-

Titolo V: per la sanità un disastro assoluto

PS9-conversando (1)
“Ha distrutto il servizio nazionale per costituire venti sistemi regionali disomogenei nell’accesso, nell’efficienza, nella solidarietà ed eguaglianza sancite dalla Costituzione”. È quanto afferma Luca Pani, ex Dg dell’Aifa e Professore Ordinario di Farmacologia all’Università di Modena e Reggio Emilia, e di Psichiatria Clinica all’Università di Miami, che, senza giri di parole, accusa il Titolo V di aver acuito le differenze in sanità e che, in controtendenza, non crede che il nostro Ssn sia universalistico e neppure solidale

di Piorjk Procaccini

“La cosa di cui sono più orgoglioso e che mi porto dietro a distanza di oltre 6 anni dalla fine del mio mandato sono le persone che ho avuto l’onore di conoscere e con cui ho avuto modo di collaborare”. Così Luca Pani, Professore Ordinario di Farmacologia all’Università di Modena e Reggio Emilia, e di Psichiatria Clinica all’Università di Miami, racconta il ricordo della sua esperienza da Direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco. “L’Aifa – aggiunge il Professore – ha una straordinaria competenza collettiva nel mondo regolatorio e quando ho realizzato che la vera forza si basava su l’indipendenza da qualunque vincolo di molti, anche se non di tutti, i suoi dipendenti è stato facile portare avanti con determinazione delle decisioni come quelle su Stamina, sulla digitalizzazione dei Registri, sul rispetto delle regole per gli offlabel, sull’approvazione della prima terapia genica al mondo (a un prezzo del 25-50% inferiore rispetto a quelle successive) e sulle negoziazioni innovative come quella dei farmaci per l’Epatite C con enormi risparmi per il Ssn”.

Si sente sempre più spesso parlare di innovazione ma, soprattutto in ambito medico, non sempre questo termine si accompagna a dei risultati misurabili in termini di salute. Quando un’innovazione può definirsi tale?
La prima considerazione da fare è che se stiamo continuando a farci questa domanda nello stesso modo da circa 10 anni, vuol dire che abbiamo un problema generale sull’innovazione. L’innovazione è obiettivamente difficile da definirsi e forse ancora di più in ambito sanitario. Analisti esperti in questo settore indicano diversi elementi che dovrebbero guidare l’innovazione tecnologica sanitaria. Le inefficienze di lunga data drammaticamente emerse nella gestione della pandemia amplificheranno i problemi di accessibilità, con peggioramento della qualità delle cure. Sono proprio queste antiche inefficienze a fornire terreno fertile per l’innovazione che verrà concentrata in modo sproporzionato su tre categorie di intervento principali: coinvolgimento dei pazienti, raccolta e analisi dei dati ed elaborazione di nuovi modelli di assistenza. Giganti tecnologici sono impegnati in una battaglia da un trilione di dollari per conquistare quote dei cloud pubblici, mantenere la “mindshare” e coinvolgere in modo continuo i consumatori/pazienti in questa rivoluzione che è già iniziata.
Investimenti nella ricerca e sviluppo di piattaforme di servizi facilmente utilizzabili da un’ampia gamma di consumatori/pazienti e per una serie di applicazioni (ad esempio, l’analisi predittiva) modificheranno la struttura stessa della Medicina. A quel punto, quando per molti
sarà troppo tardi capire che cosa è successo, l’innovazione potrà dirsi davvero tale e l’evoluzione da scienze biologiche a scienze dell’informazione verrà completata.

Come raccogliere le evidenze utili a prendere decisioni sull’innovazione farmaceutica?
Attraverso i dati che verranno da partnership pubbliche-private o tramite acquisizioni, sia tra i fornitori, ad esempio, delle farmacie che tra i sistemi sanitari e aziende tecnologiche, che porteranno maggiore integrazione. Appena le crescenti e talvolta mal riposte preoccupazioni sulla privacy dei pazienti saranno risolte questa enorme massa di dati sarà utile a migliorare la salute dei cittadini. Gli operatori sanitari storici e i nuovi protagonisti hanno un’enorme opportunità di sfruttare quest’onda di innovazione per migliorare l’efficienza (anche economica) e la qualità dell’assistenza sanitaria. Negli Stati Uniti, ad esempio, modifiche normative in corso di attuazione offrono il potenziale per una condivisione dei dati più integrata garantendo una maggiore trasparenza per i pazienti. I Centers for Medicare & Medicaid Services (Cms) e l’Office of the National Coordinator for Health Information Technology (Onc) stanno collaborando per promuovere la condivisione dei dati tra le organizzazioni sanitarie. Questi cambiamenti normativi includono l’interoperabilità dei dati delle cartelle cliniche elettroniche (Ehr in Usa e da noi il Fse) e una maggiore trasparenza sui i costi per le prestazioni e possono certamente contribuire a eliminare i silos di dati che storicamente hanno impedito l’analisi delle cure end-to-end. Gli operatori storici del settore sanitario stanno facendo sempre più spesso scelte strategiche nell’acquisizione di capacità di calcolo per far progredire i loro ecosistemi. Pagatori, fornitori, servizi sanitari e aziende tecnologiche stanno acquisendo attività per estendere le loro capacità di dati e analisi e per impegnarsi con i pazienti in modo longitudinale e continuo in modo predittivo e non reattivo… Leggi l’intervista integrale a Luca Pani su PANORAMA DELLA SANITÀ n. 10 ottobre 2022

________________________________________________________________________________________

Sfoglia il nuovo numero di ottobre di PANORAMA DELLA SANITÀ. Come ogni mese il dibattito aperto ha coinvolto numerose firme importanti del nostro settore, in un dialogo referenziato che mira a coinvolgere e contribuire ad una sempre più nuova visione del nostro sistema sanitario.

 

Hanno scritto per noi: Tonino Aceti, Maura Casadio, Francesco Cattel, Bruno Cavaliere, Gabriella D’Ettorre, Ottavio Davini, Maria Ernestina Faggiano, Bernardino Fantini, Gioacchino Galardo, Nicoletta Gandolfo, Anna Luisa Geraci, Andrea Giovagnoni, Roberto Grassi, Enrique Häusermann, Emanuele Lettieri, Antonino Massone, Vittorio Miele, Giovanni Monchiero, Giandomenico Nollo, Anna Odone, Marcello Pani, Fabrizio Polverini, Damiano Rizzi, Chiara Sgarbossa, Angelo Tanese, Marco Trabucchi

 

Print Friendly, PDF & Email