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Sinfonia incompiuta

Disco rotto - Sinfonia incompiuta
In realtà il progetto di Basaglia è incompiuto e la psichiatria è ancora in larga parte da riformare. È necessario andare “oltre la 180”, rimuovendone le contraddizioni interne e sfondando il muro dell’apologia per evitare il rischio di regressività o di controriforma

di Ivan Cavicchi*

Il mio ragionamento parte da una semplice interrogativo: perché la salute mentale se la passa tanto male? In fin dei conti è un settore che ha sempre goduto del favore della politica, esso non ha mai avuto da parte dei governi anche i più recenti serie opposizioni, al contrario la politica in favore della salute mentale ha persino scritto una legge 180 bis, (proposta Dirindin Manconi) ha approvato progetti obiettivi, organizzato grandi conferenze nazionali, ha pubblicando urbe et orbi importanti documenti di sostegno ecc. È impressionante scoprire che, nella salute mentale, i soggetti più diversi dicono e chiedono sempre le stesse cose della istituzione (ministero della salute). In tutti i documenti scritti tutti scrivono sempre le stesse cose. Vi è tra salute  mentale e istituzioni  una sorta di “consociativismo” nel quale non si capisce se tutti sono d’accordo come mai  le cose vanno tanto male. Nel mio libro “Oltre la 180” questo problema l’ho definito del “pensiero unico”. Il pensiero è unico ma i soldi che danno alla salute mentale sono pochi. Infatti in genere alla mala sorte della salute mentale si danno delle spiegazioni finanziarie: tutti ci vogliono bene ma i soldi che ci danno sono troppo pochi. Il che è vero, ma nessuno si chiede perché?


Se tutti sono d’accordo come mai le cose vanno tanto male


Perché la salute mentale è sotto-finanziata? Perché la salute mentale è stata dimenticata dal Pnrr? Perché alla salute mentale si danno le “mollichelle” cioè ogni tanto qualche finanziamento straordinario o qualche bonus ma nulla di più? Perché  la salute mentale conta così poco?
E poi è proprio vero che è solo una questione di soldi? Che i soldi siano pochi è una verità incontrovertibile, ma se anche dovessimo dare alla salute mentale tutti i soldi di cui ha bisogno, sul tappeto, resterebbero comunque un sacco di cose irrisolte, cioè di cose che non vanno, contraddizioni a non finire, ritardi di ogni tipo, cose che non funzionano, distorsioni…Leggi l’articolo integrale di Ivan Cavicchi su PANORAMA DELLA SANITÀ n. 11 novembre 2022

 

* Docente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata

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Sfoglia il nuovo numero di novembre di Panorama della Sanità. Come ogni mese il dibattito aperto ha coinvolto numerose firme importanti del nostro settore, in un dialogo referenziato che mira a coinvolgere e contribuire ad una sempre più nuova visione del nostro sistema sanitario.

Hanno scritto per noi: Elena Bassanelli, Vittorio Bellotti, Carlo Borzaga, Ivan Cavicchi, Pierangelo Clerici, Massimo Cozza, Pietro Derrico, Giuseppe Ducci, Bernardino Fantini, Elisa Maria Fazzi, Piero Ferrante, Massimo Iacono, David Lazzari, Salvatore Lenti, Anna Lisa Mandorino, Concetta Mirisola, Giovanni Monchiero, Giandomenico Nollo, Luigi Orfeo, Cataldo Procacci, Matteo Ritrovato, Fabrizio Starace, Marco Trabucchi, Alessandro Venturi.

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