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Frittelli (Federsanità): ci troviamo di fronte ad una rivoluzione attesa da oltre vent’anni

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La presidente di Federsanità al Forum Sistema Salute di Firenze

“Nella delicatissima fase che sta attraversando il Servizio sanitario nazionale, la richiesta di assistenza è sempre più spesso collegata a bisogni complessi, a causa delle patologie croniche e di una popolazione sempre più anziana che presenta i caratteri della non autosufficienza e della disabilità. In un quadro così complesso un approccio pragmatico immediato porta a chiedere un serio intervento di tenuta basato su un più adeguato finanziamento e sulla necessità di acquisire personale”. Così ieri Tiziana Frittelli, Presidente Nazionale di Federsanità e Direttore generale dell’AO San Giovanni Addolorata, nella sessione plenaria di apertura del Forum Sistema Salute in corso a Firenze. “Tuttavia, accanto a questa urgenza, deve essere approntata con altrettanta rapidità la questione legata alla riorganizzazione profonda dei sistemi, senza la quale qualunque altro intervento rischierebbe di essere vanificato. Da oltre venti anni il SSN attende la costituzione stabile, organizzata e diffusa del sistema territoriale sanitario esterno agli ospedali che ora, grazie riforme recate dal PNRR, sta riprendendo vitalità, attenzione, sviluppo. In concomitanza con la riforma disegnata dal DM77 è arrivato il momento di portare a conclusione l’altra rivoluzione quella dell’integrazione socio sanitaria, senza la quale si rischia di non poter soddisfare i bisogni complessi di presa in carico delle fragilità sociali e sanitarie. La legge di bilancio 2022 (L. 234/2021) anticipa i contenuti principali della riforma sociosanitaria e guida l’elaborazione dei tre nuovi piani triennali 2022-2024 che riguardano Il Sociale, la Povertà e la Non-autosufficienza che, unitamente alla Legge delega sulla disabilità e allo strumento innovativo del budget di salute, dovranno consentire una sinergia tra ambiti territoriali sociali (ATS), Comitati dei Sindaci e ASL.

Tutto questo deve essere accompagnato da una nuova politica delle risorse umane che valuti bisogni formativi, fabbisogni, competenze, task shifting, skills professionali, nuovi meccanismi di selezione per middle e top management, prospettive di carriera e adeguata remunerazione per i professionisti del Ssn. E altresì necessario investire in processi formativi per creare una nuova cultura organizzativa che spinga verso la necessaria evoluzione e integrazione dei sistemi”.

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