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In difesa del potere

salute mentale di comunità 
Dalla nostra esperienza di organizzazione di tutela dei diritti restano aperte importanti questioni che riguardano lo stigma, i limiti della organizzazione dei servizi territoriali e, soprattutto, le enormi differenze di accesso a percorsi di cura da territorio a territorio. Necessario un approccio basato sui diritti e un metodo di lavoro orientato ad una salute mentale di comunità 

di Anna Lisa Mandorino*

L’impegno di Cittadinanzattiva in relazione ai temi e alle politiche per la salute mentale è legato a una riflessione di fondo: se già la nostra storia è quella di un’organizzazione che si è battuta contro l’istituzionalizzazione della malattia e in difesa del “potere” dell’individuo malato, nel caso della salute mentale è particolarmente evidente come la sovrapposizione tra la malattia e il malato sia totale, al punto che di una persona con un problema di salute mentale si continua a dire che è un matto. Operare per la salute mentale significa, dunque, operare per il riconoscimento di diritti ma anche per l’acquisizione di potere, di protagonismo dell’individuo nella malattia. È quello che facciamo ad esempio con i percorsi di formazione che stiamo realizzando territorio per territorio: nell’ottica della “Salute mentale di comunità”, accompagniamo in particolare i percorsi di partecipazione degli utenti dei servizi per la salute mentale, dei loro familiari e delle associazioni che li rappresentano nel governo delle politiche per la salute mentale, perché si rafforzino le sinergie con gli operatori e con le istituzioni, si valorizzino le esperienze del terzo settore in un’ottica di co-progettazione delle scelte e dei servizi.


  Nel caso della salute mentale è evidente come la sovrapposizione tra la malattia e il malato sia totale” 

La salute mentale, da tempo trascurata e sottofinanziata dai governi di tutto il mondo, ha ricevuto il colpo di grazia con la pandemia e il Pnrr vi dedica poca attenzione. Con il paradosso che proprio quando i disturbi mentali aumentano (e in Italia a farne le spese sono più che in passato i giovani tra i 18 e i 34 anni), i servizi sanitari a loro dedicati diminuiscono.


Rendere il cittadino protagonista nella propria malattia, significa innanzitutto dargli voce: è quello che abbiamo voluto fare con la campagna In equilibrio, che mette al centro le storie di Pamela, Aldo, Giuseppe, Giacomo, Laura, Federica, Teresa, Riccardo, otto persone che raccontano la fatica che hanno dovuto affrontare per avere una diagnosi, la sofferenza di affrontare un percorso spesso tortuoso, ma anche la gioia di una rinascita, grazie ad un lavoro, al completamento del percorso di studi, alla possibilità di tornare a viaggiare, ma anche semplicemente alla possibilità finalmente di sentirsi riconosciuti…Leggi l’articolo integrale di Anna Lisa Mandorino su PANORAMA DELLA SANITÀ n. 11 novembre 2022

 

*Segretaria generale di Cittadinanzattiva

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Sfoglia il nuovo numero di novembre di Panorama della Sanità. Come ogni mese il dibattito aperto ha coinvolto numerose firme importanti del nostro settore, in un dialogo referenziato che mira a coinvolgere e contribuire ad una sempre più nuova visione del nostro sistema sanitario.

Hanno scritto per noi: Elena Bassanelli, Vittorio Bellotti, Carlo Borzaga, Ivan Cavicchi, Pierangelo Clerici, Massimo Cozza, Pietro Derrico, Giuseppe Ducci, Bernardino Fantini, Elisa Maria Fazzi, Piero Ferrante, Massimo Iacono, David Lazzari, Salvatore Lenti, Anna Lisa Mandorino, Concetta Mirisola, Giovanni Monchiero, Giandomenico Nollo, Luigi Orfeo, Cataldo Procacci, Matteo Ritrovato, Fabrizio Starace, Marco Trabucchi, Alessandro Venturi.

 

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