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Dimenticata dal Pnrr

La salute mentale
Per dare nuove risposte a nuovi problemi è necessario muoversi contemporaneamente su due livelli, il livello delle risorse e il livello dell’organizzazione

di Giuseppe Ducci*

I grandi cambiamenti nella società, nella sanità e nella salute mentale hanno reso la legge 180 un punto di riferimento storico e culturale (al di là della normativa sul Tso, tuttora vigente). Ricordo che nel 1998 è stato promulgato l’ultimo Progetto Obiettivo, che definisce scopi e organizzazione dei Dipartimenti di Salute Mentale; successivamente la riforma del Titolo V della Costituzione ha sancito la competenza regionale nell’organizzazione dei servizi sanitari, ormai molto difformi su scala nazionale; nel 2008 la riforma della sanità penitenziaria ha impattato sulla visione e sulla mission dei servizi. Nel 2014 il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale ha definito livelli e modalità di intervento. Nel 2015 le Raccomandazioni per il Trattamento dei Disturbi Gravi della Conferenza Stato Regioni hanno fissato obiettivi e indicatori sui quali costruire i percorsi di cura locali. Nel settore delle droghe e dell’addiction le norme del Testo Unico del 1990 e gli Accordi Stato-Regione del 1999 hanno definito puntualmente il funzionamento dei servizi, le reti e le dotazioni previste. In una prospettiva globale di salute mentale, non è pertanto possibile fare riferimento ad una sola norma e non prenderle in considerazione nel loro complesso, con le loro contraddizioni reciproche e i loro specifici punti di forza.


  La salute mentale rappresenta il modello più riuscito dell’integrazione ospedale-territorio


I cambiamenti si sono verificati anche nell’epidemiologia e nella clinica. Oggi disponiamo di una nuova epistemologia, fondata sul paradigma del neuro-sviluppo e sul ruolo dell’epigenetica. Da un lato la prospettiva delle traiettorie di sviluppo comprende ormai non solo i Disturbi dello Spettro autistico e l’Adhd, ma anche lo spettro schizofrenico e quello bipolare, mentre nuove dimensioni del neuro-sviluppo, come la dis-regolazione emotivo-affettiva si pongono come potenti disorganizzatori nosografici trasversali; dall’altro gli eventi ambientali, soprattutto quelli precoci, appaiono decisivi nel riscrivere, attraverso modificazioni dell’espressione genetica di alcuni geni chiave (i geni del Bdnf, del trasportatore della serotonina, del recettore dei gluco-corticoidi e dell’ossitocina, in primis), la storia evolutiva degli individui e delle loro relazioni, al punto che oggi identifichiamo, grazie a Caspi, nell’inadeguatezza genitoriale precoce, e nel ruolo epigenetico di questa nel determinare disfunzioni dei sistemi cerebrali della resilienza, il Fattore psicopatologico generale o P… Leggi l’articolo integrale di Giuseppe Ducci su PANORAMA DELLA SANITÀ n. 11 novembre 2022

 

*Direttore Dipartimento di Salute Mentale – ASL Roma 1

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Sfoglia il nuovo numero di novembre di Panorama della Sanità. Come ogni mese il dibattito aperto ha coinvolto numerose firme importanti del nostro settore, in un dialogo referenziato che mira a coinvolgere e contribuire ad una sempre più nuova visione del nostro sistema sanitario.

Hanno scritto per noi: Elena Bassanelli, Vittorio Bellotti, Carlo Borzaga, Ivan Cavicchi, Pierangelo Clerici, Massimo Cozza, Pietro Derrico, Giuseppe Ducci, Bernardino Fantini, Elisa Maria Fazzi, Piero Ferrante, Massimo Iacono, David Lazzari, Salvatore Lenti, Anna Lisa Mandorino, Concetta Mirisola, Giovanni Monchiero, Giandomenico Nollo, Luigi Orfeo, Cataldo Procacci, Matteo Ritrovato, Fabrizio Starace, Marco Trabucchi, Alessandro Venturi.

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