicare e trasmettere messaggi che possono infondere sicurezza e raccogliere un’adesione convinta a un progetto. Un leader ha bisogno di sentire che il gruppo crede nella sua capacità di condurlo al raggiungimento degli obiettivi che dichiara.

Il consenso non si costruisce solo con la validità dei ragionamenti proposti ma anche facendo leva sulle emozioni, sulle aspettative, sui desideri e sulle paure degli altri. Si tratta di colmare un vuoto o, in termini positivi, di proporre una visione del mondo convincente. Questo è in genere l’obiettivo di un leader politico.

Anche per chi dirige un’organizzazione o ricopre un ruolo di responsabilità è importante sentire la fiducia e l’approvazione del proprio gruppo. C’è tuttavia una regola fondamentale nelle dinamiche organizzative secondo la quale nulla è statico e le relazioni che le persone stabiliscono tra loro evolvono nel tempo. Ciò significa che la leadership non si stabilisce a tavolino né si acquisisce in un giorno attraverso un discorso pur avvincente, ma si costruisce nel tempo con la coerenza tra pensiero e azione, tra visione del futuro e capacità di gestire il presente, generando sogni, da una parte, e guardando in faccia la realtà, dall’altra. In altri termini, si può essere visionari senza perdere la concretezza. Ciò che saremo, infatti, sarà sempre il risultato di ciò che avremo saputo costruire.

Per questo motivo un leader, per quanto carismatico, sa che non basta convincere per vincere le sfide più ambiziose, e che dovrà tessere quotidianamente una trama di relazioni e di decisioni che faranno evolvere il gruppo, rendendolo più solido e coeso, e così in grado di ottenere risultati impensabili senza quel percorso di crescita. Con questa azione sul campo, attraverso la quale le criticità e i problemi sono affrontati e superati senza nasconderli o aggirarli, si rafforza la fiducia reciproca tra le persone, il senso di appartenenza a una comunità, e la legittimazione di chi la dirige. In altri termini, si afferma la credibilità di un manager e di un gruppo.

Leggi l’articolo integrale di Angelo Tanese* su PANORAMA DELLA SANITÀ n. 10 ottobre 2022

*Direttore generale Asl Roma 1

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Hanno scritto per noi: Tonino Aceti, Maura Casadio, Francesco Cattel, Bruno Cavaliere, Gabriella D’Ettorre, Ottavio Davini, Maria Ernestina Faggiano, Bernardino Fantini, Gioacchino Galardo, Nicoletta Gandolfo, Anna Luisa Geraci, Andrea Giovagnoni, Roberto Grassi, Enrique Häusermann, Emanuele Lettieri, Antonino Massone, Vittorio Miele, Giovanni Monchiero, Giandomenico Nollo, Anna Odone, Marcello Pani, Fabrizio Polverini, Damiano Rizzi, Chiara Sgarbossa, Angelo Tanese, Marco Trabucchi

 

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