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Il presidente Mattarella: Serve una sanità più attenta ai territori, servizi di cura più vicini alla persona

Il presidente Mattarella all'Assemblea Anci
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Bergamo per la cerimonia di apertura della XXXIX Assemblea nazionale dell’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani.

“Stato, Regioni, Comuni, Province, hanno saputo fare squadra durante la pandemia, affermando l’unità della Repubblica, con una mirabile capacità di ricomposizione e di intesa nella conduzione dell’emergenza, nell’affrontare l’emergenza. Ci siamo resi conto, con gratitudine, del ruolo della scienza. Abbiamo compreso che serve una sanità più attenta ai territori, servizi di cura più vicini alla persona, assistenza più aderente ai bisogni delle famiglie, soprattutto delle più svantaggiate e in difficoltà. Anche per queste correzioni di rotta il contributo di esperienza, di indicazioni, di impegno dei Comuni è prezioso”. È quanto ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso alla cerimonia di apertura della XXXIX Assemblea nazionale dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani a Bergamo.  Il presidente ha sottolineato come oggi, accanto ai non facili problemi che restano davanti noi, “abbiamo possibilità inedite di intraprendere percorsi di sviluppo, e di unire obiettivi ambientali, di transizione nei modelli produttivi, con le politiche di equità sociale”. “Il modo con il quale sapremo utilizzare e mettere a frutto le risorse rese disponibili dall’Unione europea – ha aggiunto Mattarella – condizionerà una parte del futuro, non soltanto del Paese, ma dell’intero continente. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilianza è un appuntamento che l’Italia non può eludere. Abbiamo l’opportunità di colmare ritardi strutturali, per rafforzare strategie di sviluppo sostenibile, per ammodernare la pubblica amministrazione, per allungare il passo nell’innovazione, per potenziare il welfare. C’è la possibilità per il nostro Paese di ridurre i propri squilibri interni, di stare al passo con i tempi, anzi di accelerare nelle transizioni ecologica e digitale. I Comuni hanno una funzione strategica. Il lavoro che possono condurre con le altre istituzioni locali può contribuire a ridurre i divari, le distanze, a sollecitare i progressi. Occorre ridurre le distanze tra centro e periferie metropolitane. I divari tra chi gode di determinati servizi e chi invece li raggiunge a fatica e solo in parte. Diminuire le distanze nella possibilità di esercizio dei diritti: perché oggi, tuttora, tra realtà urbane e aree interne, tra centri di grande collegamento, comunità montane e realtà insulari, non sempre i diritti e i servizi riescono ad essere assicurati in maniera eguale. La coesione del Paese passa anche e, vorrei dire, soprattutto, dai Comuni. Sono compiti di straordinario rilievo che richiedono un impegno condiviso e solidale. Sussidiarietà, infatti, non significa scaricare le difficoltà sull’anello istituzionale più a diretto contatto con i cittadini ma piuttosto sostenerlo. Significa partecipazione. Condivisione e dialogo tra i vari livelli di governo. Così si affrontano e si risolvono i problemi. Non possiamo permetterci ritardi” ha aggiunto Mattarella che in conclusione ha sottolineato come “A conferire autorevolezza sarà la capacità di tener fede ai decisivi impegni assunti in questi tempi difficili. Punti fermi sono la garanzia dei diritti dei cittadini, che al Nord come nel Mezzogiorno, nelle città come nei paesi, nelle metropoli come nelle aree interne, devono poter vivere la piena validità dei principi costituzionali”.

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