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Responsabilità amministrativa: Una storia vera

Justice. Judge hammer on the table
Tra le tante ragioni di inquietudine connesse all’esercizio di funzioni manageriali in sanità, c’è la responsabilità amministrativa per danno erariale, della quale si può essere chiamati a rispondere anche ad anni di distanza dai fatti

di Giovanni Monchiero*

Credo meriti attenzione la vicenda esemplare del collega Giuseppe Minniti, emblematica nel suo svolgimento, il cui lieto fine può fornire utili elementi di valutazione a chi si trovasse in situazione analoga. In data 2 agosto 2017 Giuseppe Minniti, in pensione da dieci anni,  si vide recapitare una Raccomandata  della Asst Valle Olona di Busto Arsizio che, su espresso invito del Procuratore della Corte dei Conti di Milano, lo costituiva in mora assieme ad altri dirigenti per il presunto “danno erariale derivante dal mancato incasso e dall’intervenuta prescrizione di crediti afferenti ai ticket per prestazioni erogate in codice bianco in Pronto Soccorso per il periodo 1-1-2003/ 31-12-2006 per un totale di 769.430,00 euro. Con la medesima comunicazione veniva intimato il risarcimento del presunto danno erariale, “fatta salva la definitiva quantificazione per i periodi di servizio prestati dai singoli dipendenti e degli incarichi rivestiti”.

Il collega Minniti aveva prestato servizio dal 16 marzo 1998 al 31 marzo 2005 presso l’Ao di Gallarate quale responsabile del settore Economico-finanziario e dal 1^ aprile 2005 al 31 marzo 2007 quale Direttore Amministrativo dell’Ao di Busto Arsizio. A monte dell’azione dell’Asst c’era stata un’indagine del Nucleo di Polizia Tributario di Varese, che, su mandato della procura della Corte dei Conti, aveva chiesto alle due Aziende di fornire tutti i dati afferenti i ticket dovuti per prestazioni ospedaliere rese in regime di Pronto Soccorso negli anni dal 2003 al 2014. Le due Aziende -poi disciolte e confluite nella nuova Asst “Valle Olona”- avevano provveduto a fornire i dati richiesti e, in particolare gli elenchi dei ticket non riscossi negli anni dal 2003 al 2006.

In data 25 ottobre 2017 il collega Minniti ha promosso dinanzi alla Corte dei Conti per la Regione Lombardia il giudizio ad istanza di parte per “l’accertamento negativo di responsabilità ex art.172 comma 1 lettera d) del Codice di Giustizia Contabile”, approvato con Dlgs 26 agosto 2016, n. 174. Il ricorrente rappresentava la situazione giuridica in cui si era venuto a trovare ad operare: all’epoca le Aziende Sanitarie potevano unicamente utilizzare lo strumento di cui al Rd 14 aprile 1910, n.639 e l’attivazione del procedimento di legge risultava essere del tutto antieconomico rispetto alla somma da recuperare (25 euro per ticket) tenuto conto della necessità di conferire mandato ad un legale con ulteriori spese (circa 240 euro, ex Dm 8 aprile 2004).

L’assurdo giuridico-amministrativo era così evidente che la Giunta Regionale della Lombardia con deliberazione del 6 dicembre 2011 – in epoca successiva ai fatti contestati, ma antecedente alla procedura che coinvolgeva il collega Minniti – aveva disposto che, al fine di garantire la effettiva riscossione dei crediti relativi ai ticket, le Aziende sanitarie dovessero stipulare apposite Convenzioni con la Società Equitalia.

Il collega, dunque, impugnava la costituzione in mora in relazione al presunto danno erariale e chiedeva di accertare e dichiarare l’assenza di responsabilità amministrativa in capo al ricorrente per carenza degli elementi oggettivi e/o soggettivi; dichiarare nullo e/o annullare il suindicato atto di costituzione in mora ed ogni altro atto presupposto, connesso, prodromico o conseguente; in via subordinata, nella denegata ipotesi  di accertamento di danno erariale , dichiarare tale pretesa  estinta per decorso del termine di prescrizione applicabile.

Il Collegio giudicante, respingendo l’opposizione della Procura, ammetteva la “actio negatoria” osservando che essa “soddisfa altresì i principi del giusto processo e della sua ragionevole durata”, consentendo all’interessato di cooperare a definire un procedimento che rimarrebbe pendente in quanto condizionato dall’esercizio dell’azione accusatoria.

Nel merito dei fatti, la Corte ha ritenuto che il Dr. Minniti avesse operato diligentemente curando gli atti interruttivi, unica azione allora consentita e coerente con i principi di non antieconomicità, e lo ha assolto da qualsiasi addebito, compensando integralmente le spese di lite. (Sentenza n. 283/2018 del 27 dicembre 2018, passata in giudicato).

Rimane in piedi la questione delle spese di giudizio, che le compagnie di assicurazione non sempre coprono adeguatamente, ma costante indirizzo giurisprudenziale ne ammette il rimborso da parte della Azienda Sanitaria. 

Tale sentenza costituisce, dunque, un precedente importante per la difesa di manager e Dirigenti, a volte chiamati ingiustamente a rispondere di presunti danni erariali, anche dopo il collocamento a riposo, con anni di snervanti attese.

*Past president FIASO, Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere

(Da Panorama della Sanità 5-2022)

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