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Mi tengo il nostro Ssn

Claudio Cricelli
È alla guida della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie che quest’anno compie 40 anni. Il presidente Claudio Cricelli fa il punto su quanto costruito in questi decenni e sulle prossime sfide del Ssn. Tra queste, la non più rimandabile riforma globale della Medicina Generale. E sul tema del passaggio dei Mmg dalla convenzione alla dipendenza si dichiara agnostico

di Piorjk Procaccini, Sandro Franco

Esprime delusione per un impianto che capovolge il senso della medicina del territorio concentrando nell’hub le funzioni che invece dovrebbero essere potenziate nello spoke. Per Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Simg è necessario “convogliare una maggiore quantità di servizi nella medicina del territorio, negli “spoke” periferici. I cittadini, veri fruitori del Ssn, hanno bisogno di servizi, prestazioni e interventi di prossimità, vicini a casa, dove, sempre più vecchi e fragili, hanno necessità che tali servizi siano erogati”.

La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Simg compie 40 anni. Quali sono i traguardi più rilevanti raggiunti?
Ci eravamo dati obbiettivi di rinnovamento della professione, da poco affrancata dalle Mutue. Ruolo unico, formazione specifica, con
opzione per la Specializzazione, informatizzazione estesa, formazione continua obbligatoria. Ci eravamo prefissi ed abbiamo costituito negli anni le nostre Scuole per i Medici di medicina generale e una struttura di Ricerca clinica ed epidemiologica, realizzatasi nel 1998 con Health Search e con la Fondazione Simg per la Ricerca in Medicina Generale. Oggi Simg conta numerose strutture formative tra cui il College, l’Accademia, Simg Lab ed il centro per la Simulazione in Medicina.


Quando i ritardi si sommano alla scarsa attrattività di una professione, si avvera la tempesta perfetta


Nel Pnrr si attribuisce grande importanza alla medicina “del territorio” e alla prossimità delle cure: qual è secondo lei il ruolo del medico di famiglia?
Il Pnrr è un programma di progetti e di risorse allocate complesso e articolato. È stato generato da una situazione di emergenza come il Covid ed ha incluso alcune criticità storiche del Ssn, tra cui la storica povertà dimensionale ed organizzativa della Mg mai adeguatamente dotata e finanziata con risorse economiche ed umane. Questo ha generato la retorica della inefficienza della Mg con una artificiosa inversione tra causa ed effetto. Il Pnrr deve quindi trovare, nella nuova fase politica in cui ci troviamo, un modello evoluto che, superata l’emergenza, disegni la medicina del territorio centrandola sui fabbisogni dei cittadini ed in particolare sui bisogni di salute e sulla popolazione che ha necessità di fare ricorso alle cure di prossimità. Ci aspettiamo una profonda revisione del previsto modello burocratico piramidale top down con un privilegio al modello bottomup che è la soluzione organizzativa ideale per le cure di primo livello e della Medicina Generale.

Le nuove case della comunità prevedono la presenza dei medici di famiglia: solo poche ore a settimana. Non pensa che quello possa essere il luogo in cui espletare appieno il vostro ruolo nelle cure primarie? E come dovrebbe evolvere il rapporto del medico di medicina generale per aumentare la collaborazione multidisciplinare tra tutti i professionisti sanitari che operano sul territorio?
Le vere case delle comunità non possono essere pensate come centrali distaccate alle quali accedere in pellegrinaggio dalla periferia. I servizi possono e debbono ormai essere capillarmente decentrati e allocati nelle strutture territoriali di media complessità che sono gli studi integrati territoriali dei medici di medicina generale del nostro ormai inevitabile futuro. Le case di comunità e gli ospedali territoriali restano un riferimento per la medio alta complessità del territorio, con funzioni evolute rispetto alla maggior parte delle funzioni basilari di cui hanno bisogno i cittadini per le loro esigenze sanitarie e socio sanitarie quotidiane e che devono trovare una risposta capillare sul territorio in prossimità delle microcomunità, dei quartieri, delle famiglie, degli individui bisognosi di cure domiciliari.


Claudio Cricelli è presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie dal 1998 e della Public Affairs Association dal 2010. Nel 2017 ha ricevuto la medaglia di bronzo al Merito della Sanità Pubblica.


Un ruolo rilevante nel Pnrr viene attribuito alla digitalizzazione, specificatamente alla telemedicina. Siete pronti? Non c’è il timore che la telemedicina possa essere percepita dai pazienti come un’ulteriore distanza tra il medico e l’assistito piuttosto che un servizio?
La Medicina Generale è il comparto più informatizzato del Ssn e dell’intero Paese. Il territorio tutto è connettibile in rete, inclusi i flussi tra strutture mediche, laboratori, centri clinici e di ricerca, da e verso le farmacie di comunità. Manca proprio al sistema ed alla sua governance la capacità di integrare i flussi ed i comparti definendo regole e standard chiari che consentano l’interoperabilità di prodotti e processi. Ma non è un problema degli operatori bensì di un sistema arcaico che ama i formalismi invece della semplificazione e che moltiplica le procedure per rallentare e controllare burocraticamente i processi. Investire risorse presuppone quindi innanzitutto una radicale revisione del modello culturale del sistema Paese per non sprecare investimenti che moltiplicherebbero paradossalmente l’entropia e non l’efficienza del sistema…Leggi l’intervista integrale a Claudio Cricelli su PANORAMA DELLA SANITÀ n. 11 novembre 2022

 

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Hanno scritto per noi: Elena Bassanelli, Vittorio Bellotti, Carlo Borzaga, Ivan Cavicchi, Pierangelo Clerici, Massimo Cozza, Pietro Derrico, Giuseppe Ducci, Bernardino Fantini, Elisa Maria Fazzi, Piero Ferrante, Massimo Iacono, David Lazzari, Salvatore Lenti, Anna Lisa Mandorino, Concetta Mirisola, Giovanni Monchiero, Giandomenico Nollo, Luigi Orfeo, Cataldo Procacci, Matteo Ritrovato, Fabrizio Starace, Marco Trabucchi, Alessandro Venturi.

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