-

IL NUOVO NUMERO DI PANORAMA DELLA SANITÀ

Sandro Franco
L’EDITORIALE di Panorama della Sanità di ottobre.

Un bravo collaboratore ed un amico caro termina con questo numero la sua collaborazione con la rivista. Angelo Tanese, direttore generale della Asl Roma1, ideatore ed autore della rubrica Leading change, ripone la penna perché chiamato ad un prestigioso incarico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. A lui va il nostro ringraziamento per la fruttuosa e sempre puntuale collaborazione.

Non desidero sperticarmi in elogi d’occasione: sarebbero sicuramente insufficienti a testimoniare la gratitudine che merita e a afforzare l’amicizia che ci lega.  D’altronde chiunque lo conosce ha avuto modo di apprezzare la sua qualità professionale e umana, lo stile di direzione, l’impegno che ha profuso nella gestione della sua complessa Azienda dove ha operato la fusione di due Asl e l’incorporazione di un’Azienda ospedaliera. Ha esercitato il governo sapiente di un’azienda che conta più di settemila dipendenti impegnati nei servizi sanitari per un milione duecentomila persone nel cuore di Roma. Lascia nei suoi collaboratori un grande rimpianto ma anche una grande testimonianza.

Questo avvenimento mi induce però ad una riflessione.

Un manager della Sanità va altrove. Che organi dello Stato attingano dal management sanitario rafforza la nostra convinzione che la sanità sia la punta di diamante della pubblica amministrazione. Viceversa, la Sanità ha capacità attrattive? Ho qualche serio dubbio.

Ho vissuto fin dall’inizio la stagione dell’aziendalismo in sanità dopo la promulgazione dei decreti-legge 502/1992 e 517/1993 e l’avvento della figura del manager dei servizi sanitari. Quest’ultimo, per l’appunto, doveva avere competenze manageriali, gestionali
ed organizzative, responsabilità giuridica (ma non copertura assicurativa), esclusività di rapporto, fedeltà – alla giunta che l’aveva nominato – ma incertezza sul proprio futuro, stoicità nella perdita del ruolo e dello status che l’alternanza in politica spesso comporta. Un assessore “dismise” i direttori generali da lui nominati, sostituendoli con altri, perché aveva cambiato casacca e campo.

Tutto questo, ancora oggi, con una remunerazione ferma a 21 anni fa.
Mi torna alla mente un aneddoto poco simpatico ma illuminante sul rapporto tra la politica e i manager sanitari. Nel 2011 l’intera compagine dei direttori generali di una regione del centro Italia esternò al proprio assessore, non senza imbarazzo, il fatto che i loro compensi fossero fermi al 2001. La risposta fu, parola più̀ parola meno: “se vista bene è così sennò come voi ne trovo altri cento”. Voglio sperare che questo non sia ancora oggi il pensiero dominante di chi, con la riforma del Titolo V della Costituzione, ha la quasi totale ed esclusiva competenza sulla Sanità e quindi la responsabilità della salute dei propri cittadini. Se c’è una lezione che ci ha lasciato l’epidemia di Covid-19 è quanto fa la differenza l’assetto regionale sull’efficienza dei servizi sanitari.
Oggi, in un clima di populismo imperante, anche il solo accennare all’idea di un compenso adeguato per i manager della Sanità, come giusto riconoscimento delle competenze e presupposto di una maggiore attrattività anche nel privato, servirebbe solo a scatenare nuove ondate di polemiche.
Però non si possono volere buoni manager e poi volerli pagare con “specchietti e perline” come si faceva un tempo con gli indiani d’America. O, come si suol dire, “non si possono fare le nozze coi fichi secchi”.

Sandro Franco

________________________________________________________________________________________________

Sfoglia il nuovo numero di ottobre di PANORAMA DELLA SANITÀ. Come ogni mese il dibattito aperto ha coinvolto numerose firme importanti del nostro settore, in un dialogo referenziato che mira a coinvolgere e contribuire ad una sempre più nuova visione del nostro sistema sanitario.

 

Hanno scritto per noi: Tonino Aceti, Maura Casadio, Francesco Cattel, Bruno Cavaliere, Gabriella D’Ettorre, Ottavio Davini, Maria Ernestina Faggiano, Bernardino Fantini, Gioacchino Galardo, Nicoletta Gandolfo, Anna Luisa Geraci, Andrea Giovagnoni, Roberto Grassi, Enrique Häusermann, Emanuele Lettieri, Antonino Massone, Vittorio Miele, Giovanni Monchiero, Giandomenico Nollo, Anna Odone, Marcello Pani, Fabrizio Polverini, Damiano Rizzi, Chiara Sgarbossa, Angelo Tanese, Marco Trabucchi

Print Friendly, PDF & Email