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La resistenza antimicrobica e la digitalizzazione nelle opportunità del Pnrr

Doctor's hands working on a digital tablet
Nella giornata conclusiva del 55° Congresso Nazionale SItI, presso “Padova Congress” si sono tratte alcune osservazioni sulle opportunità offerte dal Pnrr in relazione alla digitalizzazione a supporto degli obiettivi di Sanità Pubblica, anche per combattere le infezioni correlate all’assistenza.

La resistenza antimicrobica (AMR) è tra le prime 10 minacce globali per la sanità pubblica e richiede un’azione multisettoriale urgente, anche al fine di raggiungere gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile.” spiega Antonella Agodi, Ordinario di “Igiene generale e applicata”, Dir. Dip. Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie avanzate presso l’Università di Catania e Rappresentante SItI nel tavolo PNCAR presso il Ministero della Salute. “Le evidenze suggeriscono che i cambiamenti che si verificano nell’ambiente a causa della crisi climatica stanno favorendo la diffusione di malattie infettive e le infezioni e un maggiore uso di antimicrobici negli esseri umani, negli animali e nelle piante. In Europa, ben il 75% del burden di malattia per AMR è associato alle infezioni correlate all’assistenza, da contrastare attraverso adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni, nonché mediante la corretta stewardship antimicrobica”.
“Le tecnologie digitali – continua Agodi – rappresentano i più promettenti approcci nel contrasto alle infezioni da microrganismi multiresistenti. La missione 6 – Salute – del PNRR intende rafforzare i processi di digitalizzazione del SSN attraverso interventi rivolti allo sviluppo e al potenziamento della telemedicina e il rinnovamento e l’ammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti oltre che le competenze e il capitale umano del Sistema Sanitario Nazionale anche mediante la formazione degli operatori.”
“La digitalizzazione della sanità è una straordinaria occasione per rilanciare e creare valore nel Servizio Sanitario Nazionale – afferma Emanuele Torri, Segretario generale della SItI – Ciò richiede un progetto organico che consenta di investire in infrastrutture digitali, sistemi interconnessi ed interoperabili, ma anche in cultura, leadership, relazioni e competenze atti a rendere l’approccio alla salute della comunità ed i processi assistenziali (fondati sulla sistematica attuazione degli interventi preventivi di dimostrata efficacia) disponibili: dai corretti stili di vita, alle vaccinazioni, agli screening, alla gestione del rischio infettivo e dei focolai epidemici, al controllo di determinati fattori di rischio ambientali. Nella selezione e nell’implementazione degli strumenti digitali più appropriati per la Prevenzione diventa fondamentale la diffusione fra i professionisti sanitari, i decisori e i pazienti-cittadini, di metodi e strumenti di valutazione multidimensionale – tecnica, clinica, economica, etica e sociale – della tecnologia sanitaria (hta) per dare risposte robuste e tempestive a domande tecnologiche complesse”.
“La tremenda pandemia di Covid ci ha dato una costosa lezione: eravamo largamente impreparati ed avevamo per anni indebolito i nostri servizi di prevenzione”, osserva Donato Greco, Socio onorario della Società Italiana d’Igiene e membro del Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid_19. “L’arrivo del PNRR ci offre una opportunità unica non solo per affrontare possibili future epidemie, ma finalmente riformare ed aggiornare i nostri servizi di prevenzione offrendo ai cittadini italiani la garanzia di una piena attuazione dei Livelli essenziali di Assistenza per la Prevenzione: ci sono le idee, gli atti, le risorse, tocca ora a tutti noi operatori rendere reale questa formidabile opportunità”.

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